Castagne matte

Da qualche giorno a Milano, stanno cadendo dagli alberi le castagne matte. Tutte le mattine attraverso una piazza che ne sarebbe piena, eppure è sempre pulita. Ieri mi è capitato di vedere nel giro di due minuti, ben quattro persone che raccoglievano castagne matte.

C’è chi dice che tenerle in tasca allontani il raffreddore. C’è chi le mette nei mobili vecchi per evitare che l’umidità li gonfi. Secondo me, rimangono uno dei non-giochi più divertenti. Da bambina ne raccoglievo un sacco. Lo faccio ancora (e non credo di essere la sola): le tengo sulla scrivania, perchè mi piace la loro rotondità, le sfumature della buccia.

Ho portato i miei bambini in un parchetto dove sono le castagne matte. Come si poteva prevedere, ne hanno raccolte tantissime. Il gioco è nato da sè, è rimasto inesistente: senza regole, senza scopo, lascinadoci un sacco di idee: dall’artimetica a chiederci come vive una castagna nel riccio. Abbiamo iniziato a guardare il riccio! Che voglia di nido!

Ci siamo chiesti come sia stare al caldo, chiusi in un nascondiglio, con un buchino piccolo per guardare dall’alto dell’albero e abbiamo provato a ricostruirlo in un angolo della cameretta.

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Un pensiero su “Castagne matte

  1. ilmondodici

    Anche io collezione castagne matte, 3 ne metto nelle rispettive tasche, contro le infreddature e con le altre ci giochiamo… Vicino a casa nostra ce ne sono alberi e alberi, al Parco di Monza. Dovessero finire da voi, sai dove trovarne! 🙂
    ps: ho seguito il tuo consiglio e sto leggendo dall’inzio il tuo blog… ciao!

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