E’ giusto anticipare il programma?

Mio figlio ha iniziato la prima elementare. Nel suo asilo non era previsto un progetto di prescrittura perchè – così ci hanno spiegato – le maestre della primaria chiedono di non anticipare il programma. Sentendo un’amica che ha visto le difficoltà della figlia in prima elementare un anno prima di me, ho seguito il suo consiglio comprando per l’estate un libricino con dei semplici disegni da completare come esercizio di righe e stanghette. Lei mi aveva raccontato che… uscendo dal nostro asilo sua figlia non sapeva nemmeno dove iniziare a scrivere sul quadernone. Noi abbiamo comprato quel libricino, ma è stato lasciato lì, tra i vari libri di disegni da colorare, un po’ fatto e un po’ no. Fin qui non abbiamo fatto un gran danno. Nel frattempo però ho scoperto che mio figlio sapeva scrivere e leggere. Non è dotato di poteri speciali è solo un bambino curioso: vedeva un cartello, sceglieva una lettera e mi chiedeva che lettera fosse.

E’ la M! “M come Massimo? M come Mamma?”

Così poco per volta ha imparato a leggere e scrivere, non bene, però ci riesce.

A scuola una mamma mi ha attaccato, dicendo che avergli insegnato a leggere e scrivere prima del tempo lo ha portato più avanti nel programma e ora il suo livello sbilancia la classe. A parte che non è il solo a saper leggere.  Rispondere alla loro domande, perchè questo noi abbiamo fatto, può essere così dannoso? Bisogna fermare la loro curiosità aspettando che ci arrivi il programma scolastico?

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27 pensieri su “E’ giusto anticipare il programma?

  1. Stefy

    Io non credo si possa reprimere la curiosità dei bambini, però mi sono posta anch’io il problema di interferire con l’attività del programma. Sempre che un programma la signora Gelmini lo lasci. I miei sono ancora alla materna e vorrei sapere anch’io se è importante fagli fare degli esercizi di prescrittura o no.

  2. Caffenero Autore articolo

    Ciao, Stefy.
    Un programma per imparare almeno a leggere e scrivere c’è. Anzi nella nostra scuola hanno adottato un metodo nuovo che sulla carta sembra molto bello (metodo simultaneo). Sull’utilità di aver fatto o meno prescrittura all’asilo ancora non ti so dire, per noi è decisamente presto.

  3. Fricchialina

    Ciao Caffenero, vengo da “alf”, e mi fa piacere che si ponga attenzione al mondo della scuola. Io ho due bambini, una che frequenta la quarta elementare e l’altro che frequenta la prima elementare. Ti porto la mia esperienza: condivido il fatto di non forzare i bambini alla materna a scrivere perchè hanno un’età in cui è giusto giocare ancora, e poi perchè molti di loro ancora non sono pronti ad impegnarsi e a mettere la giusta attenzione nel fare le cose. I programmi attuali, proposti nelle scuole, sono un retaggio di un recente passato. Personalmente ritengo che molte cose sarebbero da rivedere, trovo che ci siano tanti orpelli e poca sostanza, e di questo i ragazzi vengono pesantemente penalizzati, tant’è che i risultati dei sondaggi vari sono sotto gli occhi di tutti. Potrei continuare, mi scontro ogni giorno a scuola dei miei figli, ma è una cosa in cui credo e non mi fermerò al primo ostacolo.

  4. Caffenero Autore articolo

    Ciao, Fricchialina.
    In questi quattro anni tu hai cercato di integrare il programma di scuola? Ad esempio, cosa è mancato secondo te? Gli argomenti venivano trattati modo superficiale o è stato un problema di scelte? Ad esempio, ho sentito un papà dire che la figlia sapeva tutto della formazione di un arcobaleno, ma non sapeva ancora le tabelline (alla fien della priamaria).
    Sono d’accordo che non vadano forzati ad imparare, ma se te lo chiedono tu cosa risponderesti? “Aspetta di farloa scuola!”?

  5. Fricchialina

    Dunque, per quella che è la mia esperienza, manca un metodo di insegnamento. Ad es. io non trovo così sbagliato che i bambini, ad es. in prima elementare, facciano pagine e pagine di lettere in corsivo maiuscolo e minuscolo. E invece non lo fanno, perchè magari debbono fare la piantina della classe. Ecco queste per me sono cose inconcepibili, io mi sono ritrovata mia figlia che alla fine della prima ancora aveva difficoltà a scrivere in corsivo, perchè l’anno fatta esercitare pochissimo ed io ho passato l’estate a farla esercitare.
    Tu mi hai nominato le tabelline? Ecco a mia figlia in seconda gli sono state insegnate una a settimana, cioè non le è stato dato il tempo di metabilizzarle una per volta, con il risultato di avere una micidiale e aberrante confusione in mente. I verbi? Ne vogliamo parlare? Mica gli è stato spiegato che si dividonono in tre coniugazioni a seconda della desinenza (are-ere-ire), con conseguente, anche qui, caos stratosferico. L’osservazione che tu hai riportato riguardo il papà che si lamentava della figlia, calza a pennello, per le basi di un alunno cos’è più importante la tabellina o come è fatto l’arcobaleno? Non dico che quest’ultima informazione non sia importante, per cartà, ma penso che possa essere fatta in un secondo momento, le tabelline no.
    Concludo rispondendo alla tua domanda riguardo la curiosità dei più piccoli che trovo leggittima e ben venga, va’ coltivata e stimolata i ogni sua forma. Quindi se mio figlio mi chiede che lettera è quella gli rispondo, ma che io lo metta seduto a provare a farlo scrivere prima del tempo, no, non lo farei….deve eventualmemte partire da lui.
    Se vuoi possiamo parlare ancora, intanto un abbraccio. :-)))))

  6. Fricchialina

    Errore di battittura : “……scrivere in corsivo, perchè l’anno fatta esercitare…” ovviamente “l’hanno fatta….”. Pardon…:-)

  7. Caffenero Autore articolo

    Fantastico!
    Grazie mille per la risposta, però devo confessare a che adesso mi serve un caffè… che futuro che mi aspetta!

  8. logoer

    ciao ho letto di questo blog sul forum al femminile, entro e trovo subito una discussione molto interessante..io sono una logopedista, giro molte scuole non so se dire fortunatamente o “purtroppo” infatti mi rendo sempre più conto di quante problematiche ci sono nel mondo della scuola, dall’altro lato ho la fortuna di conoscere quali sono le insegnanti migliori e quali i programmi che danno più risultati..
    dal mio punto divista, parlando ora da logopedista, posso dire che sarebbe opportuno nell’ultimo anno della scuola materna preparare i bimbi all’ingresso in prima..questo non vuol dire necessariamente fare esercizi di pre-lettura e pre-scrittura, anzi ci sono altre importanti abilità che devono essere rinforzate e che fanno da base per l’apprendimento, abilità che possono essere esercitate sotto forma di gioco e in modo divertente quindi senza togliere ai bimbi il gusto di giocare e divertirsi come è giusto che sia per bambini ancora piccoli..
    Ad esempio le abilità metafonologiche non vengono quasi mai allenate (le rime, trovare l’inziale della parole, fare le parole a pezzi) mentre si potrebbero fare molti giochi e attività utili e divertenti, lo stesso vale per l’attenzione, la memoria..insomma..per concludere..ogni mamma sa cosa è più giusto per suo figlio, si può tentare anche prima dell’ingresso alle elementari di introdurre le lettere e la scrittura ma se il bambino non è ancora pronto allora meglio non forzare ed aspettare..si dovrebbe invece sensibilizzare la scuola a fare tutte quelle attività utili che spesso vengono messe da parte….troppa fatica per prepararle?troppa mancanza di informazione tra i docenti? i motivi purtroppo sono ancora un incognita…
    un saluto

  9. Caffenero Autore articolo

    Ciao, Logoer e ben arrivata.
    Quello che scrivi è davvero molto interessante. Nella materna dove ho portato mio figlio c’è stato un incontro con una lgopedista che invece ci ha detto: “Lasciateli stare, impareranno confrontandosi con gli altri!” A tutti è ovviamente andata bene la risposta perchè tutti i genitori sono usciti da quella riunione che l’idea che i figli fossero perfetti e che loro non avessero altri lavori da fare. Io credo che un esercizio in più non possa far male, al limite passa per un gioco e se non serve non rovina. Ti faccio due domande: secondo te un genitore autodidatta dove può reperire qualche semplice esecizio (siti, testi ecc)? alla scuola primaria suggeriresti un’attenzione particolare su un aspetto nuovo rispetto alla materna (crescendo c’è qualche problema diverso?).
    Grazie e ciao.
    Spero tanto tu sia di Milano!

  10. logoer

    ciao caffenero
    grazie per il benvenuto! Sono di Roma…
    partendo dal fatto che ogni terapista ha i suoi metodi e non mi permetto mai di criticare o smentire un’affermazione di una collega se prima non so di chi si tratta, detto questo credo che un’informazione sia giusto darla…
    è vero che i bambini imparano confrontandosi con gli altri, ma dipende di quali abilità parliamo..se parliamo di linguaggio,di comunicazione,di abilità sociali,di relazione, e via dicendo allora sono perfettamente d’accordo ma se parliamo di abilità cognitive questo confronto, purtroppo,non basta.
    Lo sviluppo cognitivo e quindi anche lo sviluppo delle abilità metafonologiche e di tante altre abilità che fanno da base per gli apprendimenti dipende da una quantità enorme di fattori: l’età, il contesto sociale, la famiglia, le abilità del bambino nel linguaggio e nelle altre aree dello sviluppo, ecc. Quindi si capisce che se vogliamo aiutare e, perchè no , stimolare lo sviluppo e l’acquisizione di alcune abilità, potenziandole magari o comunque dando una piccola mano ai nostri bimbi, non c’è nulla di male nel fare alcuni giochi e alcune attività. Mirati ,ovviamente, e adattati in base al livello del bambino, senza forzarlo troppo ad acquisire qualcosa che ancora non è pronto ad imparare, ma sostenendolo nello sviluppo.
    Inoltre poi se pensiamo a bambini che possono avere difficoltà o che sono un pò indietro con lo sviluppo è ancora più sbagliato dire che “imparano dal confronto”, infatti una difficoltà dei bambini che sviluppano poi disturbi di apprendimento è proprio quella di “apprendere ” come tutti gli altri…
    Crescendo poi ovviamente è necessario fare sempre più attenzione perchè le richieste che vengono fatte ai bimbi sono sempre più alte e sempre più difficili, si richiedono abilità sempre più specifiche (pensa a quando viene presentata la matematica, le operazioni, o a quando devono scrivere da soli un tema), e capita ovviamente che un bamnino che non aveva problemi fino a qualche mese prima inizia a incontrare qualche difficoltà..Anche questo a volte non viene tenuto molto in considerazione..Una volta ho seguito un bambino che presentava difficoltà negli apprendimenti in seconda elementare, alla riunione a scuola la maestra mi disse;” Guardi io non riesco proprio a capire, all’inzio di quest’anno è partito benissimo ora un disastro…non vuole fare più niente,non ascolta, non si impegna…!!!” Piccolo problema: la maestra non aveva neanche lontanamente considerato che forse aver iniziato a fare cose più difficili poteva aver creato un problema per quel bimbo che non era ancora abbastanza forte sotto alcuni aspetti cognitivi e quindi non riusciva a stare dietro agli apprendimenti..mi sembra logico che un bambino non ascolta se non capisce quello che gli si spiega!
    Per quanto riguarda le attività è difficile trovare su internet siti che propongono questo genere di attività, soprattutto mettendole sotto forma di gioco…c’è un sitomolto carino http://www.ciaobambini.it dove vi sono diverse proposte dalla materna alla quinta elementare…
    iopropongo sempre di sfruttare tutti ii momenti della giornata per giocare con il proprio bambino e fargli capire che imparare non solo è divertente ma che si può fare ovunque..al supermercato (“vediamo chi trova più cose che iniziano con PA …”) in macchina al semaforo (vediamo prima che scatta il verde quanti nomidi animali riesci a dirmi..dopo tocca a me) e ovviamente in casa ritagliando figure dai giornali giocando con i burattini che parlano e che pronunciano le parole a pezzettini e facendole poi ricomporre dal bambino..ce ne sono tanti ma ovviamente non basterebbe tutto lo spazio…!
    Un saluto

  11. Fricchialina

    Ciao, mi fa piacere constatare che il dibattito vada aumentando.
    Anch’io voglio ringraziare logoer per i suoi interventi che ci permettono di avere un punto di vista diverso da quello che puo’ avere un genitore. Io non dico che sia tutto semplice e facile da affrontare, quello che io avverto, ma non solo io, è che tutte le cose che logoer ha ribadito, sono giustissime, per cartità, ma che a tutto questo non sussegua un qualcosa. Cioè è giusto che l’insegnante ponga la sua attenzione in maniera diversa da alunno a alunno, è giusto che sarebbe suo dovere percepire i disagi che il singolo puo’ incontrare in base alle difficltà che man mano gli si presentano e via dicendo, è tutto giustissimo, ma materialmente sembra che le cose poi termino lì, in poche parole l’Italiano, la matematica, le scienze la storia, la geografia quando li fanno? E soprattutto come vengono fatte tutte queste materie? Ad es. mi dite a che serve 1/2 ore di inglese alle elementari? Che senso ha togliere, quasi sempre, queste ore a materie basilari come matematica e italiano che magari con del tempo in più potrebbero far esercitare di più gli alunni? Per il mio modestissimo parere, la sfera scuola va’ rivista eccome….
    Un saluto.

  12. Caffenero Autore articolo

    Ciao, Logoer.
    Devo dire il tuo intervento è veramente trascinante: a logica (perchè per la parte pratica io sono agli antipodi) sono d’accordo su tutto. Il problema è che un genitore che vuole stimolare alcune abilità nel figlio, se non ha sotto un programma o un minimo di basi non sa dove sta andando. Mi spiego meglio: posso proporgli il gioco di spezzettare le parole, ma non so a cosa serve e quindi non so cosa proporgli dopo e nemmeno se sto facendo tutto giusto.
    Cercherò qualcosa in biblioteca, perchè quello che tu suggerisci mi sembra davvero un approccio basilare.

  13. Caffenero Autore articolo

    Proprio ieri sera riferivo a mio marito la notiziona che tra gli obiettivi della primaria non c’è più la corretta ortografia quindi – così mi raccontava un’amica che ha la figlia in terza – verranno portati i bambini alle medie scrivendo male. Io facevo delle schede di ortografia che erano davvero un grande aiuto, solo che on si usano più e non so dove trovarle.

  14. Fricchialina

    Hai perfettamente ragione!!!! Non solo, non si bada più nè all’ordine sui quaderni, tantomeno alla calligrafia, ossia alla “bella-grafia”. Poi però ci si lamenta che dal medico all’ingegnere, dall’architetto all’impiegato quando scrivono non si capisce nulla….bhà!!!!
    Vorrei mettere anche un accento sul discorso libri: a me sembra veramente assurdo che bambini di prima elementare abbiano una media di 7/9 libri. Ora, fermo restando che gli zainetti rimangono a scuola, e sto parlando di chi frequenta il tempo pieno, spesso succede che con tutti quei i libri i bambini si confondono. Ma perchè ne devono avere così tanti? Io vedo che su questi libri, spesso molte pagine sono dedicate ad esercitazioni da fare direttamente sul libro con conseguente disordine visivo e non. Quando andavo a scuola io, il libro era sacro, non ci si poteva scrivere, casomai sottolineare e gli esercizi si facevano sui quaderni. In questo modo l’alunno era stimolato ad avere, di suo, il rispetto per le cose, e di rimando era sollecitato a scrivere sul quaderno in maniera ordinata per poi fare l’esercizio. Io scrivevo pagine e pagine di problemi sul quaderno, ora sul libro devi scrivere qualche numero e la risposta. Consentitemelo: non è la stessa cosa!!!!! Inoltre, sempre rimanendo in tema di problemi, l’anno scorso di questi tempi, sono andata dall’insegnate di matematica di mia figlia (all’epoca 3 elementare)e le dico, dando “la colpa” a mia figlia, che lei si ostina a scrivere il testo e la risposta dei problemi in stampato, e che questo non andava bene visto che in italiano scrive in corsivo. Sapete cosa mi sono sentita rispondere? Che questo per l’insegnante non era importante, che la bambina poteva scrivere come voleva l’importante è che facesse bene il problema. Mi sono cadute le braccia, questo discorso potrbbe, dico potrebbe, andare bene al liceo, non in terza elementare!!!!! Quando imparano a scrivere bene se c’è questa mentalità?
    Sono infuriata da una parte, ma dall’altra molto, molto demoralizzata!!!!!

  15. logoer

    ciao fricchialina sono assolutamente d’acordo con te sul fatto che la scuola va rivista e in molti punti….
    Partendo, tantoper fare un esempio, dal fatto che le insegnanti vivono nella fretta di dover a tutti i costi terminare il programma ministeriale..sembra che ne va della loro vita..Ora a parte che il programma poi è del tutto discutibile perchè come tu stessa dici molte cose che vengono insegnate anche con eccessivoimpegno potrebbero non essere considerate di primaria importanza per un bambino di scuola elementare..
    Ma il discorso è che l’atteggiamento delle maestre si riflette sui bambini, non conta più la qualità di ciò che viene fatto ma solo la quantità..l’importante è finire.
    I quaderni dei bimbi sono sempre più disastrosi e quando chiedi il loro parere ti dicono “si però l’ho fatta tutta la scheda”! Io stessa quando lavoro dentro le classi sento le insegnati che dicono “bambini presto prima di ricreazione dobbiamo finire la scheda!”…magari la maggior parte della classe non ha capito nulla di ciò che si fa e alla fine ognuno si arrangia come può copiando o inventando.non importa perchè la scheda è finita!
    Inquesto sistema è evidente che troppo poco tempo (o quai nulla) viene utilizzato per spiegare il “perchè” si fanno determinate cose, far capire ai bambini perchè ad esempio si deve imparare a scrivere un racconto o a che serve imparare le quattro operazioni…La risposta più frequente che mi danno i bimbi quando gli chiedo”Hai capito a cosa serve fare l’addizione?” “Si, a fare matematica!” oppure “si a fare i problemi!” e non parlo di bambini con ritardo…Insomma non si rendono conto della relazione che c’è tra quello che imparano in quelle quattro mura e la vita reale fuori dalla scuola. Mi rendo conto che non si pò fare una relazione con tutto, non pretendo che un bambino di IV capisca l’importanza di studiare la storia o le espressioni ma almeno di capire in che modo quelle quattro operazioni possono essere usate fuori dalla scuola..questo si!!

  16. Caffenero Autore articolo

    Mi sembra che il quadro che state dipingendo sia lo stesso, visto da un genitore che rileva le lacune della scuola attuale e visto da un “addetto ai lavori” (concedimi la definizione) che ne spiega.
    Io penso anche che non sia semplice per un genitore integrare il programma scolastico perchè non è più quello che abbiamo imparato noi. Faccio un esempio: ai miei tempi si iniziava a imparare l’alfabeto, procunciando le lettere B e non Bi per prepararsi alla lettura. Adesso c’è tutta una storiella che collega ogni letterina perchè usano un metodo diverso. Mia nipote, che ha fatto la prima pochi anni fa, ha iniziato dai primi giorni di scuola a copiare lunghissime frasi in stampatello (finivano alle nove tutte le sere). Se questo è il metodo solo per l’italiano (considerando che non è poi tanto ostico imparare a leggere visto che molti bambini lo fanno già a cinque anni) mi chiedo come insegneranno le tabelline, ad esempio, e se sarò in grando di intervenire nel programma senza confonderlo.

  17. valentina

    premesso che giù al sud l’incontro con la logopedista e\o altri ausiliari delle insegnati non è mai avvenuto,
    ritengo che il compito dei genitori è proprio quello di far capire ai figli che quello che imparano a scuola serve e vale per il mondo esterno e non solo o solamente per avere un bel voto a scuola.
    Riguardo alla metodologia non mi pronuncio perchè non so se il metodo utilizzato trenta anni fa era corretto e senza errori o meno, tenuto conto che all’epoca mancavano tutte una serie di cose che adesso esistono, p.e. il computer e tutto ciò che è collegato.
    Per quello che riguarda le materie nella scuola dove va mio figlio le attività motorie non esistono, i computer si stanno ammuffendo in qualche cantina e fondamentalmente è di fatto obbligatoria l’ora di religione perchè non è stata posta alcuna alternativa.

  18. logoer

    ciao caffenero..si il sito è quello ho fatto un pò di confusione…
    quello che dici è vero, non è facile integrare il programma fatto dalle insegnanti anche perchè soprattutto per alcune materie differenze di metodo possono mandare davvero in confusione il bambino, ad esempio in matematica…già nell’ambito dell’italiano il discorso è diverso m anche lì la confusione si crea…l’esempio che fai dell’alfabeto è perfetto, oggi ogni scuola almeno qui fa a modo suo ..i bambini che imparano a pronuciare la lettera C dicendo CI fanno poi magari l’errore di scrivere CAO e ARANCA (perchè dettandosi la parola dicono CI-A-O), gli altri hanno confusione perchè devono ricordarsi che alcune lettere si leggono in due modi diversi…
    generalmente non sarebbe, secondo me, una cattiva idea far capire ai bambini che ogni lettera ha un NOME e un SUONO,la lettera CI che si chiama appunto CI ha 2 suoni che sono K e CI..io gli faccio l’esempio con gli strumenti musicali, che come le lettere hanno un nome e un suono diverso…..so che questo interventop esce un pò fuori dalla discussione ma era una cosa che mi faceva piacere condividere …!

  19. Caffenero Autore articolo

    Mi sembra un labirinto senza uscita: i limiti della scuola attuale non sono scavalcabili, questi limiti creano delle lacune negli alunni, i genitori non possono intervenire per colmare le lacune perchè non essendo al corrente con i programmi creerebbero ancora più confusione nei figli. E’ una trappola!

  20. Fricchialina

    Quanto è vero cio’ che dici!!!!!! Io farei delle gigantografie di questo tuo intervento da attaccare nelle scuole per far riflettere tutti, insegnanti, dirigenti e genitori!!!!! Le tue parole i confortano, pensavo di essere io la marziana su questa terra, grazie!!!!

  21. Fricchialina

    Scusate, devo prendere dimestichezza, stavo quotando l’intervento di logoer
    ott 12, 2010 @ 09:03:47….. 🙂

  22. Fricchialina

    No, no, è giustissimo invece, ma le prime a leggere la lettera “C” così e non “CI”, dovrebbero essere le insegnanti, e nella maggior parte dei casi non è così….purtroppo….

  23. Giuliy

    Ciao a tutte! Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia. Personalmente ritengo sia molto importante avvicinare i bambini di 5 anni alla lingua scritta.
    Certo non credo sia nostro compito insegnare loro a leggere e scrivere anche perchè la scuola dell’infanzia è, a mio parere, un luogo nel quale FARE ESPERIENZE.. (cosa che nei successivi ordini di scuola accade assai di rado.)
    Personalmente cerco di avvicinare i bambini alla lingua scritta con delle attività ludiche oltre che con i classici esercizi di prescrittura. Il bambino a 5 anni impara meglio facendo, sperimentando con il proprio corpo, la propia voce.
    E’ normale però che queste attività suscitino la curiosità del bambino verso la scrittura: non blocchiamoli ma assecondiamoli senza forzare la cosa!
    Per cui mamme non preoccupatevi se i vostri bambini per curiosità personale imparano a leggere prima della scuola primaria!

  24. angelaercolano

    guarda non me ne parlare! First é da quando aveva 4 anni che vuole leggere e scrivere e gli ho fatto iniziare al prima elementare adesso che ha sei anni e mezzo perché ero contraria ad anticiparlo, nonostante tutti mi dessero della pazza, avendo lui da tanto dato segni di una forte predisposizione allo studio. Perché anche da noi non vogliono far “anticipare” il programma ho cercato di fare il meno possibile, ciononostante sà già leggere e scrivere proprio come tuo figlio e l’altro giorno mi sono “data” con una mamma perché secondo lei i bambini in una classe devono essere portati tutti allo stesso livello, non sono d’accordo con questa mentalità della massificazione, ma come si fà a portare 25 bambini tutti allo stesso livello? Finiremo l’anno a fare stanghette?!?! Se già dopo una settimana di scuola c’è chi non porta i compiti fatti perché poi poverini sono stanchi! E noi che siamo fessi che abbiamo passato il week end 5 ore sui libri?!?! e care mie che poi i vostri figli rimangano indietro! mi vien proprio voglia di dirgli! scusa lo sfogo un bacione 😀

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