Volendo anticipare il programma

L’argomento di anticipare il programma insegnando ai bambini qualcosa prima che vadano a scuola ha scatenato molti commenti su questo blog. Seguendo lo stesso filo, vi riassumo il discorso della maestra di mio figlio alla riunione di ieri (prima classe).

I bambini imparano comunque a tracciare dei segni: lettere, numeri, il loro nome, controllate che lo facciano bene fin da subito perchè altrimenti prendono delle abitudini sbagliate che è difficile rimuovere. Insegnategli a essere autonomi: andare in bagno da soli e tagliarsi la bistecca è un livello medio a cui arrivano tutti, ma poi non sanno prendersi cura del loro astuccio, perdono la felpa e non si ricordano nemmeno di che colore era, non portano a casa tutti i quaderni perchè non li mettono nello zaino. Da programma dovevano svolgere un’ora di ballo e musica. Si sono fermati al primo tentativo perchè quando hanno detto di girarsi a destra si sono scontrati uno contro l’altro peggio delle strumtruppen. Destra e sinistra può essere una differenza che confonde, ma molti bambini ancora non sanno “sopra” e “sotto”, quindi non capiscono dove devono scrivere sul foglio del quaderno. Qualcuno non ha capito ancora come si sfoglia il quaderno perchè salta le pagine a piacimento. Se gli dicono: “Prendete la matita” chiedono di quale colore perchè quella di grafite classica non l’hanno mai usata e non sanno nemmeno impugnarla bene. Per fare una scehda in cui si chiede di colorare l’oggetto più lungo in quattro spazi diversi impiegano fino a un’ora e mezza.

Forse tutto ciò poteva essere oggetto di “studio” alla materna o almeno a casa, visto che non sanno quando inizieranno il programma perchè sono fermi a spiegare a tutti come si prende la matita e dove si scrive nel quaderno.

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5 pensieri su “Volendo anticipare il programma

  1. Palmy

    Può succedere anche questo! Il guaio è che in I media io ho avuto alunni molto simili, che non sapevano gestirsi da soli…

  2. Veronica

    Sì, talvolta succede di avere delle prime di bambini che non sanno fare nulla e che non capiscono la terminologia più semplice, che verso i sei anni dovrebbe essere capita bene da un bambino di quell’età. Non scordiamo, però, che la qualità della scuola dell’infanzia da quando il raporto maestre-bambini si è alzato e l’età di entrata abbassata, è calata moltissimo, come spesso hanno “gridato” gli insegnanti senza che nessuno li ascoltasse. Inoltre le madri che lavorano da quando i bambini sono piccolissimi e senza avere aiuti sociali, forse tornano a casa talmente stanche che non riescono ad insegnare ai bambini un dialogo produttivo e l’autonomia nelle piccole cose. Parlo di quell’insegnamento che passa attraverso l’emotività, l’affettività, il contatto fisico.
    Insomma, trovo che sarebbe necessario fare un esame sociale completo su come il mondo dell’infanzia viene gestito al giorno d’oggi in Italia, e che non serva a nulla scaricare i problemi sull’una o sull’altra categoria ( genitori, insegnanti infanzia, insegnanti primaria etc etc.).

  3. Veronica

    Ops….ho digitato “rapporto” con una “p” 🙂 Che mi manchino i prerequisiti per scrivere con il pc?

  4. Simona

    Se per “anticipo” si parla delle attività e competenze che descrivi, non posso che essere d’accordo. Ho la fortuna di svolgere il mio tirocinio (anche) presso una Scuola dell’Infanzia dove si lavora molto bene e i bambini apprendono giocando alcuni prerequisiti importanti. Ho osservato alcuni di loro una volta approdati alla Primaria e ho constatato con gioia l’ulteriore sviluppo delle capacità già “risvegliate” in precedenza.

    In generale, non sono molto d’accordo sull’anticipare alcuni apprendimenti come la scrittura e la lettura, sia perché non sempre le famiglie utilizzano un approccio “globale” e flessibile, sia perché bambini che sanno già leggere e scrivere piuttosto bene all’inizio del percorso scolastico, tendono a entrare un po’ in crisi successivamente, di fronte a compiti nuovi, perché hanno vissuto di rendita per settimane o mesi… un po’ come fare ginnastica senza qualche esercizio di riscaldamento.

    Scusa se mi sono dilungata! Il tuo blog e le tue attività mi piacciono molto e tornerò a trovarti!

    S.

  5. mammadifretta

    io credo che sia importante seguire l’indole del bambino, se un bambino desidera imparare a scrivere e leggere perchè ama la mamma che legge i libri non vedo che male ci sia, riguardo all’approccio..basta documentarsi in rete e ce ne sono di metodi, semplici giochini, che insegnano a leggere e scrivere..per il resto ho sentito madri ritenere giusto che un bambino di otto anni non distingua 1 euro da 50 cent perchè non gli servono …ma questo chi lo decide?? secondo me le abilità di base vanno insegnate in modo naturale anche in casa…

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