Un blog da maestra…anzi, da prof!

Gironzolando su internet ho trovato un blog molto bello che parla di homeschooling: si tratta di Mens Sana curato da Palmy. Lei è una professoressa, che pratica l’homeschooling part-time con sua figlia. In una mail-intervista mi ha raccontato la sua esperienza.

Ciao, Palmy.
Vorrei inserire dei collegamenti ai blog che mi piacciono perchè parlano di homeschooling. Ammiro tutto il lavoro che porti avanti su Mens Sana e, piuttosto che fare dei collegamenti sporadici ad alcuni tuoi progetti, mi piacerebbe pubblicare un post di intervista a te direttamente. Il mio blog è nuovo e ancora piccolino, come hai visto, ho solo da imparare da tutte le mamme blogger che portano avanti i loro progetti da anni e mi sembra giusto darvi merito in questo modo. Forse sembrerà un po’ pomposo, però è estremamente sincero perchè ho già individuato quelle persone che sono i miei modelli e verrò sembre a sbirciare cosa scrivete. Iniziamo…

Com’è nato il tuo blog?
Il mio blog si potrebbe definire come il diario sul web di un’esperienza didattica ed educativa.
Ho sempre voluto fare l’insegnante e fin da piccola giocavo alla maestra con tanto di registri finti e finte circolari… ho sempre insegnato alla scuola media, o come si dice oggi, scuola secondaria di I grado senza alcun rimpianto rispetto ad altre opzioni (come la scuola superiore). Si tratta di un settore formativo cruciale nell’arco di crescita degli alunni e con grandi possibilità di applicare una didattica laboratoriale e libera da imbalsamazioni e rigidità varie.
Allo stato attuale sono vicepreside dell’Istituto Comprensivo in cui ho insegnato negli ultimi sei anni. Il lavoro in classe mi manca ma la curiosità e il desiderio di approfondire le tematiche didattiche ed educative che mi stanno più a cuore sono rimaste uguali se non aumentate, ora che ho una visione più ampia del sistema-scuola. Uso la parola educazione e la parola didattica perché la scuola è molto di più che un’agenzia fornitrice di istruzione. Il termine istruzione evoca una cultura nozionistica completamente inadeguata al mondo attuale in cui si richiedono non solo nozioni ma competenze. In parole povere, è auspicabile per esempio che l’allievo conosca i nomi delle capitali europee, ma è indispensabile che, nel caso in cui non le ricordi, sappia come e dove cercarle.
Entro in contatto con il mondo della scuola anche come mamma di una splendida bambina di nove anni e per lei ho cominciato a venire in contatto e a praticare l’homeschooling da me battezzato come homeschooling part time. Mia figlia in quarta ha cambiato insegnante di storia e geografia con notevole disorientamento sul nuovo metodo, da qui abbiamo cominciato a studiare insieme e a fare lavori sul suo quaderno in direzione più laboratoriale: la storia di questa svolta si trova nel mio blog (http://laproffa.blogspot/search/label/homeschooling part time). Devo dire che mi si è aperto un mondo, testimoniato dai numerosi links raccolti nel mio blog e divisi in diversi capitoli (homeschooling e unschooling, teach art, teach math and science, teach history…).

Ciò che più mi piace del tuo blog è la vasta ricerca che hai fatto su libri e siti americani che parlano di homeschooling. Se tu volessi consigliare un approccio a una mamma come me che è all’inizio, da dove mi consiglieresti di iniziare? Daresti un ordine logico ad esempio ai libri che usi come spunto? Da quale iniziare?
Grazie all’incontro con il mondo dell’homeschooling ho cambiato prospettiva nell’accompagnare mia figlia nel suo percorso scolastico: dapprima pensavo che non dovessi intromettermi ma che dovessi limitarmi a supervisionare i compiti già svolti, poi ho compreso che il mio ruolo avrebbe potuto essere più attivo e che la bambina avrebbe avuto così l’esperienza di un apprendimento libero, non costrittivo, totalmente dettato da un interesse. In questo modo procediamo anche attraverso campi quasi del tutto trascurati dalla scuola tradizionale, inspiegabilmente alla rincorsa del completamento del programma a tutti i costi, come l’arte e la musica. La mia ricerca su siti e libri è dettata proprio dalle esigenze che incontro nel mio lavoro e nella mia vita di mamma homeschooler part time. Io comincerei dai desideri e dalle difficoltà, qualora ce ne fossero, del bambino o del ragazzo, darei spazio al gioco e all’attività manuale (hands on, dicono gli inglesi) adatte all’età e briglie sciolte alla fantasia e alla voglia di imparare ed esplorare nuove terre.
Per quanto riguarda i libri in particolare consiglio una lettura dei post che ho messo sotto l’etichetta libri (http://laproffa.blogspot/search/label/libri). Penso a un libro in inglese sull’homeschooling (The ultimate book of homeschooling ideas), ma anche a testi in italiano sul compito di genitori: Genitori efficaci di Th. Gordon, Il genitore consapevole di J. Kabat Zinn, Non dimenticatemi di P. Florenskij (lettere dal gulag di un genitore, colto insegnante e intellettuale, ai suoi figli), Le parole sono finestre (oppure muri) di M. B. Rosenberg. Proprio ai genitori è dedicato un ampio settore del mio blog, Vademecum per genitori, con suggerimenti e soprattutto la condivisione di un’esperienza.
Un’altra domanda che vorrei farti riguarda la raccolta dei lavori che produci con tua figlia. Ho letto dei post bellissimi in cui racconti come avete cercato le ricostruzioni del Partenone o di come l’hai portata virtualmente in Irlanda studiando questa nazione con lei. Dove conservate tutto questo? Avete dei quaderni come a scuola? Vi siete costruite un libro? Ogni tanto le riproponi qualche progetto come ripasso o lei li cerca da sola?

Per conservare il resoconto e il ricordo dell’esperienza oltre che per mettere a disposizione di tutti il frutto delle nostre libere esplorazioni uso il blog e un quadernone portalistini (con fogli plastificati) in cui riponiamo i lavori svolti, come piccoli lapbooks o schede di lavoro.
Alcune cose sono state fatte per integrare e facilitare i compiti di storia e geografia quindi sono raccolte nel quadernone scolastico di mia figlia che si è notevolmeente arricchito di immagini e approfondimenti, come fosse un notebook. Anche per l’uso e le caratteristiche di lapbooking e notebooking basterà sbirciare sotto l’etichetta homeschooling part time.
Altre cose le portiamo avanti come libero apprendimento, in occasione di un viaggio, come quello che abbiamo fatto realmente in Irlanda o a apartire da un libro da colorare, come quello di capolavori artistici che ci ha fatto incontrare Mondrian.
Tu sei una mamma che pratica l’Homeschooling part-time. Hai delle difficoltà a conciliare gli stimoli che proponi a casa a tua figlia con il messaggio molto più semplicistico che le passa la scuola? Mi spiego meglio: a scuola non pretendono che si sappiano tante nozioni sull’Irlanda per fare un esempio, quando tu proponi a tua figlia di fare una ricerca lei si sente a disagio rispetto alla scuola o riesce a raccontare in classe che ha imparato qualcosa di più con la sua mamma?

Le cose procedono come su binari paralleli: a scuola lei apprende ciò che le insegnano le maestre e io intervengo laddove sorgessero ostacoli all’apprendimento, a casa ci possiamo sbizzarrire in tante attività: ascoltare musica classica, disegnare, cercare elementi di un argomento che ci interessa, sfogliare libri illustrati… Immagino che da grande mia figlia apprezzerà meglio il valore di quanto ora impara divertendosi. Ora si limita a divertirsi e a impiegare parte del suo tempo libero per “costruire” qualcosa. Non siamo costretti a seguire un programma, possiamo fare quello che vogliamo. Io in genere avanzo delle proposte e lei sceglie. Possiamo anche semplicemente fare una partita a Monopoli o alla battaglia navale. Penso che questi momenti potranno fare da modello di un metodo per apprendere che le sarà sempre utile, fuori e dentro la scuola.
I bambini fino a una certa età apprendono molto con il gioco, si sa molto bene, infatti basta presentare una ricerca come gioco che apprendo le informazioni molto velocemente. Sento dire da alcune mamme con figli in età da scuola media che finite le elementari lo studio diventa un supplizio. Come pensi che si possa portare avanti l’homeschooling con la crescita dei ragazzi?

La mia esperienza di insegnante dice tutto il contrario: alla scuola media se hanno la fortuna di incontrare docenti appassionati a ciò che insegnano i ragazzi fanno l’esperienza di approfondire le diverse discipline, di scoprire i primi concetti specifici di ogni ambito disciplinare. Inoltre posso assicurare che alla scuola media gli alunni sono lasciati più liberi e autonomi nell’organizzare il proprio lavoro, gestire i propri materiali, usare le loro risorse. Alla scuola media mia figlia sarà in grado di capire cose che ora le sono ostiche, potrà accedere a una prima forma di ragionamento filosofico, in maniera corrispondente e adeguata alla sua età s’intende, potrà cominciare a padroneggiare gli strumenti dell’argomentazione. Potremo vedere film che affrontino delle tematiche un tanto più impegnative, potremo interessarci di qualche problematica sociale, andare a teatro o a un concerto, scegliere una nazione a caso del mondo e approfondire argomenti che a scuola sono ignorati, come le danze tradizionali (mia figlia fa danza), la cucina… Mio marito potrebbe insegnarle a giocare a scacchi. La realtà è piena zeppa di cose interessanti.
Mi piacerebbe sapere come spieghi tu l’homeschooling a quei genitori che ritengono di dover delegare l’istruzione (e conseguentemente l’educazione) solo alla scuola, quelli che dicono: “Spetta alla maestra spiegare questo e quello, prima o poi il programma ci arriva”.

Non penso sia giusto cercare di convincere qualcuno della bontà delle proprie scelte, specie se dall’altra parte non c’è volontà di capire. Io sono solita rispondere alle domande laddove esse vengono poste: così è accaduto per me, se qualcuno avesse voluto convincermi a parole di qualcosa che io non ritenevo utile non avrei ascoltato con attenzione o avrei trovato qualcosa da obiettare. Ognuno ha il suo percorso e le risposte, gli incontri e gli avvenimenti arrivano quando è giusto che arrivino. Del resto, ognuno ha le risorse che ha: non si può costruire dal nulla una cultura musicale o una conoscenza storico-artistica, per questo anche qui uno parte da ciò che sa fare, dal suo talento. Se a un papà piace la musica pop potrà cercare di fare ascoltare a suo figlio ciò che gli piace, trasmettendogliene il valore; se una mamma è appassionata di chimica potrà partecipare ai suoi figli ciò che sa, anche solo insegnando loro a leggere una lista di ingredienti al supermercato. Grave sarebbe rinunciare del tutto a rendere partecipi i figli di ciò che siamo: loro non hanno bisogno solo di un cellulare nuovo o di un impegno diverso per ogni pomeriggio. Ciò che essi saranno dipende dai tesori che condivideremo con loro. Si tratta del valore inestimabile della tradizione.

C’è una ricerca o un progetto particolare di cui vai particolarmente fiera?

Sicuramente Share one Day.

Palmy, grazie la disponibiiltà a questa mail intervista, per le informazioni che hai condiviso e per i suggerimenti. Alla fine sono riuscita a correggere la testata del mio blog, sto migliorando.

Ciao,

Daniela

 

La fotografia iniziale è un momento di “homeschooling part time” su Van Gogh, riferita a questo post sul sito Mens Sana.

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10 pensieri su “Un blog da maestra…anzi, da prof!

  1. Catia

    Che bella intervista!
    Frequento il blog di Palmy ormai da qualche tempo e ho sempre tratto spunti per il nostro homeschooling parti time.
    Mi è piaciuto tanto il passaggio sul mantenere vivo il valore della tradizione. I nostri figli imparano tanto da ciò che siamo noi e dal nostro (grande o piccolo) bagaglio di talenti, di interessi, di curiosità.
    Grande Palmy e grazie Daniela

  2. 'r@

    Bella intervista! Anch’io seguo il blog di palmy e devo ringraziarla anche in modo particolare perchè è stata una delle mie prime lettrici “fisse”…Leggo costantemente il suo blog: ci sono spunti di riflessione e materiale didattico che trovo utile…
    Perciò grazie a te per questa intervista e a palmy per l’aiuto virtuale che ogni tanto mi dà!

  3. Pingback: Un blog da maestra…anzi, da prof! « La scuola in soffitta

  4. 'r@

    Le caramelle non sono necessarie :)…C’è posta per te 😉
    …Non aprivo la mia casella e-mail da troppi giorni…
    a presto!

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