Diamogli una lezione!

a quante mani sarà questa lezione?

Come si può insegnare musica ai bambini? Lezione aperta: proviamo a farlo insieme. Idee, tecniche, esperimenti, laboratori, corsi, giochi. Cosa avete provato? Cosa avete letto? Cosa vorreste insegnare? Cosa ritenete importante?

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13 pensieri su “Diamogli una lezione!

  1. Catia

    Matilde ha espresso il desiderio di imparare a suonare il flauto dolce. Avevamo iniziato con un po’ di teoria e ad imparare la posizione delle dita sui fori.
    Durante le vacanze di Natale inizieremo a suonare qualche nota a partire da quelle alte e piano piano introdurremo delle piccole canzoncine. In questo mi ha dato delle dritte molto utili Melassa de “La pappa dolce”.

  2. vogliounamelablu

    come avrai capito sto cominciando ora, ho preparato il materiale per diversi post ma le feste hanno cambiato le priorità!
    intanto ho fatto colorare al mio bimbo una chiave di violino, che con quel ricciolo è bellissima, poi cantiamo ” do se do qualcosa a te” http://digilander.libero.it/giardinodegliangeli/AngolinoBuonumore/CanzoniTuttiInsieme.html
    e le note sono imparate

    Abbiamo disegnato pentagramma, costruito con fili scuri e perle x le note e spiegata origine nome dal greco (tanto i greci ormai li adora) e subito imparato che sono cinque righe. Chiave di sol=chiave di violino= i puntini indicano la posizione del sol..
    cantiamo la scala di do maggiore ascendente e discendente suonando il metallofono (se di legno è xilofono) di quando era piccolo.
    per la durata gli ho insegnato le frazioni tagliando la mela ma anche qui il post è indietrooooo.
    ora sto preparando il nostro gioco in scatola di natale didattico (l’anno scorso “alfabeto”) su questo tema.. spero di riuscire a finire velocemente perché ci credo molto e non vedo l’ora di mostrartelo!

  3. Sybille

    Credo che per prima cosa (e secondo me anche la piú importante) bisogna mettere a disposizione degli strumenti, meglio tanti che pochi, se é possibile un po’ di tutto: chitarre, flauto, piano, strumenti orff…
    La seconda cosa é di suonarli noi stessi, come se fosse una cosa che facciamo per noi (non solo “come se” ma fare sul serio!), provando piacere a scoprire i toni, i colori della musica, provando – anche se magari non siamo capaci di suonare uno strumento – di far uscire una melodia che conosciamo da una canzone.
    I bambini, come per molte altre cose, si avvicinano quasi sempre con curiositá per vedere quello che fanno gli adulti, e faranno la stessa cosa – proveranno il piacere di sperimentare i toni. È cosí che si inizia, con il piacere, con il gioco, tutto il resto – leggere le note, conoscere i nomi degli strumenti, la tecnica ecc. – puó arrivare moooolto piú tardi!
    Insomma, la musica la si “insegna” come l’arte, come la lettura, come quasi tutte le cose: facendo partecipare i bambini all’amore, alla passione e all’interesse che noi stesso proviamo per le cose: la lezione siamo noi!

  4. vogliounamelablu

    sono perfettamente d’accordo con sybille sul trasmettere l’interesse tramite l’esperienza condivisa e una buona dose di curiosità, oltre che mettendo a disposizione gli strumenti musicali.
    Però il mio bambino sta imparando a leggere di gusto: le parole, le ore.. perchè posticipare la lettura delle note o la familiarità col pentagramma? non è così difficile! poi secondo me il primo strumento che abbiamo, tutti, è la voce, e da qui è più facile partire e soprattutto condividere la gioia della musica facendola insieme.
    Non mi interessa insegnare niente di speciale: solo partire dalle cose che conosciamo (come dice sybille, le canzoni più facili) e ogni tanto sottolineare qualche aspetto: l’altezza, la durata della nota, l’intensità.. ma soprattutto vorrei il mio bimbo considerasse normale leggere anche le note; suonare e basta è come parlare senza saper leggere o scrivere.. alla fine ci si può accirgere che ci mancano gli “strumenti” per comunicare.

  5. Caffenero Autore articolo

    La musica ha fatto parte della mia vita solo come colonna sonora, quindi mi viene difficile proporla ai miei bambini. Cosa è per voi invece? A cosa serve studiarla, perchè la volete insegnare ai vostri figli?

  6. 'r@- laura

    La musica è un o dei tanti modi in cui possiamo esprimerci…
    Credo che la prima volta che Lilì e Sam hanno avuto il loro primo approccio con la musica risalga a quando si misero a “picchiare” con un paio di cucchiai di legno su di una pentola…
    Adesso hanno a disposizione il flauto dolce e la diamonica, stoinsegnando loro a riconoscere le note musicali con un piccolo gioco di cui, prima o poi posterò le foto e sono affascinati dal fato che Babbo sappia suonare la chitarra…

  7. vogliounamelablu

    ho dovuto studiare per anni il pianoforte classico, con solfeggio e tutto. Non lo suono da anni. Mio marito è un autodidatta della chitarra e quando vuole rilassarsi suona e ricava le canzoni che ascolta, ad orecchio. Sa anche fare naturalmente le seconde voci.
    A me la musica emoziona fin troppo. Penso che sia una forma di espressione basilare , come il disegno. Vorrei dare a mio figlio almeno qualche strumento per capire se quella per lui è una forma di espressione importante. Poi lui in questo periodo è molto concentrato sui SIMBOLI.. Mi interessa solo che familiarizzi con un altro linguaggio che non sia il suo (e il mio) dominante, quello visivo

  8. Sybille

    Ciao ancora,
    forse le nostre lezioni su compositori e musica possono dare qualche spunto (ovviamente dipende dall’etá del bambino), io cerco spesso di collegare la musica concreta (suonata, cantata) con momenti di interessi attuali.
    http://buntblume.wordpress.com/category/musik/
    Per quanto riguarda l’imparare le note o uno strumento, a parte quello che ho scritto prima mi permetto di segnalare un link che mi sembra utile:
    http://www.makingmusicfun.net/
    vi si trovano molti spunti e free downloads
    particolarmente mi piace come si presentano le lezioni per piano http://makingmusicfun.net/pdf/sheet_music/mmf-piano-book.pdf
    potrebbe essere un modo per imparare a suonare insieme (genitori+figli), passo dopo passo…
    ciao!

  9. mammadifretta

    sarah ha imparato le note con lo xilofono, era piccolissima, poco più di due anni.Il metodo che abbiamo usato è stato quello consigliato sul retro dello strumento..cioè associare il colore dei tasti alla nota che batteva…ha solo il difettuccio(perdonabilissimo data l’età) di ripetere la nota do alla fine…per il resto cerco di farle ascoltare tanta musica, non solo per bambini, per esempio in questo periodo ascoltiamo il concerto di natale di Andrea Bocelli..comunque nei negozi con costi abbordabili ci sono anche piccole tastiere o fisarmoniche giocattolo con i tasti colorati per usare lo stesso metodo..

  10. rocciajubba

    Belvetta ha all’attivo: pianofortino Bontempi, xilofono, chitarra, pianoforte/libro (con le canzoni con note, numeri e colori…una meraviglia! http://www.apelibri.it/scheda.php?recordID=9788861882287) e infine l’ultima richiesta: la fisarmonica (ama il liscio…ci sorbiamo ore e ore di programmi diliscio in TV).
    Ma la cosa che ama più di tutte è cantare. Io e lei SIAMO (tutte e due…mai dirle il contrario) nel coro della chiesa, il gioco che va per la amggiore ora è di imitare le maestre di scuola che insegnano i canti per lo spettacolo di Natale e vuole aprteciapre allo spettacolo che i bimbi della parrocchia prepareranno per primavera.
    E la cosa bella è che è intonata.
    Ha senso del ritmo e della musica e questo mi stupisce sempre tanto in una bimba così piccola.
    In compenso non ha interesse a “imparare” le ntoe in senso stretto. Ma non mi dispiace. E’ presto per una pproccio “accademico” alla musica e a uno strumento. Io ho inziato a otto anni col pianoforte e la mia insegnante era così rigida che mollai in seconda media.
    Vorrei che lei invece continuasse.
    D’accordissimo con chi dice che l’esempio è importante. INfatti lei vuole la chitarra perchè vede suonare me.
    La musica ce l’ha intorno da quando è nata e devo dire che preferisco evitare le canzoni per bambini e farle sentire musica “normale”…anche perchè così mi rompo meno 🙂

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