Una mamma da copiare

La ricetta per conciliare scuola e homeschooling lei l’ha trovata: gli orari, il metodo, i laboratori e c’è posto anche per yoga e maglia! Una ricetta da copiare è quella di Catia del blog A scuola con Matilde.

 

Perchè hai iniziato a fare homeschooling con tua figlia?

Non sapevo dell’esistenza della possibilità di istruire a casa i propri figli fino a due anni fa. L’ho scoperto per caso ma subito l’idea mi ha colpito favorevolmente. Mi piaceva l’idea di genitori che sono parte attiva e primaria nell’istruzione dei figli. Per un certo periodo, all’inizio della seconda elementare, mio marito ed io abbiamo pensato alla possibilità di optare per la scuola familiare, anche perché Matilde mostrava una certa insofferenza, un certo disagio.

Eravamo in dubbio. Da una parte capivamo che probabilmente la scuola che frequentava non era adatta a lei ma eravamo molto incerti sul da farsi. Ne abbiamo parlato con la bambina e la sua risposta ci ha aiutato molto. “ La scuola è faticosa, a volte non mi piace proprio quello  che facciamo, anzi è proprio noioso, ma lì ci sono i miei compagni e le mie maestre a cui voglio bene. Fare homeschooling significherebbe non vederli tutti i giorni e questo mi dispiacerebbe. Preferisco affrontare la fatica e la noia ma non perdere questa cosa”.

Forse nostra figlia vedeva più in là di noi.

Abbiamo rispettato questo suo desiderio.

E’ partita allora l’idea di praticare un sistematico homeschooling part time, cioè gli argomenti che Matilde affronta a scuola vengono ripresi a casa, approfonditi o  troviamo insieme dei metodi per facilitarne il ripasso in vista di verifiche o interrogazioni.

L’obiettivo primario però non è quello di essere preparati per ottenere un bel voto, bensì quello di imparare per se stessi, conoscere, ragionare.

Tua figlia frequenta la scuola primaria, quindi le vostre attività si concentrano nel pomeriggio e nel fine settimana, praticamente il tempo che volendo avrebbe a disposizione ogni mamma, come ti sei organizzata?

Solitamente i nostri pomeriggi sono organizzati così:

quando rientriamo da scuola facciamo la merenda e ci rilassiamo. Poi dalle 17,30 fino all’ora di cena “lavoriamo”.

A volte il nostro lavoro consiste nel portare a termine schede o lavori che Matilde non ha finito a scuola, altre volte portiamo avanti i nostri lapbooks di storia, scienze e geografia.

In terza elementare si comincia a studiare qualche paginetta e lo studio è organizzato solitamente su base settimanale. Una cosa secondo me molto importante è aiutare i bambini fin da adesso a organizzarsi lo studio, anche in base agli impegni extrascolastici pomeridiani per non arrivare “con l’acqua alla gola” gli ultimi giorni.

Se non abbiamo nulla di urgente da svolgere per il giorno dopo o comunque possiamo tirare un attimo il fiato, cuciniamo, facciamo dei lavoretti, dipingiamo, ultimamente lavoriamo a maglia, (ma guardiamo anche un po’ di TV e giochiamo con la WII) ecc…

Tu per me sei “la mamma dei laboratori”: l’idea di seguire i programmi dei musei per partecipare o copiare a casa mi sembra splendida, anche perchè è una bella proposta per tutti. Mi racconti questa esperienza?

I laboratori per bambini mi hanno sempre attratta. Io stessa ne gestisco uno durante il periodo dell’oratorio estivo nella mia Parrocchia. Mi piace vedere quelle manine che si muovono, che creano, che si sporcano. Mi piace vedere quei visini tutti concentrati e la luce negli occhi quando ammirano il risultato del loro lavoro o quando fanno vedere ai genitori le loro creazioni.

Matilde era piccolissima quando ha iniziato a frequentare i laboratori creativi e l’ho sempre vista entusiasta e con la voglia di rifare poi a casa ciò che aveva imparato.

Inoltre Matilde è e rimarrà (purtroppo) figlia unica e io ho sempre cercato occasioni per incontrare altri bambini anche in un contesto di collaborazione (“Mi passi la colla per favore?” o “ Ti aiuto io!!!”).

Nei mesi di ottobre e novembre abbiamo frequentato una serie di laboratori per famiglie organizzati dal Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere). Erano sei laboratori ognuno dei quali partiva dalla conoscenza di un paese in cui i missionari hanno svolto e svolgono la loro attività (Cina, Giappone, India, Panama, Africa, Nuova Guinea). Questa conoscenza si concretizzava poi nella creazione di oggetti tipici di quei paesi (le lanterne cinesi, i mandala indiani, gli strumenti musicali africani ecc…).

Il laboratorio aveva una caratteristica fondamentale: i bambini venivano divisi in gruppi e ogni gruppo creava un oggetto, un disegno, un pannello ecc…. . Questo presupponeva un progetto pensato ed elaborato insieme. Ogni bambino lavorava da solo ma per il raggiungimento di un risultato comune.

In più si è creato fin da subito un clima di simpatia tra i bambini e anche tra le famiglie. Ci sembrava di conoscerci da sempre.

E’ stata un’esperienza molto significativa, sicuramente da rifare se ne avremo la possibilità.

Sei anche una mamma appassionata di yoga. Come può servire lo yoga ai bambini? Come lo propongo io che non sono istruttrice? Mi consigli qualche libro o sito o meglio mi spieghi qualche esercizio adatto ai bambini?

Lo yoga  mi accompagna da quasi vent’anni e mi ha aiutato a superare momenti veramente difficili.

Sono convinta che ai bambini di oggi, che vivono nell’era delle immagini, che scorrono troppo rapide, nell’era dei rumori che stordiscono e nell’era dei mille impegni che portano a dover essere sempre veloci, di corsa, lo yoga farebbe molto bene.

In alcune scuole lo insegnano e ritengo che quei bambini siano molto fortunati.

Lo yoga è innanzitutto consapevolezza, è vivere qui e adesso e cominciare fin da piccoli a vivere secondo questo stile, secondo questo atteggiamento mentale non può che fare bene.

C’è un libro che io amo molto: “Giocayoga” di Lorena Pajalunga.

E’ un libro che presenta tra l’altro una serie di giochi che sono finalizzati ad uno scopo. Giochi per favorire il senso del gruppo, o il rispetto per l’altro o ancora per sviluppare la consapevolezza.

Lo consiglio caldamente.

Tra gennaio e marzo frequenterò un corso di post-formazione per l’insegnamento dello yoga ai bambini da 6 a 10 anni.

Condividerò con piacere con tutti voi  sul blog ciò che imparerò in quell’occasione.

Partecipi alla vita della scuola anche dal punto di vista organizzativo perchè sei rappresentante di classe e membro del comitato genitori. Secondo te si può fare attivamente qualcosa per migliorare le scuole?

E’ un argomento molto ostico e delicato.

Io sono convinta che i genitori siano una risorsa preziosa in ogni caso, sia che la scuola funzioni oppure no e qualunque cosa facciano. L’importante è non rimanere inerti.

Ognuno di noi ha delle caratteristiche che lo contraddistinguono. Anche la categoria dei genitori è così. Ci sono genitori che sono più portati all’attivismo (anche politico),  per cui frequentano manifestazioni, cortei ecc… contro la situazione della scuola e quello è il loro modo di lavorare per la scuola. Ce ne sono altri che si riconoscono in un gruppo più operativo per cui preferiscono affrontare lavori materiali (prossimo impegno nostro è imbiancare tutta la scuola).

Io personalmente faccio parte di questo secondo gruppo, ma sono convinta che  denuncia pubblica e  protesta debbano andare di pari passo con l’azione concreta sul territorio.

Una cosa non esclude l’altra.

Grazie per questa intervista, è stato bello condividere qualcosa di me con voi.

Grazie a te.

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4 pensieri su “Una mamma da copiare

  1. Pingback: Wow! Un Intervista! « Un'esperienza di homeschooling part time

  2. mammadifretta

    bellissima intervista…ti scriverò in privato, io quest’anno non sono riuscita a schiodare la vecchia rappresentante di classe che sa solo sculettare…paraticamente a votare sono andate solo 5 persone..io, lei e tre sue amiche ;(

  3. Pingback: Una mamma da copiare « La scuola in soffitta

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