Slogan a colazione: corso di disegno personalizzato

Due cose non gli entrano in testa:

1) per colorare inizia a fare il contorno

2) si tracciano le lettere dall’alto verso il basso

la prima l’abbiamo affrontata così..

un bel cartello appeso alla solita cara mensola della cucina con uno slogan ispirato a uno dei suoi personaggi preferiti, ma la seconda? quale associazione di immagini posso usare?

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6 pensieri su “Slogan a colazione: corso di disegno personalizzato

  1. sabrina

    nella scuola steineriana il disegno di inizia con il contenuto e poi si arriva al contorno. il contorno e’ un concetto adulto, un’astrazione, disegnare il contenuto è piu intuitivo per un bambino, impara anche molto meglio le proporzioni se gli dai modo di fare prima il corpo dell’immagine e poi i suoi confini… se ti interessa l’argomento fammi sapere che ti dico… ciao

  2. Caffenero Autore articolo

    Non andando in una scuola steineriana, dobbiamo scendere a patti con le esigence della mestra che mette il voto in pagella per il disegno valutando se sta nei bordi. Nasce proprio al contrario: ci sono delle schede da colorare restando nei bordi. SABRINA, DIMMI!!!!

  3. Sybille

    Non so cosa dire, per me il disegno e le tecniche non sono mai state “cose da insegnare” perché devono, per me, nascere dalla spontanea volontá (per non creare poi bambini/adulti che lamentano: io non sono capace…), insomma questa storia di “si deve fare cosí” proprio sul contesto artistico non mi va giú… L’unico consiglio che mi sento di dare é quello di “dare l’esempio”, ovvero prova a creare spesso (con materiale sempre pronto sul tavolo) delle occasioni in cui tu (!) esegui queste tecniche. I bambini tendono sempre ad imitare, prima o poi iniziano a provare a fare come te, se il tuo lavoro per loro é soddisfacente… certo che puó essere questione di poco o anche di tanto tempo.
    Sinceramente, al posto tuo io me ne fregherei del brutto voto, invece é molto piú importante nutrire l’autostima artistica nel bambino e lasciarlo fare la sua strada nei suoi tempi. Se guardi le biografie di molti artisti, infatti a scuola (anche nel disegno) andavano abbastanza male, eh-eh! 😉

  4. annalisa

    Anche a me non piace proprio il concetto di ‘insegnare’ a disegnare. Pensate che mi ha fatto tristezza anche quando in un congresso è stato mostrato come si insegnava a ‘disegnare una casa’ ad un bambino autistico, che era invitato ad imparare le sequenze da un video. Posso capire il concetto applicato ad altri ambiti, come quelli dell’acquisizione di competenze legate alla cura di sè ecc, ma la mano che dipinge secondo me è espressione dell’interiorità. E proprio in situazioni di disabilità spesso esprime cose bellissime ed insospettabili… Il suggerimento di Sybille posso confermare che può essere stimolante; alla mia bambina grande non piaceva mettersi alla prova, e ha cominciato a ‘lanciarsi’ proprio osservando il papà che faceva dei disegni per loro 🙂

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