Danni della scuola sui piccoli lettori?

“Mamma, non mi piace più andare a scuola!” (ALLARME! ALLARME!) “E’ proprio stufosa!” (CATASTROFE! CATASTROFE! MA COME PARLA ADESSO?!) “Non mi fanno leggere quello che mi piace ma solo il libro di italiano che si legge un pezzetto e si passa al compagno non è mai una bella storia” (NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!! COSA TI HANNO FATTTTTTTOOOOOO!)

Se una passione posso passare ai miei figli, è sicuramente quella per i libri. Ne abbiamo sempre letti tanti. Scelti insieme, regalati, portati a nanna, indispensabili nel passaggio al vasino, in versione tascabile nella borsa della mamma. Pensavo che l’amore per la lettura fosse ben radicato, c’era, era solido e su quello potevamo stare tranquilli. Invece arriva la prima dichiarazione di guerra (ormai l’avrò scritto 700 volte, alla millesima facciamo festa) da parte della maestra che dice che lui corre troppo, legge da solo mentre gli altri tentennano e va frenato o si annoierà.  Lo depistiamo un po’ per qualche mese, ma nel frattempo la maestra cosa propone? O il libro di italiano dove ci sono delle filastrocche noiosissime (usano il metodo sperimentale, quindi ogni filastrocca in realtà è una frase con molte parole che contengono la consonante da imparare e spesso non ha senso compiuto e nemmeno la rima) o i libri della biblioteca scolastica (che tutti a scuola, insegnanti, dirigente, comitato genitori, considerno un vanto ma io la abolirei: praticamente non può scegliere lui il libro, è da settembre che lo mettono davanti allo scaffale di pingu e quelli arrivano a casa, vanno bene per il fratellino di due anni infatti li legge a lui). E’ andata come previsto nei manuali: i bambini perdono amore per la lettura quando non possono più scegliere liberamente. Serve un piano di contrattacco, per ora ho pensato:

1) di fargli leggere i libri infantili della scuola al fratellino (almeno è un momento di soddisfazione e uno svago che condividono)

2) di proporgli dei cataloghi di case editrici e cercare insieme i titoli che sceglierà sul sito della biblioteca comunale.

Altre idee?

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6 pensieri su “Danni della scuola sui piccoli lettori?

  1. Grilloperlatesta

    Non puoi parlare con l’insegnante e concordare che almeno possa scegliere liberamente i libri della biblioteca scolastica? Falle capire che non basta frenarlo o che almeno non è una soluzione soddisfacente…in bocca al lupo!

  2. d.

    L’argomento mi tocca moltissimo. Io farei il possibile per sganciarlo almeno dalla biblioteca di classe (un concetto che detesto, perché per essere interessante dovrebbe essere una vera biblioteca, con testi ben scelti, vari e accessibili liberamente, mentre di solito si tratta di libri modesti, spesso rovinati dall’uso, scelti sulla base di quel che passano altri genitori o simili criteri casuali, con modalità di accesso spesso forzose: non posso non prendere niente, non posso scegliere davvero). Direi alla maestra che mio figlio ha una piccola biblioteca personale e sceglie da quella, se vuole la terrei informata sulle sue letture ma non andrei oltre.
    Le filastrocche con difficoltà ortografiche sono carine quando sono in rima e divertenti (e proposte in piccole dosi), altrimenti diventano un’assurdità che i bambini detestano (lo vedo con i miei figli). Il punto non è che i bambini che sanno già leggere si annoiano, il punto è che trattarli da deficienti li annoia!

  3. Caffenero Autore articolo

    Mi piace l’ultima frase!

    Non credo sia possibile sganciarlo dalla biblioteca della scuola, per lui che ha il suo senso del dovere, sarebbe terribile impedirgli di fare quello che fanno gli altri, anche se non gli piace sente di doverlo fare.
    Penso che troveremo altri modi per usare quei libri che arrivano a casa. Ho pensato che potremmo:
    – copiare i disegni più belli
    – inventare una storia solo guardando le illustrazioni
    – prendere spunto dal soggetto per fare delle ricerche.
    Oltre al tiro al piattello, come potremmo usarili?

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