Il tempo dei bambini

Questo è il mio 100° articolo e spinta dalla voglia di guardarmi indietro, vorrei coinvolgervi in una riflessione sul tempo dei bambini.

Il tempo è ritmo, quotidianità, alternarsi di stagioni, crescita, scadenze.

Fino a pochi mesi fa per i miei figli il tempo era un concetto rassicurante: “Se c’è il sole si va al parco, se piove si esce con gli stivali”. Una certezza rassicurante: c’era sempre qualcosa di divertente da fare!

Tra asilo e scuola la quotidianità era per loro un appiglio non indifferente: “Ogni mattina vado all’asilo e so chi trovo, dove sono le mie cose e cosa farò”. Una conquista di autonomia, il tempo non è un nemico se conosco cosa mi aspetta.

La crescita è l’espressione del tempo che più li inorgoglisce: “Quando arriva il mio compleanno? Mi misuri quanto sono cresciuto?” 

Poi è arrivato il tempo-scadenza. A loro che non è mai importato nulla se si doveva uscire, perchè prima dovevano finire il loro gioco. A loro che salutavano il mare a fine vacanza dicendo: “Ciao, ci vediamo domani.” A loro che in aprile ti chiedevano di tornare dove erano andati ieri (Natale).  A loro non è mai importato avere delle scadenze. Adesso invece il grande inizia ad averne: filastrocca da imparare per giovedì, compiti per lunedì. Anche il suo apprendimento non è più lasciato a ritmi personali: botanica non prima della terza, prescrittura sì o prescrittura no, prima lo stampato minuscolo poi il corsivo ecc.

Non mi piace questa intrusione del tempo-scadenza nella loro vita. Penso che a sei anni dovrebbero essere ancora un po’ liberi. Mi sembra di avergli tolto qualcosa, anche se è inevitabile che si debba imparare ad avere dei tempi.

Per fortuna manca poco a giugno e nei pomeriggi dopo la scuola ci prendiamo tutto il tempo che vogliamo per guardare per aria, sognarci eroi o decidere quale macchinina è la più veloce.

Immagine di Fotosearch

2 pensieri su “Il tempo dei bambini

  1. d.

    Non vedo l’inserimento del tempo-scadenza nelle vite dei bambini come necessariamente negativo. Se introdotto con molta gradualità, può essere d’aiuto per imparare a prendersi le piccole responsabilità che portano alle grandi. L’importante è che non manchi il tempo per giocare, per guardare per aria, come giustamente dici, e per fare alcune cose per il puro piacere di farle.

  2. Caffenero Autore articolo

    E’ una necessità, inevitabile. E’ un concetto che si è intromesso a gamba tesa, con i compiti.
    E’ sicuramente uno dei primi passi per uscire dall’infanzia, avere dei tempi e delle responsabilità fa crescere. Ognitanto mi piacerebbe fermarlo il tempo, però è giusto così. Tanto noi i nostri tempi ce li riusciamo ancora a prendere.
    Ciao

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...