…e se la Montessori avesse sbagliato tutto?

Ho letto di recente un libro molto diverso dal soliti saggi sull’educazione dei figli, un racconto in forma di diario di una mamma americana cresciuta in un ranch che rivaluta i punti cardine delle teorie pedagogiche: rapporto famiglia-bambini, rapporto tra fratelli, scuola, sport, crescita autonoma ecc.

In un panorama letterario praticamente omologato al modello “SOS Tata” questo libro di sicuro si distingue per la visione molto “slow” , promuovendo un metodo di educazione senza ossessioni e senza troppi problemi. E’ un filone anche questo, di ho letto altri libri come “Genitori slow”, che forse cresce facilmente perchè quando si è detto quasi tutto su un tema, l’alternativa per vendere libri sembra solo denigrare il già scritto. Al di là questa osservazione personale, c’è un dubbio che si è insinuato nella mia mente dopo aver letto questo libro e vorrei la vostra opinione. Un dubbio che demolirebbe la Montessori.

Tra i molti esempi che riporta l’autrice di scelte sbagliate fatte dei genitori, c’è quella degli oggetti personalizzati e a misura di bambino. Tra asili nido e scuole materne un po’ tutti abbiamo già capito qual è il metodo usato dalle educatrici per rendere i bambini autonomi: un ambiente a misura loro! (Montessori docet) Bagni mignon, sedie nanette, niente spigoli, canceletti di sicurezza, tazze siglate, posate per bambini, bicchieri infrangibili ecc. L’autrice scrive:”Il mondo non è fatto così! Io non voglio che i miei figli crescano pensando che il mondo sia a misura loro, che tutto vada adattato a loro e non il contrario, che debbano avere una copia privata di tutto. A che età vorranno una camera tutta per loro? un pc tutto per loro? un’auto tutta per loro? Non voglio che vadano in giro per il mondo ignorando i pericoli perchè non li hanno mai sperimentati, senza preoccuaparsi del fuoco o dell’acqua che scotta perchè sanno che la mamma ha fatto in modo che non si facciano male. Condividere anche solo una tazza vuol dire: prendere la prima disponibile senza capricci e metterla da lavare appena usata perchè possa essere a disposizione per il prossimo che ne ha bisogno.”

Dopo aver letto questo libri, sono spariti i bicchieri con i  manici in casa nostra. Cosa ne pensate?

26 pensieri su “…e se la Montessori avesse sbagliato tutto?

  1. perfectioconversationis

    Non conosco il libro che citi e non sono mai stata una montessoriana militante, però provo a darti le mie impressioni.
    Intanto, il rischio che vedo in giro è di diventare dei “fedeli” di una teoria pedagogica piuttosto di un’altra, con grande pericolo dei bambini che devono adattarsi alle pensate delle mamme, anche contro il buon senso.
    Personalmente trovo illuminanti alcune idee sull’ambiente preparato montessoriano, ma solo in alcuni ambiti e circostanze. Esempio: se ne ho il modo, lascio che i giochi siano disposti a portata del bambino, bene in vista, facilmente raggiungibili, in tal modo ho incoraggiato la sua autonomia. Allo stesso modo, se voglio proporre la lettura di alcuni libri, un buon modo può essere di lasciarli bene in vista, con le copertine visibili e non il taglio del libro, in modo che attirino l’interesse. Ciò detto, neanche io amo la sensazione di vivere nella casetta dei sette nani, e in casa mia appena possibile ho accantonato piatti, tazze, bicchieri particolari, a favore di quelli che usiamo tutti. Non ho tavolini piccoli a cui far lavorare i bambini, ma due belle sedie regolabili della Stokke con il gradino per potersi sedere autonomamente e poter usare il grande tavolo della cucina insieme ai più grandi.
    Rendo disponibili in abbondanza fogli e colori, ma non li divido per tonalità o altre attenzioni analoghe.
    Insomma, cerco di vivere in un ambiente comodo e ordinato per tutti noi, dove ci sia spazio per le attività dei bambini, ma non necessariamente tutto sia a loro misura. I miei figli sono autonomi, non perché hanno tanti oggetti mignon, ma perché ho sempre chiesto loro di prendersi cura di alcune incombenze (farsi il letto, apparecchiare la tavola, preparare la borsa per lo sport e la cartella per scuola…). Sono considerata da molti una mamma esigente, ma onestamente ritengo di fare un servizio ai miei figli insegnando loro l’autonomia, anche senza particolari declinazioni montessoriane o di altro stampo.

  2. Leyla

    Questo tuo post mi ha fatto riflettere e penso che prenderò il libro.
    Per lavoro mi occupo anche di apprendisti e non sai quanti arrivano qui e pensano che tutto gli sia dovuto, che l’ambiente di lavoro e i colleghi debbano adattarsi a loro e non viceversa.
    Noi abbiamo inserito da questo mese la paga al merito, prima ricevevano una paghetta settimanale per il pranzo (la grande) e per le loro spese, ogni volta che dovevano aiutare in casa , lo facevano ma sbuffando.
    Abbiamo stipulato un contratto con le cose che sono completamente a carico loro, es. le loro camere, sparecchiare, ecc, se durante la settimana hanno svolto i loro compiti ricevono la paga, se no dovranno attingere ai loro risparmi, entrambe hanno aderito alla grande.
    Buona settimana

  3. 6cuorieunacasetta

    Per quanto riguarda gli utensili infrangibili, penso sia una comodità degli asili, come paraspigoli e cancelletti vari… Con tanti bambini e poche maestre sarebbe un disastro! ( Poi non so se la Montessori parlasse di “cose infrangibili” visto che poneva l’accento sull’ armonia dei movimenti dei bambini negli ambienti…).
    In famiglia è diverso: noi usiamo piatti e bicchieri normali; infatti il mio seienne l’altro ieri preparando la tavola ha rotto cinque piatti tutti di un colpo! Poco male, impara a far attenzione e poi noi non usiamo di certo vasellame costoso.

    Per quanto riguarda le cose “a misura di bambino” sono d’accordo con la Montessori: è più facile per un bimbo maneggiare (e imparare a farlo) una cosa piccola che una troppo grande per le sue manine. Senza esagerare, penso che una poltroncina, un lettino, un bicchierino, siano delle piccole (proprio!) e amorevoli attenzioni alla loro taglia.
    Per quanto riguarda i pericoli: dipende dall’indole del bambino, dall’età, dal pericolo: meglio che ad un anno il piccolo trovi la ripidissima scala sbarrata da un cancelletto piuttosto che la mamma un bimbo con la testa fracassata, perché era corsa un attimo in bagno. Beh, penso che siamo tutti d’accordo su questo, ma io sto insegnando all’ultimogenito a non salire le scale da solo… E il cancelletto per ora mi serve!
    ti volevo anche ringraziare per l’interessante post precedente. Buona giornata!

  4. Paola HMM

    Ciao cara,
    dubbi più che legittimi i tuoi.
    Sollevi una questione spinosa e molto complessa.
    Da pedagogista posso dirti che non esiste la teoria o metodologia “perfetta”. E grazie al cielo, dico io!
    In quanto essere umani siamo tutti diversi. Noi stessi siamo diversi nel corso della nostra vita. Cambiamo, cresciamo, regrediamo, evolviamo…
    Viviamo in ambienti diversi, abbiamo esperienze diverse e viviamo le stesse in modo diverso.
    Sarebbe davvero triste che esistesse un’unico modo di vivere, di crescere e relazionarci con gli altri.
    Detto questo io non abbraccio e seguo un’unica teoria/metodologia proprio perchè risulterebbe limitativo per un essere umano crescere in un unico e solo modo, seguendo un’unica e sola via. Tra l’altro non esiste in questo campo un nesso di causa ed effetto, ma solo di “alta probabilità” che un determinato comportamento possa essere messo in atto. Quindi se io faccio una cosa non è detto che poi di sicuro, al 100%, avrò la risposta/risultato che mi aspetto 🙂
    Ritengo opportuno mantenere sempre una certa visione critica delle cose (leggi: teorie) in modo da conoscerne i pro e i contro e poter scegliere di conseguenza. Ogni metodo ne ha sia di pro che di contro!
    In merito ai dubbi sul metodo Montessori, i miei sono sono legati soprattutto alla questione della gestione dei “conflitti” e della condivisione .
    Sull’autonomia e sul mondo “pericoloso” devo dire che la Montessori ha lavorato molto al riguardo. Nelle sue scuole, infatti, i bimbi anche molto piccoli possono usare coltelli e utensili che in altre realtà sarebbero banditi 😀 L’unica differenza è che sono a misura di bambino, cosa che per altro condivido anche se non portata agli eccessi!
    Tutto questo lungo papiro per dire che per me l’ideale sarebbe non abbracciare un’unica teoria, ma conoscere i pro ed i contro di ognuna per adattarle al momento, al bambino e alla situazione.
    Un bacione e grazie per il tuo suggeriemnto di oggi e per questa bella occasione di confronto

  5. Caffenero Autore articolo

    Ciao, il senso degli esempi è proprio quello che hai capito tu: pensare che effetto potrà avere ogni nostra scelta sull’idea che i bambini si fanno del mondo e della vita.

  6. Paola HMM

    Molti lo fanno. Di abbracciare una sola teoria, inetndo…
    Ma è davvero un peccato!
    Una volta un pedagogista mi disse:
    “E’ veramente brutto pensare solo in bianco e nero. Il rischio è quello di perdersi l’arcobaleno!”
    Lui usò parole un po’ più colorite però 😉

  7. Caffenero Autore articolo

    Devo essere molto sincera: io il problema di declinare oggetti e strumenti in versione infantile me lo sono posto spesso. Un esempio: mio figlio grande voleva una borsa tracolla come la mia per metterci la macchina fotografica quando andiamo in viaggio. Ne ho cercata una da bambino, quindi con Ben 10, Gormiti ecc e alla fine ne ho presa una che più semplice non si può, nera senza disegni con il pensiero di comprare un disegno da cucire sopra per renderla appunto da bambino. Non l’ho mai fatto per pigrizia, ha iniziato a usare la sua tracolla così com’era e basta. Adesso sono quasi contenta di non averla trasformata in oggetto infantile, seguendo il ragionamento dell’autrice del libro mio figlio dalla sua semplice tracolla imparerà che 1) si prende quello che c’è, 2) spero che a 15 anni si porrà qualche dubbio prima di prentendere uno zaino da 150 euro per andare a scuola.

  8. Caffenero Autore articolo

    C’è anche chi le teorie se le inventa. Conosco una mamma che aveva deciso di fare sperimentare alla figlia solo esperienze positive quindi non la sgridava mai, le concedeva tutto, assecondava ogni richiesta pur di vederla sempre sorridente. Me lo ha detto per spiegarmi perchè non avrei dovuto dire a sua figlia (5 anni) di non spiengere i bambini giù dalla scala dello scivolo (io mio di 4 era sotto).

  9. luicci

    Nel metodo Montessori non si parla di oggetti infrangibili: nell’asilo NIDO di mia figlia i bambini apparecchiano e si versano l’acqua da soli con stoviglie vere e bicchieri di vetro. Le caraffe sono quelle piccole del vino, ovviamente, altrimenti come farebbero a sollevarle? E una volta imparato a far da soli, man mano che crescono useranno caraffe più grandi, ma continueranno a far da soli.
    E far da soli significa anche sperimentare pericoli, tipo bicchiere che si rompe e cocci ovunque, non certo ad essere più protetti!

  10. Caffenero Autore articolo

    mi sembra che non sia ben chiaro il rapporto tra gli esempi.
    La Montessori non avrà usato il plexiglas per ovvi motivi, ma è stata sicuramente la prima a parlare di mobili ecc a misura di bambino.
    Il punto non è sul vetro, ma sul tutto a misura. Non so se adesso è più chiaro

  11. luicci

    Sarà che a me il metodo Montessori piace molto, ma per altri motivi a dire il vero. Poi dai, la Montessori parla di scuola, dove in effetti il centro è il bambino… gli unici adulti dentro la scuola sono lì apposta per i bambini, non come a casa, che i genitori hanno anche la loro vita da vivere!
    Senza esagerare, naturalmente, su questo sono d’accordo. Non è che a casa mia i bambini mangiano sulle loro sedioline dei loro tavolini con i loro piattini e bicchierini… mica è la casa dei sette nani! 🙂 Però all’asilo, far mangiare 30 bambini e UN adulto su un tavolo da adulti sarebbe un po’ ridicolo!
    Bello questo blog, l’ho appena scoperto, complimenti!

  12. Caffenero Autore articolo

    Grazie per i complimenti.
    Sono convinta come te che gli approcci della Montessori siano esemplari, soprattutto nella didattica, però credo anche che nella pratica di molte famiglie non sia ben chiaro il momento in cui si possa passare dall’oggetto sostitutivo, come ad esempio dalla tazza di plastica, all’oggetto che fin dall’inizio si voleva imparare ad usare, la tazza di porcellana.
    Il concetto comunque era un altro, ripeto lontano dai soli esempi di queste tazze, e cioè: crescendo i bambini in un mondo ovattato e infantile (nel senso quasi dispregiativo della parola: Hello Kitty, Ben 10 ovunque si può, tazza con i pupazzi, un giocattolo per fratello per non farli litigare, canzoni per bambini ogni volta che si va in macchina, ecc) creiamo in loro i presupposti per diventare adolescenti con molte pretese?

  13. Palmy

    Ho letto nei commenti che sul discorso vetro ti hanno già “corretto”, Montessori parla proprio di oggetti di vetro per abituare i bimbi a utilizzare le cose da grandi! Semmai accompagna i vari passaggi aiutando un po’ il discente, come del resto si fa per ogni disciplina.. non si comincia dalle equazioni ma dall’1+1!
    La Montessori bisogna leggerla direttamente non farsene un’idea attraverso le versioni più o meno edulcorate degli asili privati…
    Detto questo, aborro ogni oggetto bambinesco, specie quelli con loghi super pubblicizzati e fatti di nulla, come un mostro che si autoalimenta tra cartoni, gadget, film fino a sembrare reale! Vedi hello kitty! Quindi approvo il senso del tuo appello…

  14. Pingback: “La piccola fantasma” | mimangiolallergia

  15. NATI X DELINQUERE - Mamma F

    Quoto in pieno l’essere fuori dalle “scuole di pensiero” e, eventualmente, come spesso scriviamo nel nostro blog, prendere qualche spunto (SOLO qualche spunto) da ognuni scuola pedagogica senza caderne vittima integralista. A casa nostra, più che altro, l’atteggiamento è quello di inserire Simone nelle nostre attività molto più di quanto noi ci lasciamo coinvolgere nelle sue, in modo tale che, sotto controllo adulto, sia lui ad imparare a prendere le misure col mondo per com’è, visto che il mondo con lui non lo farà. E così via libera a lavorare coi muratori quando ci aggiustano la casa, trasportare mattoni e fare il cemento vero tanto quanto tagliare col coltello vero, usare il vetro e le forbici, accendere il camino e spaccare i legnetti. Dimenticavo: Simone ha 3 anni e mezzo. Ciao!

  16. Monica:)

    Ciao,
    ho trovato il link su Homemademamma. Il libro mi sembra potrebbe essere interessante, mi piacerebbe leggerlo per capire se l’autrice ha veramente una teoria o se le è bastato contraddire la Montessori solo per vendere.
    Sono solo una mamma, non un’esperta, ma penso che i nostri figli vivano solo in parte in un ambiente tagliato su misura.
    Insomma, a scuola ci sono i bagni piccolini, ma a casa no. Lo stesso dicasi per le sedie e il tavolo della cucina, poi magari nella cameretta le seggioline e il tavolino per disegnare e fare le attività sono a loro misura. Credo che si possa imparare più agevolmente con qualche aiuto sulla misura ridotta, per poi poter usare le cose “grandi”.
    E’ un po’ come per la bicicletta: impariamo su una bicicletta piccolina a nostra misura, per poi andare su quella grande.

    Per quanto riguarda gli zainetti per la scuola, a settembre la mia primogenita andrà in prima e le ho già detto che dovrà scegliere una cartella con un disegno e dei colori che andranno bene anche quando sarà in 5° elementare, quindi niente winx o altre chifezzuole tutte rosa e lustrini delle quali le bambine si stufano in 3° elementare per poi chiedere una cartella nuova!

    Grazie per la segnalazione.

  17. Piccolalory

    Secondo me è giusto trovare un giusto equilibrio: meglio il bicchiere con i manici del biberon, per esempio… dipende molto dall’età del bimbo e se possono precocemente sperimentare in sicurezza ben venga… largo spazio e fiducia, poi, non appena desidereranno passare agli strumenti da adulti 🙂

  18. stefania

    Io devo ammettere di non aver letto molto di “pedagogico” fino ad ora. Magari sbagliando, ma ho preferito fare la mamma “sul campo”. Però sono certa che ogni stimolo, dal punto di vista pedagogico, sia prezioso e che nulla possa essere preso come oro colato e valido in modo universale. Credo che ogni bambino sia unico, ogni famiglia sia unica, ogni mamma sia unica… E trovo che non sia possibile applicare dei teoremi – per quanto ben formulati – in modo automatico. Però conoscerli, questi teoremi, non fa male, soprattutto se poi si è capaci di portare ciò che si impara nella lettura all’interno del proprio modo di essere mamma, della propria famiglia… Magari sbaglio ma secondo me è così…

  19. ciao,
    anche io sono per il “fare come le apine”, volare di fiore in fiore assaggiare e portare via cosa mi piace di ogni teoria (anche nulla in alcuni casi!) e intanto farmi idee mie! All’inizio mi facevo delle full immersion sul singolo autore (ma lo faccio sempre con i libri, se un autore mi piace leggo più testi suoi, finchè mi sembra di averlo “compreso”, oppure ne incontro un altro che mi rapisce), poi ho iniziato a fare il mio collage.

    In merito alla questione. Per come l’ho letta io, la Montessori sarbbe inorridita vedendo bimbi grandi col biberon o i bicchieri con la cannucce o le stoviglie infrangibili solo per loro! Con “A misura di bambino” si intende proprio di replicare – ma solo per i bimbi più piccoli e non per sempre! – tutto a loro misura esclusivamente perchè possano usare meglio le varie cose “normali”, perchè familiarizzino con oggetti e materiali, e col fatto che possano rompersi, tagliare, ecc.

    Nelle cose pratiche si segue l’istinto e si ragiona sul caso e bambino singolo, son d’accordo con cosa scrive Paola, siamo esseri viventi, in evoluzione, bisogna lasciarsi lap ossibilità di imparare cose nuove strada facendo e cambiare idee se è il caso.

    Noi abbiamo fatto bere fin da subito nel bicchiere normale, mai comprato posate e stoviglie per bimbi ma dato quelle da frutta, ecc. La borraccina col beccuccio e manici l’abbiamo usata molto tardi e solo di notte perchè più igienico (non prende polvere) e comodo e paradossalmente sviluppa l’autonomia (beve da sola, col bicchiere di notte invece devi aiutarli)…

    Sono arrivati in dono piatti in plastica della nota gattina, a volte li usiamo, oggettivamente sono carini, ma non li avrei mai comprati. Se arrivano bimbi che non sono abituati come la mia e sapendo che le loro mamme starebbero in ansia se usassi piatti normali, ho qualcosa di coloratissimo ad hoc in plastica dura….

    Non abbiamo messo cancelletti alla scala interna (son dell’idea che è da un lato una mancanza di fiducia dall’altro pericolosissimo alterare / interferire rispetto al senso di autopreservazione dei bimbi), usiamo la sedia su cui si possono arrampicare da soli da sempre, mai legata il poco tempo che è andata in passeggino, bici da equilibrio e ora senza rotelle e così via.. Un po’ è st ato per mancanza di spazio un po’ queste idee mi son piaciute quando le ho viste o lette descritte da altre mamma.

    Per ora è andata bene così, 🙂 strada facendo si decide la rotta… ciao

  20. Claudia & Topastro

    Interessantissimo questo post e tutti i commenti. Concordo con chi ha scritto sopra di me che ogni mamma dovrebbe trovare il giusto compromesso e scegliere di ogni metodo educativo che conosce, solo le cose adatte al proprio bimbo o che sente vicine al proprio stile di vita. Mi piacciono molto alcuni insegnamenti Montessori ma ci sono anche parecchie cose che non mi vanno a genio. Non credo che manderei mai mio figlio in una scuola Montessori. Anche della scuola materna che frequenta mio figlio sono contenta ma ci sono cose che non condivido. La vita è fatta di compromessi… Mi piacciono gli oggetti o i metodi che aiutano i bimbi ad essere autonomi. Un bimbo piccolino non è in grado di sollevare da solo una bottiglia di acqua da un litro e mezzo o due, e non riesce a raggiungere i rubinetti del lavandino per lavarsi le mani nè a salire sul wc da solo per fare pipì. E allora io dico si a piccole bottiglie e bicchierini, pedane e riduttori per wc. Il mio bimbo quando riesce a fare qualcosa da solo è davvero contento, si vede nei suoi occhietti che è orgoglioso di essere riuscito a versarsi l’acqua da solo o aver usato il bagno senza l’aiuto di nessuno. Credo che questo aumenti la sua autostima e lo faccia sentire bene. A volte però si esagera e questo non mi piace. Certe soluzioni od oggetti che aiutano i bimbi si possono anche creare in casa e questo mi pare ancora più bello.

  21. Pingback: Homemademamma » Venerdì del libro… molto lento

  22. serena

    salve a tutti….una piccola parentesi….per quel poco che ho letto a riguardo la montessori prevedeva si oggetti a misura di bambino…per rendere l’accesso a giochi e quant’altro autonomo…ma che fossero dello stesso materiale di quello di uso comune…mi spiego…bicchieri piatti e ciotole di vetro o porcellana per far capire al bambino che se li lasci caderer si rompono…..

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