Qual è il luogo delle fiabe?

Venerdì sera sono andata alla presentazione del programma scolastico della scuola materna di bimbo2. E’ una piccola scuola con due sezioni in una vecchia villa con un bellissimo giardino. L’ambiente raccolto e il gruppo di insegnanti giovani e motivate ha sempre dato grandi risultati (c’è stato anche bimbo1) anche solo nella possibilità di adattare i programmi alle richieste dei bambini pur stabilendo un filo conduttore all’inizio dell’anno.

E’ stata una bellissima presentazione, che mi ha entusiasmata per tre motivi: 1) la gioia di sapere che bimbo2 vivrà tutto questo (gite, teatro, laboratori ecc), 2) avere la calma di una mamma al secondo giro di giostra che mi permetterà di seguirlo con meno apprensione del primo e di gustarmi questi momenti con la consapevolezza che è la nostra ultima occasione in famiglia di vivere l’infanzia (con l’esperienza della primaria di bimbo1 devo dire che l’infanzia come la intendiamo comunemente finisce alla materna), 3)  l’idea di portarci a casa il programma, farlo a modo nostro, coinvolgendo anche il fratello grande, riadattarlo con i limiti di avere me come guida che non sono una maestra, ma cercare di vivere tutti insieme il primo anno di bimbo2 alla materna, di farne un’esperienza di famiglia.

Il tema del programma è la fiaba. Diceva Einstein: “Se volete che vostro figlio sia intelligente, raccontategli delle fiabe, se volete che sia molto intelligente, raccontategliene di più”. Se penso che ho appena comprato dei libri di fiabe in inglese per bimbo1 e uno di racconti legati alla matematica, posso essere certa che anche a bimbo1 piacerà questa “scusa” per imparare senza rendersene conto.

Ho tantissime idee che devo riordinare dandogli un senso. Se riesco a portare avanti questo progetto casalingo, il nostro sarà unschooling, homeschooling non più part-time? Non che io abbia bisogno di etichette, anzi, ma immagino che ci sarà qualcuno che se lo chiederà. L’intenzione è di parlare di altro (perchè anche fare un collage è altro dal momento che alla primaria sono spariti i laboratori) ma prendendo spunto da quello che i bambini faranno nelle rispettive scuole (soprattutto il grande che ha annunciato al mondo che come insegna la maestra – lezione frontale – non gli piace).

Mentre preparo il mio programma personale (fiaba-racconto, fiaba-lettura, fiaba-teatro, fiaba-matematica, fiaba-cucina ecc ci sarà un po’ di tutto), vi chiedo un aiuto: qual è secondo voi il luogo delle fiabe? L’immagine ideale? così come con l’inglese abbiamo creato un simbolo che è un pupazzo (ancora non lo avete visto, ma arriverà presto sul blog), quale immagine possiamo associare al momento delle fiabe per creare atmosfera e fare un cartello, una riproduzione 3-d, qualcosa da indossare… Il classico castello? un ombrello? un albero? Un paio di scarpe? un cappello?

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7 pensieri su “Qual è il luogo delle fiabe?

  1. cartaecolori

    Io penso sia una “valigia”, le favole ti permettono di viaggiare, visitando posti lontani e sconosciuti, di conoscere personaggi nuovi, di vivere avventure fantastiche. Io se fossi in te prenderei una piccola valigia e metterei dentro ogni volta qualche oggetto per raccontare la fiaba, qualcosa che incuriosca. Io con i miei bambini della materna utilizzo una scatola tutta colorata, che ha la stessa funzione, è la mia “scatola dei suoni” e loro sanno che ogni volta che la apro usciranno i suoni di una nuova fiaba, devi vedere i loro occhi quando la vedono! 🙂

  2. Caffenero Autore articolo

    Bell’idea, grazie.
    L’ho vista anche in uno spettacolo per bambini ed è un oggetto che mi piace.
    Visto che l’hai usata e che lavori in una materna, puoi farmi un esempio dei suoni relativi a una fiaba? Quali fiabe ritieni più adatte?
    Ho un’idea con cui iniziare, anche se non ha i personaggi classici, pur essendo dei Grimm. Mi piace “Il principe ranocchio”, anche se nonnostante il titolo penso che mi diranno “è da femmina!”.

  3. cartaecolori

    Puoi trovare un esempio, anche se molto semplice, di fiaba sonora sul mio blog, nemmeno a farlo apposta proprio oggi l’ho scritto prima che ti venissi a visitare 🙂
    Per quanto riguarda le fiabe io per la maggior parte le invento e cerco di ricreare sia con la voce che con gli strumenti i suoni che ci sono (i passi dell’elefante saranno più pesanti di quelli di una formica, mentre il canguro salta il serpente striscia ecc…) se ci pensi solo un attimo te ne verranno in mente tantissimi! A parte questo ho sonorizzato anche fiabe conosciute e una di quelle che riscuote sempre tantissimo successo anche con i bambini molto piccoli è cappuccetto rosso, puoi trovare tanti suoni da creare con gli strumenti (sonorizzazioni anche del bosco) e tanti altri con la voce (suoni onomatopeici semplici da riproporre e divertenti). Non so se sono stata chiara e spero di averti dato qualche spunto in più se hai altre domande sono a tua disposizione. Michela

  4. Catia

    Non so perchè ma quando penso ad una fiaba io penso ad un bosco.
    Un bosco che può essere incantato e nel quale succedono cose meravigliose ma che può anche fare paura.
    Il bosco con tutte la luce del sole che fa capolino tra gli alberi, il bosco con le sue ombre che si stagliano sugli alberi.
    Si per me il luogo delle favole è il bosco!

    P.S. Come dare torto a Bimbo1 quando dice che la lezione frontale è una barba?

  5. Barbara

    io voto per la valigia ma mi era venuta in mente una stella, perché mi fa pensare al sogno, alla magia, ai desideri ed al fatto che tutto può diventare reale se lo desideri davvero.

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