Bambini protetti…dall’educazione

Durante la prima assemblea di classe, le insegnanti di bimbo 1 (seconda elementare) hanno denunciato una grossa carenza di vocabolario nei bambini: non conosco termini di uso comune, utilizzano sempre gli stessi, un esempio per tutti: non sanno cosa sia l’aglio, o il caco. Quando la riunione è passata a un tono meno formale, le insegnanti hanno chiesto: “Ma li portate a fare la spesa?” Certo che li portiamo! Però c’è chi li lascia a casa perchè con due o tre figli non ci riuscirebbe, chi li porta ma li coinvolge in altro modo, chi l’aglio lo compra liofilizzato (IO!). Questa considerazione mi ha fatto riflettere su tutte le occasioni in cui crediamo di proteggere i bambini: scegliendo per loro solo buoni libri (così il gusto lo raffiniamo noi non loro), censurando le scene di sesso in un film (che a meno che sia decisamente spinta, potrebbe contribuire a non creare tabù, ad abbinare il concetto sesso= frutto di una storia d’amore), notizie dal telegiornale (così vivono le paese delle meraviglie e come direbbe Galimberti non capiscono nemmeno cosa è giusto e cosa è sbagliato e dove sta il limite). Da quante altre cose li proteggiamo credendo di fare del bene? Oppure come direbbe una mia amica, i bambini non hanno bisogno di questa esposizione al mondo per crescere bene?

9 pensieri su “Bambini protetti…dall’educazione

  1. Catia

    E’ un argomento davvero molto delicato.
    Noi personalmente non cerchiamo di proteggere nostra figlia da tutto.
    Noi non guardiamo telegiornali perchè leggiamo i quotidiani on line; forse in questo modo la proteggiamo dalle immagini di guerra o di violenza, ma poi ne parliamo ampliamente tra noi e anche con lei perchè è giusto, secondo noi, che sappia cosa succede nel mondo, di bello (perchè di cose belle ne succedono) e di brutto.
    Matilde legge molto e si sceglie da sola i suoi libri, noi non proponiamo nulla. Per ora legge i vari Geronimo Stilton? Molto bene quando si sarà stancata o sentirà di voler passare a qualcosa di più impegnativo lo farà da sola (certo se a quindici anni leggerà ancora Le avventure di questo topo potremmo intervenire, no!??!?).
    Proteggere i figli, significa per noi, lasciarli liberi di sperimentare in base alla lor età, naturalmente, ed essere lì ad osservarli, a debita distanza; progetterli significa per noi essere un porto al quale ritornare ma dal quale piano piano allontanarsi.

  2. simplymamma

    sono d’accordo su tutto tranne sui telegiornali. danno un immagine del mondo cattiva, spaventosa, violenta, pericolosa. sempre e ogni giorno. sarebbe bello se potessero essere integrati con tutto ciò che succede di bello nel mondo perchè altrimenti si finisce per averne paura.

  3. Palmy

    Sui telegiornali esiste quello fatto apposta per i piccoli, il vecchio e sempre valido tg ragazzi che credo sua su uno dei canali in digitale…

    poi esistono dei siti di geografia dove i principali eventi naturali vengono commentati… insieme si può partecipare alle iniziative benefiche, giornata della colletta alimentare, invio sms, donazioni… per allargare i loro orizzonti…

    anche fare la spesa non è sufficiente, il latte non lo si trova in cartoni e la frutta non è in cassette (!)

  4. Caffenero Autore articolo

    il tg dei ragazzi non lo vedo mai, ne ricordo una versione dopo trebisonda quindi di pomeriggio (ma non lo guarderei perchè se accendo la tele di pomeriggio è finita: non la riesco a spegnere prima di cena). Su che canale è?
    Le maestre suggerivano di portarli a fare la spesa per insegnargli i vocaboli di frutta e verdura.

  5. perfectioconversationis

    Noi filtriamo moltissimo: il telegiornale non si guarda, così come non si guardano le tv generaliste (niente Striscia la Notizia, niente Iene, niente Zelig…), solo Disney Channel e qualche dvd.
    Eppure le notizie in casa si commentano, eventualmente cerchiamo anche materiale via web. Il punto è che non vedo motivo per esporre i miei figli prima del tempo a certe crudezze: preferisco che certe cose le sappiano da noi genitori, in un modo per loro meno sconvolgente.
    Se guardo alla più grande, non mi sembra affatto più fuori dal mondo rispetto ai suoi coetanei, anzi! Ma ancora adesso (diciott’anni tra pochi giorni), se in un film c’è una scena di sesso particolarmente forte, glielo sconsiglio. La mia impressione è che certe situazioni possano davvero ferire spiritualmente i bambini… non vedo perché non attendere il tempo giusto per ogni cosa.
    Per quanto riguarda invece una certa povertà di linguaggio, alcune cose quotidiane che sembrano fuggire ai bambini, purtroppo l’ho notato anch’io. Forse, più che fare la spesa insieme, la soluzione è parlare molto: quante volte facciamo (io per prima) le cose da soli e di fretta per sbrigarci, quando invece lasciandoci “aiutare” potremmo far vivere ai notti figli momenti molto più “educativi”?

  6. Caffenero Autore articolo

    Grazie, Palmy. Ho controllato l’orario in cui lo trasmettono e non siamo ancora a casa: i bambini da noi escono alle 16.40! Con il superdecoder non riusciamo nemmeno più a registrare. Mi fa piacere, invec, leggere che tu credi nella colletta alimentare, o melgio che dalle tue parti funziona. Dalle mie è meglio lasciar perdere: tu porti le cose al punto di raccolta e poi vedi passare i macchinoni che fanno la “SPESA”.

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