“Leggere i classici!” Perchè?

Nei commenti al post sui fumetti è emerso il concetto di quale sia la buona lettura. Spesso sento dire che tutti i bambini devono leggere i classici, quei titoli storici della letteratura per ragazzi come “Cuore”, “Il piccolo Lord”, “Piccole donne”. Li devono leggere nella versione integrale: non a fumetti, non adattata all’età, non riassunta. Così almeno c’è scritto nella maggior parte di saggi sulla lettura. Ci sono altrettanti quesiti classici che inevitabilmente si presentano con questa affermazione:

1- se è vero che alcuni libri sono stati scritti come frutto del tempo e per questo sono stati salvati dal collo di bottiglia della storia della letteratura, apprezzati alla pubblicazione e famosi poi, ha ancora senso proporre ai bambini di oggi delle storie tanto lontane dalla loro realtà? sarebbe più coerente seguire l’esempio della storia di quei titoli e cercare dei libri che raccontino in modo critico la nostra quotidianità?

2- La versione integrale di molti titoli classici per ragazzi è un romanzo per adulti, perchè così sono nati. “I viaggi di Gulliver” è nato come satira per adulti. “I tre moschettieri”, “Mary Poppins”, “Cuore” hanno avuto delle riedizioni soltanto in versione per adulti. Una lettura difficile perchè strutturata su un altra fascia di età, rischia di demoralizzare il lettore?

3- Il bambino che legge “Il giro del mondo in 80 giorni” in una versione riassunta o comunque semplificata per l’età, se si appassiona alla storia, cercherà nella sua crescita di rileggerlo in versioni più lunghe o in quella integrale?

4- Il linguaggio usato nelle versioni integrali spesso non è più in uso. “Pinocchio” nell’edizione BUR è difficile anche per me. Ho provato a leggerlo a mio figlio, abbiamo dovuto smettere dopo quattro pagine perchè non ne potevo più di tradurre tutto in italiano moderno. A lui adesso Pinocchio non piace, pur non sapendo la storia intera. Qual è la versione integrale giusta? Quali le case editrici adatte?

5- Formalmente non esite una storia della letteratura dell’infanzia. Se ci fosse, così come per la letteratura italiana (a questo punto “per adulti”), avrebbe identificato un percoso tra tutta la produzione di libri per bambini basandosi sull’evoluzione in senso cronologico e di genere. Dovremmo quindi riscattare alcuni generi non subordinarli ai romanzi? Dovremmo relegare i famosi “classici” all’epoca in cui sono stati scritti senza fermarsi lì, ma andando avanti in quei cento-duecento anni che sono venuti dopo?

Non ho le risposte a queste domande, sarebbe bello invece conoscere le vostre opinioni ed esperienze in merito.

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13 pensieri su ““Leggere i classici!” Perchè?

  1. acasaconlamamma

    Quante domande! Mi ci vorrebbero ore per risondere come meriti, ma cercherò di essere concisa.
    Alla prima domanda rispondo dicendo che a scuola, nonostante siano passati secoli, si continuano a studiare Dante, Boccaccio e Manzoni, tanto per citare i più noti. Vogliamo risalire indietro nel tempo? Al liceo si studiano i classici latini e greci. E’ giusto farli studiare ancora? Il problema non ce lo poniamo neppure. In essi troviamo le fondamenta della letteratura, e vengono studiati nei loro testi originari. Certo, non fanno parte del programma di una scuola primaria, ma di un liceo, perchè a quell’età si presume che un ragazzo sia in grado di comprederli e studiarli.
    Con le dovute proporzioni, lo stesso ragionamento deve essere fatto per i libri per l’infanzia.
    L’edizione della Bur di Pinocchio, non può essere proposta ad un bambino di tre anni, e non solo per lo stile espressivo che la caratterizza, ma anche per i contenuti, inadatti ad un bambino piccolo.
    Tutto va proposto al momento giusto. Ci piacerebbe leggere a nostro figlio di quattro anni “Peter Pan”, ma sappiamo che è un libro adatto a bambini dagli otto anni in su. Bene, glielo proporremo quando sarà il momento giusto. Nel frattempo lascerei attendere Peter Pan,esistono migliaia e migliaia di titoli tra cui scegliere più consoni all’età del piccolo. Infondo non facciamo lo stesso anche quando scegliamo quale programma televisivo far loro vedere?
    Questo è solo il mio punto di vista. Ma farebbe piacere anche a me sentirne degli altri, perchè di dubbi ne ho molti anch’io
    Ciao
    Michela

  2. Rose

    Ciao Daniela!
    Brevemente la mia opinione:
    1e 2: non sempre ha senso, non sempre sono adatti (vedasi “cuore” che a me faceva soffrire e Pinocchio)
    3: sì, è il male minore, almeno poi per “saperne parlare”
    4: non so: anche noi abbiamo iniziato a leggere e poi abbiamo desistito…si sono invece appassionati alla versione musical dei Pooh!
    5. Non so; secondo me andare nella scelta a “pancia e cuore”…
    A presto

  3. argelide

    ciao! l’argomento che proponi è davvero molto interessante.
    Io quest’estate ho letto alle mie bambine Oliver Twist di Dickens,non era un riadattamento e devo dire che il testo era piuttosto difficile da capire per loro che hanno 4 e 6 anni, ma fin da subito abbiamo tradotto le parole difficili, i concetti complicati, le caratteristiche dei personaggi, non solo a parole ma mimando il tutto: es.se si parlava di un viso burbero, io chiedevo alle bimbe di imitarlo, se indovinavano come interpretarlo le elogiavo per la perspicacia, se la loro interpretazione risultava lontana dal vero intervenivo io mostrando loro come è un viso burbero, un passo claudicante è risultato molto divertente da imitare….Quando riprendevamo la lettura dopo un periodo di pausa io facevo loro un breve riassunto per calarle nuovamente nell’atmosfera, cercavo durante la lettura di imitare i personaggi cambiando voce, espressione del viso e se necessario muovendomi come veniva descritto nel libro. Devo dire che il risultato ha stupito anche me, le bambine non ricordano tutti i passaggi del racconto ma lo ricordano a grandi linee ma la cosa più importante è che erano loro ha richiedere a gran voce che si continuasse a leggere.i classici sono importantissimi non solo perché il loro messaggio possa esserci utile ma anche per vedere come questo messaggio nelle varie epoche sia cambiato e sia stato trasmesso in modi diversi e come la sensibilità dell’uomo si sia evoluta nel corso della storia.Mi sono dilungata e non ho dato una risposta a tutti i tuoi quesiti, spero comunque che la mia esperienza ti possa essere utile.
    A presto
    Argelide

  4. Palmy

    La mia opinione suonerà un po’ provocatoria soprattutto in bocca a una laureata in lettere che insegna italiano. I classici da far leggere ai nostri figli non sono più Cuore o Pinocchio, senza nulla togliere soprattutto al secondo, che è una fiaba dagli straordinari significati. Classico è ciò che rispecchia un’epoca e in cui i lettori possono riconoscersi e specchiarsi: io sceglierei Harry Potter, la trilogia del Mondo di Inchiostro, come altri libri di Cornelia Funke, la saga di Eragon. Se proprio dovessi andare indietro prenderei Lewis e le Cronache di Narnia.

  5. Tiziana

    Passata la fase di apprendimento della tecnica di lettura, nella quale serve esercizio e quindi va bene qualunque cosa purchè si legga, non mi piace molto l’idea che l’importante sia leggere, a prescindere dalla forma e dal contenuto.
    Per questo cerco di proporre ai figli (a tutte le età) libri di qualità. Non è che io abbia un protocollo di certificazione … però di fronte ad autori (vabbe’ che poi definire Stilton autore fa ridere) che sfornano 10 titoli al mese un dubbio sulla qualità mi viene.
    Ripeto, si tratta di qualità, non di età del libro. E’ che l’editoria per bambini e ragazzi oggi è davvero immensa!
    Per altro i miei figli, dopo aver letto Harry Potter, la Funke, Verne e Ende, del topo non ne vogliono sapere. La più grande (prima media) ora si è “innamorata” di Calvino, la più piccola (quarta elementare) si sta dedicando a Tolkien (i racconti, non il Signore degli Anelli!). Il più piccolo (seconda elementare) è invece immeso nella lettura dei vari regni della fantasia di Stilton e nei cruciverba (! non ho detto che Stilton non sia passato per casa mia, nei primi anni delle elementari Stilton è praticamente uno status simbol … mi lasciano perplessa le compagne di mia figlia che in prima media leggono SOLO i libri di Tea Stilton o la serie delle principesse del topo).
    Tutti insieme stiamo leggendo le Cronache di Narnia (io leggo e loro ascoltano, anche il piccolo).
    Spero sempre che in un libro i figli possano trovare una “bella scrittura”, piacevole da leggere, anche indipendentemente dalla trama della storia. Almeno, io gongolo quando un libro è bello da leggere pagina per pagina e non solo perche’ interessa sapere come va a finire.
    Ultimo appunto, a me piace anche che, attraverso i classici, i miei figli vengano a conoscere un mondo che è diverso da quello in cui vivono, e a quanto pare questo non annoia e piace anche a loro.
    … e per finire sono perfettamente d’accordo sull’esistenza della letteratura di evasione, però anche in quello esiste una “qualità”! un conto è leggere la Kinsella, che è leggerina, ma scrive bene, e se letta in lingua originale è pure un ottimo esercizio di inglese!, alto conto è leggere le serie di Harmony o i racconti di Confidenze (… e li conosco bene, perche’ erano l’unica cosa a mia disposizione prima del raggiungimento a 16 anni della tessera della biblioteca).
    buona giornata
    Tiziana

  6. d. - perfectioconversationis

    Secondo me classici… sono queli libri che si continuano a leggere con gioia!
    Per me sono particolarmente importanti il linguaggio, i valori, anche le illustrazioni d’arte: a tutte queste cose ci si abitua gradualmente, non vanno viste come un’amara medicina da mandare giù, ma come un accesso a gioie più profonde.
    Come dice Palmy, ci sono classici modernissimi, come Roberto Piumini, Harry Potter, ecc…
    Io sto leggendo in questi giorni Heidi ai miei figli: il linguaggio è leggermente desueto, ma i miei figli di 5, 7 e 9 anni (e, nota, due sono maschi) l’ascoltano incantati. Quella di 11 fa sorrisetti perché lei l’ha già letto e sa come va a finire…
    La mia impressione è che la difficoltà del linguaggio sia molto spesso una disabitudine: persino le storie dell’orsetto Puh sono un po’ complesse se lette in versione integrale, il Giornalino di Giamburrasca ha termini fuori moda, ma se si entra nel meccanismo si fanno un sacco di risate e così via. Io non anticiperei i tempi del singolo bambino: ci sono davvero “classici” per ogni età e per ogni gusto, l’importante è di trovare dei mondi che valgano lo sforzo di essere esplorati. Infine, secondo me, ci sono grandi storie che vale la pena di affrontare anche in versioni per bambini: ho in mente, ad esempio, i racconti dell’Odissea e dell’Eneide, fatti da Roberto Piumini. Queste riduzioni di classici fatti da bravi scrittori (e sottolineo BRAVI) permettono di familiarizzare con luoghi fondativi della nostra cultura senza esserne scoraggiati. Lo stesso vale per alcune riduzioni della Bibbia.
    Insomma, la gradualità è davvero la chiave d’accesso.

  7. Caffenero Autore articolo

    Argelide, complimenti! Devo ammettere le mie colpe: alcuni titoli per ragazzi non mi sono mai piaciuti e se mi devo fermare ogni tre righe sono la prima a perdere la pazienza. Immagino che tu sia riuscita a creare un ambiente e un’atmosfera tali da superare l’ostacolo dei vocali e per questo ti faccio i complimenti.

  8. Caffenero Autore articolo

    Palmy, devo riconoscere che in effetti la tua opinione in parte è provocatoria e ti rispondo con una domanda altrettanto provocatoria (nel senso buono, ovviamente, solo per parlarne insieme): che differenza c’è tra il “classico di un’epoca” e il “titolo di moda”? Perchè, a me il genere fantasy non piace molto (pur sapendo che la definizione gli sta un po’ stretta) ,non incuriosisce molto Harry Potter, ad esempio. Anzi, sono riuscita restituirlo dopo trenta pagine a chi me lo ha prestato (forte del diritto di lettore di lasciare un libro a metà se non parte la passione).

  9. Caffenero Autore articolo

    Tiziana, mi hai fatto ridere con la precisazione su Harmony e Confidenze. Credo che lo stile Harmony abbia contagiato qualche altra casa editrice.

  10. Caffenero Autore articolo

    Come è stata decisa la lettura di Heidi? L’hai proposto tu? lo hanno scelto loro? si agganciava a un discorso o un interesse emerso in casa?

  11. Palmy

    Una piccola cosa vorrei dire: non stavamo parlando di classici per ragazzi? Mi hai risposto che Harry Potter non ti piace, ma appunto… è per ragazzi! Comunque a me piace ;-)))

  12. Caffenero Autore articolo

    Mi fai venire in mente che qui in centro a Milano ci sono sempre i banchetti che raccolgono firme per cause diverse. Ieri sento una di queste volontarie che chiama: “Ragazza, ce la fai una firma?” e io mi giro, ma non ce l’aveva con me, invece il suo collega vedendomi rivolta verso di loro, mi ha detto: “Mamma, ce la fa una firma?” Chi ti dice che sono mamma? “Allora scriva zia o nonna!”
    Sto invecchiando, ne devo prendere atto. Però hai centrato un altro problema non da poco: essendo io quella che sprona la lettura non riesco a suggerire un titolo che non mi piace.
    Comunque, amanti di Harry Potter state tranquilli: il titolo è nella lista.

  13. perfectioconversationis

    La scelta di Heidi è stata un po’ la conseguenza di letture precedenti: avevamo iniziato con la piccolina alcune letture legate ad animali e natura (le storie di Beatrix Potter, quelle di Boscodirovo, La tela di Carlotta, I pinguini di Mr. Popper…) e cercando nella nostra libreria sono incappata in Heidi, che è un buon proseguimento su questo filone. La scelta è mia, ma è stata fatta per venire incontro ai gusti di mia figlia. Di solito, inizio con qualche pagina… se vedo attenzione e interesse vado avanti, in caso contrario accantono il libro per un altro momento (non voglio che associno un testo a impressioni negative, magari soltanto perché non è il momento o l’età giusta per leggerlo).

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