Il tradimento della crescita

Nel mio percorso di mamma a volte mi capita di fermarmi, guardarmi dietro e vedere che i miei bambini non ci sono. “Non ho capito la domanda”, “Non lo so cosa ho fatto oggi a scuola”, “Non mi hai detto che dovevo vestirmi per andare a scuola”, “Non lo so cos’è l’aglio”. Piccoli alieni si sono impossessati del mio bambino grande. Poprio di quel bambino che era Mr Precisetti fino all’anno scorso, che voleva scoprire come funzionava ogni elettrodomestico, che chiedeva sempre letture diverse e sfide più difficili. A sette anni è un adolescente in miniatura: interessi zero, volontà zero, serietà zero, partecipazione zero, riflessione zero, praticità zero. In un mese è diventanto così. Le maestre di lamentano che tutta la classe è così, lui anzi è uno dei migliori. Ci passano tutti? Con due maestre che dicono parolacce a go-go si è creato un clima di classe sbagliato? Perchè lui è cambiato? Mi sembra un tradimento.

Poi guardo la situazione dalla sua parte: è passato dall’asilo dove veniva preso in braccio se piangeva, alla primaria dove viene deriso e messo in castigo se piange. All’asilo era considerato giusto e sacro il gioco libero, adesso è punito, limitato, vietato. All’asilo l’educatrice di riferimento era la prima a dirgli di rivolgersi a lui se aveva bisogno, adesso le maestre dicono di arrangiarsi. Sarà lui a sentirsi tradito?

Poi ne parlo con altri genitori. Nessuno mi dà retta. Nessuno si è posto il problema che la nostra classe è costantemente in punizione mentre le altre escono in giardino. Alla domanda: “Tuo figlio fa i compiti volentieri?” mi rispondono che non se lo chiedono, che cresceranno, che tutto si mette a posto da solo. Leggo troppi libri sui bambini? Vado troppo di fretta?

23 pensieri su “Il tradimento della crescita

  1. acasaconlamamma

    Sfondi una porta apertissima,
    Tommaso ha 9 anni, e frequenta la quarta. Ho spesso l’impressione che stia “scappando”, che mi stia sfuggendo di mano, senza ricordare quando questo sia avvenuto, e come io abbia potuto non accorgermene. Non credo si tratti solo della scuola, penso si tratti di una fase di distacco “preadolescenziale” in cui l’onnipotenza del genitore viene messa in discussione, e gli amici guadagnano terreno.
    Hai letto “I vostri figli hanno bisogno di voi”? Questo libro mi ha mandata in crisi, ma mi ha anche dato uno scrollone inducendomi ad andarmi a riprendere mio figlio.
    Mio marito mi accusa di leggere troppo, a volte mi faccio sfiorare dal dubbio, ma non scambierei mai la sofferta consapevolezza con una più placida ignoranza.
    Michela

  2. Caffenero Autore articolo

    Ciao. Non ho ancora letto questo libro, grazie dell’indicazione. Sto leggendo invece “Diario di scuola” di Pennac e siamo sempre sullo stesso problema.
    Anche io ho dato un po’ la colpa ai compagni: in gruppo si pensa ad altre dinamiche che non a chiedersi come sia fatto il mondo. Se questi problemi si presentano già a questa età, mi chiedo: 1) sarà così per il resto della primaria, per le medie, per le superiori (sempre che ne trovi la voglia)? 2) cosa gli propongo?
    A scuola mi sembra che le verifiche siano almeno di un anno indietro rispetto al testo da studiare: una ricerca dell’ignoranza da celebrare. E’ vero che in classe ci sono bambini (seconda) che a settembre non sapevano più scrivere perchè lo avevano dimenticato, lui al confronto è andato avanti, ma onestamente vive di rendita perchè uno sforzo fatto mesi fa lo ha portato più avanti degli altri e adesso li aspetta. Mi sembra che così facendo non ci sia un processo di crescita, ma si vada a strattoni, rischiando che come niente se perdi un giro passi da primo della classe a ultimo perchè quelli che erano indietro hanno fatto un percorso che è ancora in atto e ti hanno superato. Forse sto dando i numeri.

  3. acasaconlamamma

    Bello “diario di scuola” ironico, provocatorio, ed a tratti anche commovente.
    No, non stai dando i numeri, credo che, nonostante i bambini “sbandino” ogni tanto, se gli imput dati sono quelli giusti, prima o poi tornino sulla retta via, dobbiamo solo ricordarglielo e dargli una spintarella!

  4. Rose

    Ciao. Mi riconosco tantissimo in quel che dici. Stiamo vivendo anche noi una regressione …da scuola. Pensa che ieri all’ennesimo “ma che avete fatto in matematica?” Mi ha risposto: “abbiamo prima disegnato un quadrato e poi un’ altro quadrato secco secco…” Un QUADRATO SECCO SECCO????!!!! Ma se a tre anni sapevi distinguere un quadrato da un rettangolo, oggi che vai a scuola mi parli di QUADRATI SECCHI??? In compenso abbiamo migliorato la nostra cultura su gli alieni di Ben 10 e sui loro poteri…

  5. Caffenero Autore articolo

    Il tuo ha sei anni, giusto?
    Sai quanti esempi ti potrei fare uguali? I miei figli vivono tra Milano e Trento da sempre. Domenica il grande non sapeva cosa cose fosse il Brezel, settimana scorsa non sapeva (più) cosa fosse una felce.
    Ma parliamo anche di occasioni meno nozionistiche: a Milano ci sono 6 gradi e lui mi chiede se si deve mettere i pantoloni lunghi o corti (!!!)
    Amnesia da crescita?
    Memoria effetto tram (se entra un nuovo concetto, uno vecchio deve scendere perchè tuti non ci stanno)?
    Comunque noi l’abbiamo allargata sui Pokemon, ma ci siamo riusciti senza mai vedere una puntata (tutto il mio ostruzionismo è andato a farsi friggere, insieme alla regola di “poca televisione e solo di qualità”).

  6. angelaercolano

    ho lo stesso problema con First ma lui và ancora all’asilo nonostante potesse fare il salto il prima elementare ma io non ho voluto e avevo paura che fosse proprio questo che ormai “grande” alla scuola dei piccoli si annoiasse, poi ho parlato con le maestre, con le altre mamme, ho invitato un pò di bambini a casa e ho visto che lui è uno dei più bravi! Sarà l’età? sarà che sono maschi? è la preadolescenza? mio marito dice che leggo troppi libri! bho … se trovi la risposta prima di me fammi un fischio🙂

  7. Catia

    Matilde mi descrive i pokemon uno a uno in maniera estremamente dettagliatata. E poi le maestre dicono che i bambini sono carenti nelle descrizioni. Vuoi mettere descrivere un pokemon e un paesaggio di montagna?
    Battute a parte, io credo che tutto ciò che trasmettiamo ai nostri figli, magari sembra non capito, apprezzato o assimilato ma sono convinta che prima o poi tutto torna.
    Per la cronaca: io ho smesso di confrontarmi con gli altri genitori!
    Due domande: è così importante essere il primo della classe? Ma soprattutto cosa vuol dire essere il primo della classe?

  8. acasaconlamamma

    Sono assolutamente d’accordo con Catia, tutto ciò che è stato seminato, viene raccolto, magari non subito, ma una volta recepito e rielaborato, al momento opportuno torna.
    Piuttosto, mi unisco alla sua domanda, anzi, alle sue domande.
    E’ così importante che sia il primo della classe?
    In più: (si tratta di una provocazione) se mio figlio fosse il primo della classe c’è di che esserne orgogliosi o preoccupati?

  9. Caffenero Autore articolo

    Catia, hai frainteso la storia del primo della classe. Adesso va bene nei compiti perchè ha imparato l’anno scorso, ma non sta più studiando quindi appena cambia il programma si vedranno le lacune.

  10. Caffenero Autore articolo

    Lungi da me aver mai preteso che fosse il primo della classe.
    Ho risposto sotto.
    Non capisco molto il senso dell’ultima domanda.

  11. Catia

    Le mie domande non volevano essere provocatorie.
    Erano intese a saperne di più e a dissipare i miei dubbi sull’apprendimento o trovarne conferma.
    Mi spiego: un bambino prende 10 in tutte le verifiche di matematica sulle operazioni, frazioni ecc…. E’ perchè ha memorizzato i procedimenti o perchè ne ha capito realmente il significato? CHe cosa c’è dietro le sterili operazioni?
    Non so se l’esempio è calzante ma secondo me un primo delle classe così con lo è poi così tanto.

  12. acasaconlamamma

    Ciao,
    nonono, non intendevo dire che tu ti aspettassi questo da tuo figlio!Tutt’altro.
    Stavo cercando di portare i nostri ragionamenti su di un piano meno personale e più generale, ed in questo modo va interpretata anche la mia ultima domanda.
    La scuola, così com’è strutturata, con il suo sistema di giudizi, di premi e ricompense, siamo certi contribuisca a modellare i nostri figli così come noi lo vorremmo? Siamo certi che un bambino da 10 abbia davvero “compreso” un concetto, o piuttosto non l’abbia semplicemente e meccanicamente riportato?
    Catia l’ha espresso meglio di me.
    Ciao
    Michela

  13. Caffenero Autore articolo

    OK, adesso ho capito, mi stavo spaventando…
    Scusa ma sono di fretta in modo esagerato: ho aperto solo per leggere voi due.
    Prometto di rispondere meglio.

  14. Caffenero Autore articolo

    Ho appena scoperto che la verifica di scienze la maestra l’ha fatta sull’argomento dell’anno scorso A SORPRESA, proprio per vedere (così ha detto ai bambini) se si ricordavano. Che simpaticona!! Scappo ciao

  15. angelaercolano

    cerca di dargli uno scossone! mi è successa la stessa cosa con First all’inizio di quest’anno alla scuola d’inglese l’anno scorso era il migliore dell’istituto veniva chiamato a fare tutte le presentazioni, recite etc … a casa “studiava” anche se non era assolutamente richiesto nè dall’insegnante nè da me, quest’anno niente! Forse perchè i nuovi libri comunque avevano un pò di ripetizione, che lui già aveva fatto durante il corso estivo fatto stà che è iniziato a rimanere indietro, gli ho fatto dare una strigliata dall’insegnante e poi l’ho detto al papà lui che è orgogliosissimo non se l’è fatto ripetere due volte e si è rimesso a studiare di buona lena, l’insegnante è così contenta della sua classe che ha detto che è certa che finiranno prima il programma e per la fine dell’anno dovrà inventarsi qualche altra cosa! Dagli tu a casa gli stimoli che la scuola non gli dà alla fine credo che questa sia la strada migliore dell’homeschooling affiancare la scuola e sopperire se ci sono lacune

  16. angelaercolano

    Io credo che il bambino che è primo della classe è un bambino che studia e s’impegna e và giustamente premiato, poi sui metodi di premiazione/voti si può discutere, mio figlio può essere sicuramente il secondo o il terzo della classe non è importante, certo non l’ultimo, perchè io e il papà lavoriamo e il suo lavoro è la scuola e quindi mi aspetto che s’impegni ad avere un buon risultato anche per accrescere la sua autostima.

  17. acasaconlamamma

    Sul fatto che un bambino che s’impegna vada premiato non si discute, sono d’accordo con te. Ma ci sono bambini , molti, che non riescono a raggiungere risultati non dico da primo della classe, ma in linea con la media, non perchè non s’impegnino, o non siano particolarmente dotati, ma perchè il “sistema scuola” non si adatta al loro tipo di personalità ed intelligenza. Essi risultano penalizzati perchè non sono in grado di adeguarsi agli standard ed ai metodi per forza di cose non personalizzabili usati dalla scuola. Lasciando indietro bambini con talenti che andranno sprecati e successivamente abbandoneranno la scuola o non la ameranno come avrebbero potuto se ci fosse stata più attenzione per i loro bisogni.Ti parla la mamma di uno “secchione” che frequenta una classe quarta composta da 20 bambini. Martedì dovrò partecipare ad una riunione, ed i genitori di 8 bambini, a giudizio delle maestre, non al livello della classe, dovranno trattenersi per un colloquio individuale. A me sembra che 8 bambini su 20 siano un’enormità. Se fossi un’insegnante mi preoccuperei di quel che non funziona nel mio sistema d’insegnamento o nella scuola piuttosto che di quel che non funziona nel bambino.
    E’ solo il mio punto di vista.
    Michela

  18. Caffenero Autore articolo

    Eccomi, dopo una piccola pausa virus.

    Catia, quello che dici è vero: spesso si studia per le verifiche non per sapere. Le magagne saltano fuori penso andando avanti nel programma o facendo dei collegamenti.

    Comunque in questa pausa a casa abbiamo scoperto il mistero del cervello in pappa: le verifiche! Siccome ha paura delle verifiche si fa prendere dal panico e da quando la maestra ha fatto una verifica metà su ciò che era da studiare e metà su cose mai scritte o scritte l’anno scorso è ancora più nel panico. Proprio per ciò che dicevi tu del “conoscere veramente” la materia, abbiamo ripreso in mano il quaderno il giorno dopo la verifica e sapeva rispondere a tutte le domande che la sera prima lo avevano mandato in crisi.
    Ciao

  19. mammachegiochi

    Lunedì Gloria ha campbiato scuola. Ha inizato la prima a settembre con una maestra che lanciava quaderni, non aveva un controllo emotivo,faceva leva sull’umiliazione, sulla vergogna e i sensi di colpa per aver potere sui bambini, e per di più stava insegnado che se un adulto si comporta così è perchè vuole bene!!!
    Ho parlato con la dirigente, ha capito … e sapeva, e l’ho ritirata. PUNTO! Ho trovato due maestre dolcissime, mi hanno spiegato il loro metodo di lavoro che apprezzo e condivido.
    Io di Gloria ho ascoltato i suoi silenzi, mi ha raccontato pochissimo, ma quel poco mi è bastato. E’ difficile, ma se puoi cambia,io peggio di quello che ho trovato sarà ben difficile ritrovarlo, per cui il cambio era necessario. Premesso che sono l’unica che ha preso questa dicisione, ma per me l’insegnante è fondamentale. Non poi una come te, non puoi accettare una situazione del genere … intervieni!

  20. Caffenero Autore articolo

    Ci ho pensato a cambiare scuola, ma non mi è ancora giunta voce di brave insegnanti. L’unica brva sarebbe nell’altra sezione delle seconde, ma mio figlio non acceterebbe di cambiare classe vedendo ancora i suoi compagni e nemmeno ci creerebbe un buon clima tra le maestre colleghe.
    Ho deciso di lavorare su di lui e in modo laterale sulle maestre. Insieme a mio marito abbiamo deciso di sposare la politica che “va tutto bene”. Non abbiamo richiesto il colloquio di prassi con le insegnanti, scrivendo a loro sul diario che se non hanno particolari comunicazioni a noi sembra che vada tutto bene. Speriamo che le due signore si calmino e poi ne riparleremo.
    Tamponiamo ancora di più sul programma che non va avanti e cerchiamo di insegnargli la resilienza.
    Però ho suggerito a una mamma “ben introdotta” di far arrivare voce al dirigente di passeggiare un po’ più spesso in corridoio e sentire che cosa urlano le maestre.

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