Imparare a descrivere

Durante la crescita il linguaggio dei bambini si modifica a volte il meglio, aggiungendo vocaboli, a volte in peggio, dimenticando che esistono dei sinonimi. Omologazione al gruppo? Pigrizia? Non saprei, noto però che mentre i bambini piccoli sfoggiano con orgoglio la parola appena imparata inserendola in tutte le occasioni, i grandi invece riducono tutto a “bello”, “buono”, “non lo so”, “Boh”. Com’è la torta? “Boh”.Inutile insistere a spiegarsi meglio, diventa subito una minaccia. Ho pensato invece di appendere un cartello, molto semplice così partecipano tutti senza distinzione di età o classe frequentata. Ci sono due disegni: una bella torta e una decisamente poco invitante. Nelle linee sottostanti scriviamo tutte le parole che ci vengono in mente per elogiare un dolce ben riuscito e per scusarci se non finiamo la nostra fetta. Aggettivi e buone maniere. Superato il panico iniziale (il brainstorming non funziona a comando) abbiamo scritto qualche aggettivo e la lista si è allungata giorno dopo giorno. Quali altri gruppi di aggettivi potremmo raccogliere? Forse far una lista per i libri, per i film?

9 pensieri su “Imparare a descrivere

  1. MammaElly

    Hai ragione! L’aggettivazione è molto importante, e tende ad andare perdendosi, a discapito della ricchezza lessicale e delle sfumature di contenuto. Con la mia bimba più grande siamo alle prese con la descrizione delle persona e cerchiamo di impegnarci nel differenziare e “personalizzare” quanto più possibile. L’idea del cartellone-torta è davvero carina!

  2. Caffenero Autore articolo

    Anche noi siamo lì come programma ed è l’oggetto di alcuni progetti. Ho preparato un gioco con le carte e ho un’idea con il disegno, te li metto sul blog nei prossimi giorni

  3. leggimammaleggi

    Grazie per questo post. La capacità di descrivere è carente nei ragazzi appartenenti alla fascia d’età 14-18 anni, cioè quella dei miei alunni. E’ una competenza che deve essere stimolata già in tenera età e coltivata nel tempo grazie alle letture e, in classe, al brain storming. Sono pienamente d’accordo: è come se crescendo si mettesse da parte questa abilità giudicandola inutile se non sei uno scrittore, e nei temi in classe mi ritrovo sempre descrizioni povere e piatte, che denotano una disattenzione dei teen ager alla bellezza del linguaggio e alla sua multiforme ricchezza e possibilità. Ne parlerò nel blog e linkerò questo post che ha stimolato in me una riflessione come mamma e come docente. Emma

  4. Caffenero Autore articolo

    Ciao, Emma. Attendo di leggere il tuo post. Oggi inserisco uno dei progetti promessi ieri: quello con le carte.
    A presto.

  5. Catia

    Grazie Daniela, per questo post.
    Nell’ultimo colloquio con le insegnanti di Matilde è venuta proprio fuori la difficoltà dei bambini ad arricchire i loro testi con gli aggettivi e le descrizioni.
    Matilde descrive molto bene quando parla ed espone oralmente, ma non nei testi scritti. Penso però che questa difficoltà sia anche legata proprio alla sua fatica (DSA) nello scrivere.

  6. Pingback: L’importanza del disegno per lo sviluppo linguistico « La scuola in soffitta – Il nostro homeschooling

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