Basta compiti!

Dopo l’estate sui libri delle vacanze, forse lo avremo detto in molti: “Basta compiti!”. Stanchi di esercizi, schede, riassunti, molti genitori vorrebbero uno strumento di studio diverso. Non sono i soli! Maurizio Parodi, un dirigente scolastico molto innovativo, ha raccolto in un libro il dibattito tra gli insegnanti sul tema compiti a casa. Sono veramente da eliminare? Come si possono sostituire? 

“Basta compiti!” (Maurizio Parodi – ed. Sonda) è frutto di una interessante riflessione scritta da un dirigente scolastico di larghe vedute che vorrebbe abolire i compiti a casa. La motivazione può essere così riassunta: per diventare utili devono essere svolti dopo aver imparato a scuola un metodo di studio, ma la scuola è diventata un luogo in cui si insegna, mentre a casa si impara. Parodi ha condiviso il testo in cui spiega questa tesi con molti insegnanti tramite un social network, riportando nel libro i loro commenti.

Sembra un argomento chiuso nell’ambito della scuola, affidato alla decisione finale dell’insegnante, escludendo le famiglie. Sappiamo bene invece che le famiglie non sono affatto estranee all’argomento. Anche se non possiamo chiedere di eliminare i compiti dei nostri figli, possiamo porci le domande che emergono da questo lettura e forse anche al compito più noioso troveremo una alternativa.

  • Che esperienza personale portano in classe i nostri figli? Nella loro fitta serie di impegni, hanno qualche occasione per fare esperienze dirette? Quelle su cui si lavora in classe per capire gli argomenti?
  • Cosa farebbero i bambini se non avessero i compiti? starebbero davanti alla televisione o ai videogiochi? È in questa direzione che finirebbe il tempo guadagnato dai compiti?
  • Come possiamo trasformare ciò che apprendono in strumenti per muoversi fuori dalla scuola?
  • Quali compiti e argomenti deleghiamo alla scuola, oltre alla didattica? Anche il compito di insegnare a ragionare? Argomenti importanti come il rispetto e l’autonomia?

Concludo con una domanda a tutti quei genitori che cercano delle alternative ai compiti standardizzati per tutti, che alternative avete trovato? Quali occasioni vi siete inventati per fare sentire “viva” la materia studiata? La scuola come vi ha sostenuto in questa direzione?

5 pensieri su “Basta compiti!

  1. mammozza

    Come insegnante tendo a dare pochi esercizi per il ripasso ma sono irremovibile che vengano fatti e ovviamente corretti in classe.
    Come mamma sono alle prime armi, ma in questo primo week end da scolaro della scuola primaria, la mia canaglietta avrà già diverse pagine da fare.

  2. Jessica

    Ciao Daniela, vorrei chiederti una cosa sull’argomento: che ruolo si assegna allo studio autonomo nel libro? E tu cosa ne pensi? Mi sembra chei compiti possano avere una grande importanza- se ben ideati- per abituare i bambini alla riflessione autonoma sulle prove e sui libri, mentre eliminarli potrebbe avere il rischio di privare i bambini di questo tipo di esperienza.

  3. Caffenero Autore articolo

    Ciao, Jessica.
    Sembra proprio che il compito “ideale” sia quello che porta a provare gli strumenti acquisiti a scuola. I compiti quindi dovrebbero essere piccoli progetti, mentre sempre più spesso sono lontani da questo esercizio. Io ti rispondo con tutto il mio blog: sono a favore di qualunque attività unisca il gioco all’apprendimento, stimoli la curiosità, la scoperta e il divertimento. Fino ad ora solo così ho trovato il modo di creare l’esperienza utile da portare in classe. Ieri siamo andati a vedere una fattoria, i miei due figli si sono messi a discutere su una questione che riguarda le foglie e io ho proposto di risolvere facendo un esperimento. So che lo seguiranno perchè hanno una loro teoria e io so che gli sto insegnando un metodo. In terza elementare purtroppo ho visto solo esempi simili a quelli che l’autore vorrebbe abolire, io li sostituirei con nuovi compiti è leggendo i commenti (nel libro) degli altri insegnanti penso che sia più difficile cambiare il loro metodo che tutti i libri del mondo.

  4. angelaercolano

    a me ultimamente stà aiutando molto la tecnologia perché attraverso app, CD, DVD, siti tematici, i Child imparano senza avere l’impressione di stare studiando credo che la scuola dovrebbe utilizzare molto di più questi strumenti, ad esempio a scuola di First hanno una lavagna interattiva e quando la usano lui torna a casa tutto gasato, come chissà che avesse fatto!

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