Fuoco a scuola

“Come va la scuola?” provo a chiederlo con un libro. Prima commentiamo le figure e poi leggiamo la storia. Il finale ci sarà di grande aiuto per riflettere sul significato di andare a scuola. Ho scelto “Fuoco a scuola” di Mario Ramos, edito da Babalibri.

Questo lupacchiotto è Lu a scuola. Non sembra molto allegro. Cosa gli sarà successo?

Nella stessa classe, Lu ha un amico di nome Ciccio, un maialino come tutti gli altri alunni della scuola. Cosa si dicono?

Mio figlio, come tanti bambini, esce da scuola con l’espressione triste e pensa di evitare domande con un semplice: “Non è successo niente di nuovo!”  Ho scelto questo titolo nel catalogo di Babalibri perchè mi sembra molto utile per invogliare i bambini a parlare di come vivono emotivamente la scuola. Provare a indovinare la storia, guardando le immagini è un’attività che inizialmente ho proposto come gioco, trovandomi di fronte un bambino che invece aveva i suoi pensieri da raccontare.

Nel libro, Lu viene accusato di aver dato fuoco alla scuola. Verrà richiamato, arrestato e quindi allontanato dalla famiglia.

E’ tutto un fraintendimento. Non è stato Lu. Lo hanno incolpato perché aveva dei fiammiferi, ma pur non amando la scuola, non è lui il colpevole.

Il libro racconta una storia che si presta a diventare metafora di molti disagi e paure che hanno  i bambini: essere messi da parte, non togliersi di dosso le colpe passate, restare cattivi per sempre.

Arriva un maestro nuovo, come la soluzione che mancava, l’idea che illumina la situazione.

Lu ha paura. Non è bravo a scuola e il nuovo maestro potrebbe accorgersene o sgridarlo, ma la storia ci regala un pensiero di coraggio.

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5 pensieri su “Fuoco a scuola

  1. Daniela Autore articolo

    Penso possa essere utile anche senza difficoltà. A volte di fronte alla discussione con un compagno vanno in crisi e non raccontano niente.

  2. Catia

    Io ho il problema opposto. Matilde la settimana scorsa ha preso in disparte la mamma di un suo compagno ( l’elemento di disturbo della classe, del resto c’è in tutte le classi) e le ha detto tutto quello che suo figlio combina a scuola.
    Matilde parla molto della sua vita a scuola intesa come interazione ed esperienze. Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni io non le chiedo mai: “Come è andata a scuola?”. Se voglio sapere come è andata una verifica le faccio la domanda diretta.

  3. Daniela Autore articolo

    Forse dipende dal carattere dei bambini. Noi andiamo a periodi: a volte si confida di più a volte di meno, soprattutto quando ha una parte di colpa. Alcuni aspetti della vita di classe, lui ad esempio li considera normali anche se lo mettono a disagio e non pensa di dovermeli dire per questo va creato un certo clima prima di avviare una conversazione seria, di quelle che partono dal visino cupo.

  4. Pingback: 10 Cose di cui i bambini farebbero volentieri a meno | La scuola in soffitta

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