La natura ai bambini: presentarla, spiegarla, avvicinarla

P1160299Che rapporto riescono a instaurare i abmbini con la natura? Di cosa avrebbero bisogno? quali occasioni gli stiamo dando?

A volte per me andare nel nostro paesino vicino a Trento è un cambio scarpe anche metaforico: dagli stivali milanesi agli scarpone di montagna. Cambio passo, cambio i pensieri, cammino di più e vedo le cose in modo diverso. Succedeva così in una mattina di inizio gennaio in cui avevo deciso di andare nel bosco da sola. Adoro il silenzio della montagna, il vento tra gli alberi e il rumore dei miei passi. Volevo scattare delle fotografie per i miei bambini, che avevano scelto una mattina ben più avventurosa sugli slittini. Guardando il bosco ho fatto tre ragionamenti diversi, che presi singolarmente sono il percorso a ritroso che ho seguito nel nostro homeschooling.
1- All’inizio della mia passeggiata raccoglievo rami, pigne, foglie del bosco riempiendomi le tasche di “materiale” per i nostri esperimenti scientifici. Non me ne sono resa conto subito, ma per non fare confusione lo spiego adesso. La natura ai miei figli passa dal punto di vista scientifico, sia dalla scuola che da me o dai libri che ci è più facile trovare. La studiamo, la osserviamo cercando di capire come funziona. La natura è una estranea, un insieme di fisica, chimica. botanica che vorremmo dominare. Però la mia passione per la filosofia sa che non si tratta solo di questo. Per secoli la natura è stata la scintilla del pensiero, non solo filosofico, ma poetico, artistico.

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2- Continuo la mia camminata, sono molto distante dal posteggio e non incrocio più nessuno. Il sentiero è ancora innevato: probabilmente non è passato nessuno da giorni (e mi conviene stare in piedi o non mi trovano più!). Raccolgo pigne di tipo diverso e penso alle raccolte di “art crafts” di PInterest, che vorrei tradurre con “lavoretti” ma mi dicono sia sminuente. Il mio bambino più piccolo sarà felice di pasticciare ancora con la colla, ma che natura è questa? Una natura come riserva di materiale pre-discarica: ci giochi, fai un lavoretto e poi la butti. Questi due bambini che non ricordano il calendario dell’avvento dell’anno scorso ma sanno a memoria ogni libro che abbiamo in casa, che idea si terranno in testa della natura finchè diventeranno uomini? Con il concetto di educazione, la natura per loro sarà rifugio anche solo per schiarirsi le idee come faccio io? o di una idea di lavoro? anche solo l’hobby del giardinaggio come il nonno?

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3- Decido di tornare indietro, si avvicina l’orario in cui ci siamo dati appuntamento con mio marito e i bambini. E’ un vero percorso di ritorno: sto facendo la stessa strada ma la vedo diversa. Prendo la macchina fotografica e trovo qualcosa che piacerà ai miei figli: i rifugi degli gnomi. Natura e gnomi è un abbinamento che io associo alla pedagogia Waldorf, la mia prima passione otto anni fa quando ho iniziato a proporre qualcosa di diverso ai bambini (ai tempi solo uno). Adesso mi sembra naturale, nonostante il gioco di parole: il mondo dei bambini è fatto di storie, di fantasia, di racconti, hanno la voglia e la capacità di vedere infiniti mondi in una scatola vuota. Hanno bisogno di fare esperimenti, di inventare piccole opere d’arte ma la parte “animistica” era sparita dai nostri pomeriggi di homeschooling. In questo periodo dell’anno scolastico in cui il grande a scuola impara tanti miti e leggende, cercare le storie legate alle piante o ai momenti della natura mi sembra la chiusura del cerchio. Mi serve solo qualche idea.

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In montagna è semplice avvicinare i bambini alla natura. Se li lascio liberi di esplorare un bosco, trovano da soli tante idee e tante storie. A casa, a Milano, invece? Cosa possiamo fare?

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4 pensieri su “La natura ai bambini: presentarla, spiegarla, avvicinarla

  1. alessandra starace

    Un parco può bastare, una passeggiata in mezzo al verde offre tantissimi spunti, il terreno, le foglie e i frutti degli alberi, gli alberi, gli uccelli, i rumori della natura, il cielo poi offre uno spettacolo costante, variegato e accessibile a tutti. E poi nei parchi è facile incontrare tanti tipi di persone, anziani, mamme, bambini, sportivi, uomini o donne con cani al seguito, sarà interessante osservare la loro relazione con la natura e riflettere su come relazionar si con essa.
    E se volete fare una lettura simpatica vi consiglio Klincus Corteccia.
    Ti consiglio anche un sito, che sicuramente conoscerai, wwww.ecopsicologia.it
    Scusa i se mi sono dilungata ma il rapporto bambini-natura mi sta profondamente a cuore,
    Un caro saluto Alessandra

  2. Daniela Autore articolo

    Ciao, Alessandra. Conosco ecopsicologia ed è un argomento che mi ha sempre interessato, per questo mi dispiace rendermi conto che ultimamente lo avevo messo da parte.
    La proposta di osservare come le altre persone si rapportino a un parco è davvero bella. Grazie
    Klincus Corteccia è nel ripiano dei libri da leggere da un paio di settimane, a questo punto non vedo l’ora che mio figlio mi dica cosa ne pensa.
    Ciao

  3. Pingback: Come costruire un bosco incantato con i bambini | La scuola in soffitta

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