Non è una scatola – ed. Kalandraka

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Questo venerdì parliamo di creatività e bambini. Sembra un argomento scontato, perchè basta lasciarli liberi di fare ciò che vogliono. E’ sempre così? Sanno sempre come inventare un gioco nuovo? Ho usato il libro “Non è una scatola” (di Antoinette Portis – ed. Kalandraka) per misurare la creatività dei miei due figli, perchè crescendo qualcosa cambia.

“Non è una scatola” è un libro stupendo nella sua semplicità. Una mamma parla tramite pagine prive di immagini, come se fosse in altra stanza impegnata in tutt’altro e chiedesse da lontano:

Perchè stai seduto in quella scatola?

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Voltando la pagina leggiamo la risposta del nostro piccolo pratogonista che, sempre più indispettito dalle domande prive di immaginazione della mamma, risponde ogni volta che non è una scatola.

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La creatività dei piccolo protagonista, che impersona un bambino ma con le sembianze di un pelusche della buona notte, sembra non avere limiti e il gioco domanda-risposta con la mamma anche. Alla fine il piccolo inventore dovrà riconoscere che effettivamente quella non è una scatola: è una NON-SCATOLA.

“Non è una scatola” è stato citato come Libro Speciale dall’Associazione Americana delle Biblioteche ed è inserito nella lista dei centro libri da leggere e condividere della Biblioteca di New York.

E’ in casa nostra da qualche settimana e mi ha permesso di fare un’osservazione sulla creatività dei miei bambini. Quali sono diventate le loro non-scatole crescendo? Il mio più piccolo ha 4 anni per lui ogni scatola diventa un garage, un’automobile (se riesce ad entrarci) o una casa per i suoi giochi preferiti. Il più grande, ha 8 anni, nella sua carriera di inventore ha avuto molte non-scatole:

  • un paraspifferi giallo (mai usato come paraspifferi ma come serpente, spada, recinto, cintura dei super poteri, albero ecc)
  • un tubo per idraulica (che devo aver provato a buttare molte volte ma mi sorprendono sempre con le mani nel sacco) che è stato spada, chitarra, ostacolo da saltare, racchetta da tennis ecc
  • ogni minimo avanzo di carta stagnola
  • attualmente c’è un mio pareo da mare che è entrato nella top ten dei loro giochi come: capanna, foresta dei dinosauri, travestimento, amaca, ecc.

Entrambi i bambini leggono molto spesso questo libro e ho notato che se il piccolo ride e lo riapre appena arrivato alla fine, il grande invece, che ognitanto si ferma di fronte alla pagina bianca, si alza e vuole andare a fare qualcosa. La creatività è frutto del buon umore? Questo mi ricorda uno scrittore di romanzi che diceva: “Se leggere uno dei miei libri vi fa venire voglia di uscire e andare magari a comprarvi un cappotto nuovo io sono felice.”

Quali sono le non-scatole dei vostri bambini?

 

 

 

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12 pensieri su “Non è una scatola – ed. Kalandraka

  1. mammozza

    Conosco benissimo questo libro, siamo andati alla presentazione in una libreria seguita poi da un laboratorio, meraviglioso. Da allora siamo diventati dei gran rompitori di scatole di cartone, nel senso che sia io che la canaglietta facciamo incetta di scatoloni per utilizzarli nei più disparati modi (ho una pagina sul blog che li racchiude). Se pensi a quanto poco può bastare a un bambino per giocare e inventare, non ti capaciti della moltitudine di giochi supercomplicati e già strutturati che si producono e si vendono.

  2. alessandra

    Curioso Daniela: oggi è la seconda volta che mi imbatto in questo libro.
    La prima è qui: http://ilfavolosomondodiamelia.blogspot.it/2013/01/non-e-una-scatola.html
    Conto di prenderlo e di utilizzarlo nella versione in lingua originale, è facile da capire perchè le parole si ripetono e il messaggio passa comunque.
    Abbiamo usato molte scatole nei laboratori Munari e le loro non-scatole sono soprattuto rifugi e case.
    Due estati fa la mia vicina aveva fatto incetta di scatoloni in vista del trasloco ma i miei figli (con la sua complice, pero’…;) ) ci hanno giocato tutta l’estate: case arredate. Le scatole sono andate distrutte, ovvio, ma ne valeva la pena. Hanno giocato solo con quelle e con una tale concentrazione!

  3. Pingback: Venerdi’ del libro: Mani in gioco | Homemademamma

  4. ateaforu

    Molto interessante, non lo consocevo. Anche io adoro vedere e conoscere le non-scatole dei miei bimbi e deli loro amichetti. QUella che ricordo meglio era un elmo nato dalla scatola del pandoro, E la più tenere vederli prendere gli imballaggi dei mobili ikea e mentre noi li montavamo, loro creavano dei disegni che oggi sono diventati dei quadri …di cartone!

  5. Stefania

    Bhè, da noi vanno alla grande le coperte da usare per fare le casette, per delimitare il perimetro della loro abitazione immaginaria… ma anche pacchetti di fazzoletti di carta che diventano automobili o recinto di una lunghissima strada… fazzoletti di carta che diventano abiti per le bambole, ciabatte che si trasformano in barchette o navi da crociera… e la lista si potrebbe allungare a dismisura 😉
    Poi, se mi permetti, devo anche notare che i miei figli – serà perchè hanno solo 18 mesi d’eta di differenza l’uno dall’altra – giocano molto con “non scatole” inventando mille storie e passando delle ore di massima serenità e divertimento… Mi ritengo una mamma fortunata per questo, lo sai? Dici che non dovrei? Io mi ritengo tale! Poi magari in futuro le cose cambieranno e magari inizieranno a distruggere casa e a non accontentarsi più di nulla ma mi auguro tanto che non sia così.

  6. Pingback: LA RASSEGNA: VIVERE LA CREATIVITÁ E PENSARLA… “NON É UNA SCATOLA” | libripersognare

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