Una ricerca a prova d’aula, una revisione transculturale

programma italianoNell’era della condivisione cresce l’esigenza di insegnare anche ai giovani a rendersi partecipi dei pensieri che animano la storia della letteratura. I grandi autori hanno lasciato un segno che a volte le antologie non riescono a rendere vivo e interessante. Gnisci e Cipollari hanno proposto un percorso didattico per affrontare i grandi temi letterari con lo spirito di partecipazione di chi si pone delle domande. Ne emerge un metodo accattivante che può essere sperimentato sul percorso proposto e usato come modello per altri argomenti. “Una ricerca a prova d’aula. Per una revisione transculturale del curricolo di italiano e di letteratura” edizioni la meridiana.
Tutti ricordiamo le vecchie antologie con stralci di opere famose che venivano sottoposti agli studenti come corpi da vivisezionare, soffermandosi a volte più sull’analisi del testo che del pensiero. Leggendo le opere complete, magari a distanza di anni, quelle analisi svanivano in favore di idee e riflessioni. Forse da giovani non si ha la maturità di pensiero necessaria per avvicinarsi al ragionamento di grandi autori o forse il mezzo dell’antologia non aveva la forza di trasportare un giovane studente in un’opera passando solo per un estratto. La soluzione migliore sembra proprio trovare il modo di rendere il pensiero di uno studente non solo capace, ma importante.
Gnisci e Cipollari nel libro “Una ricerca a prova d’aula” propongono un approccio alla letteratura che definiscono “transculturale” perché coinvolge diversi campi del sapere oltre a più strumenti. Il testo si compone di due sezioni: nella prima gli autori illustrano le necessità e l’utilità di approccio nuovo, nella seconda illustrano dei percorsi adattando il tema (universo, ambiente, fratellanza) alle fasce scolastiche con proposte per la scuola d’infanzia, per la primaria di primo grado e per quella di secondo grado.
Il suggerimento di questo percorso è diretto principalmente agli insegnanti come modello per costruire il programma in classe, ma l’idea di sperimentarlo a casa è particolarmente utile per due motivi: ogni percorso nasce dalla lettura di un libro di narrativa insegnando anche a costruire una capacità di riflessione da ciò che si legge, in secondo luogo diventa un modello di studio da imparare e trasferire sui nuovi argomenti che affronteranno a scuola.
Come madre di due bambini di età diverse, mi piace molto l’idea di avere due esempi di percorsi differenziati per arrivare a parlarne insieme.

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