Chi vuole un paese senza pompieri?

pompieriChi vuole un paese senza pompieri? E’ un servizio primario, lo so, ma voi siete consapevoli di esserne già senza? Leggete cosa ho scoperto e andate a cercare la vostra caserma di competenza.

Sabato scorso eravamo in giro per mobilifici: ci servono due lettini nuovi per i bimbi. Eravamo a Lissone, uno dei centri famosi per l’alta concentrazione di mobilifici. E’ a nord di Milano.

Mentre noi guardiamo una vetrina, i bambini guardano di fianco al negozio: c’è una caserma dei pompieri e dal numero di bambini che girano sembra sia la giornata aperta al pubblico. Entriamo anche noi.

Come molti coetanei, i miei bambini amano i pompieri: hanno riproduzioni in miniatura delle autopompe, hanno libri sui pompieri, oltre a essere fan del cartone animato “Sam il pompiere”. La caserma, la pertica, le divise, la sirena, c’era un mondo di meraviglia per loro. Finché al papà viene spontaneo scambiare due chiacchiere.

“Sono aperte tutte le caserme oggi?”
“Non saprei” gli risponde un pompiere “noi siamo una caserma di soli volontari.”
“Come soli volontari? Ci sarà qualcuno assunto?”
“No, abbiamo fatto tutto noi, anche parte dell’autopompa”.

Lissone è una città molto grande, non ci abito, ma la conosco bene. Come è possibile che non ci fosse una caserma? Così ci raccontano che sono in 60 volontari, fanno a turno: un giorno o una notte ogni 7 giorni. Questa caserma ha una media di 700 interventi l’anno, due al giorno: di certo non si va mai lì per scaldare la sedia. Tutti di lavoro fanno altro. Se hanno il turno di notte, entrano in caserma alle sette di sera e ci restano fino alle sette di mattina.

“Se vi chiamano alle 6 e dovete andare a lavorare?”
“Non possiamo certo dire di no, ma finiamo qualche volta ad avere problemi al lavoro. Se il turno è di giorno prendiamo ferie.”
“Avrete qualche riconoscimento. Vi danno delle ore di permesso come era una volta per i donatori di sangue? Avete qualche indennizzo?”
“No. Nemmeno fondi. Vendiamo torte, organizziamo tornei di beach volley o altre occasioni. Siamo riusciti a comprare una videocamera speciale che ci permette di rilevare la presenza umana nel fumo intenso.” (Li chiamano anche in base alle attrezzature che hanno a disposizione)

Il Ministero si appoggia in pieno sul volontariato, ma non siamo in ospedale dove i volontari salgono sulle ambulanze con i medici o aiutano gli infermieri in corsia, qui ci sono solo volontari. Chi ci accompagna nella visita della caserma ha la fede al dito, da moglie immagino che questo tipo di volontariato si faccia in due: chi esce di casa e chi ti sostituisce in famiglia.

“Il volontariato è un valore e abbiamo una scuola il sabato per i ragazzini: fanno attività fisica, i piccoli disegnano, però intanto imparano cosa vuol dire aiutare” (aggiungerei: imparano a dare senza ricevere).

Continuiamo la visita e ci spiegano come funziona il carro fiamma, per intenderci è il furgoncino senza acqua che interviene negli incidenti stradali. Pinze, attrezzi, pistoni per stabilizzare le auto, attrezzi per tagliare la carrozzeria.

“Il carro fiamma non è per tutti, serve davvero sangue freddo.”

Non è per tutti e non è da tutti, ma se un giorno vi stancaste, noi come faremmo? Intanto, grazie.

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11 pensieri su “Chi vuole un paese senza pompieri?

  1. thesunmother

    È davvero preoccupante che non ci siano sovvenzioni statali, dato che si tratta di un servizio per la pubblica sicurezza. Questi volontari, per quanto mi riguarda, sono già tutti eroi.

  2. anna disorganizzata

    il tuo post è davvero interessante! devo condividerlo..perchè ha dell’incredibile. Ha dell’incredibile che un Paese metta nelle mani esclusive di volontari un servizio così importante, ed ha dell’incredibile che dei volontari dedichino tempo, risorse e qualche volta anche la vita senza avere nulla in cambio..spesso nemmeno un grazie!!

  3. Daniela Autore articolo

    Anna, ti riferisco cosa ha detto mio marito, che aggiunge un aspetto alla lista: “Io non potrei mai farlo perchè tu mi diresti ogni due secondi di stare attento, di non farmi male o di smettere”. Io sono una fifona e stimo queste famiglie e mogli di questi uomini perchè serve davvero un appoggio in casa per fare il volontario nei pompieri.

  4. Alessia

    Buongiorno Daniela,
    non conosco la realtà di Lissone ma per quanto ne so non dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere così da nessuna parte anche perchè il vigile del fuoco ha competenze varie e molto sèpecialistiche con corsi e addestramenti varie, comunque farò leggere il post al mio compagno che è pompiere professionale (assunto dal comando) e caposquadra e chiederò com’è possibile una cosa del genere. Quello di cui sono sicurissima è che è un corpo lasciato allo sbando soprattutto per fondi ed organizzazione, ogni santo giorno devono lottare contro questi problemi, tanto che spesso dei mezzi specialistici vengono tenuti fermi perchè non ci sono i soldi per piccole riparazioni o anche per la benzina e la popolazione non lo sa perchè i telegiornali non lo dicono. Stessa cosa per chi ha competenze particolari, non ci sono indennità particolari per nessuno e gli stipendi correlati al rischio continuo sono molto bassi. Oltretutto credo che sia uno dei pochissimi (forse l’unico) lavoro in cui si fanno ancora turni di 12 ore filate, quando il padre del mio compagno era anche lui vigile del fuoco i turni erano addirittura di 24 ore, pensate un po’ che roba!

  5. Daniela Autore articolo

    Ciao, Alessia. Rientri nel gruppo delle donne a cui facevo i complimenti poco sopra. Turni di dodici ore sono pesanti, soprattutto per la lucidità che l’impiego richiede. Mi chiedo non solo perchè i giornali non ne parlino, ma perchè quando ci si avvale così pesantemente del volontariato non ci sia almeno un riconoscimento.

  6. AGT

    Nel caso del mio compagno però non è volontariato, ci sono dei pompieri che chiamano “volontari” e che hanno un altro lavoro ma gli spetta un permesso quando vengono chhiamati a fare un sevizio al comando (comunque raramente, diciamo 1-2 volte all’anno) ma sono comunque retribuiti per quelle ore che svolgono. Quindi non ho idea di come sia possibile che a Lissone la cosa sia completamente diversa, e per quello che so è così in tutti i comandi d’Italia i pompieri sono assunti e devono fare dei corsi specifici sia per essere vigili “normali” più altri per essere autisti (portano mezzi anche grandi in sirena e quindi con un rischio maggiorato rispetto a chi guida mezzi della stessa stazza ma in condizioni normali) e infatti hanno una patente speciale che corrisponde alla C ma che ha un altro nome perchè è una patente presa nel corpo militare (i pompieri sono un corpo militare a tutti gli effetti) e altri corsi e concorsi interni per fare i capi squadra, ecc.
    Insomma mi sembra strano che là sia tutto lasciato “al caso”, ma comunque chiederò e magari vi dico qualcosa di più preciso…

  7. Daniela Autore articolo

    Alessia, non ho detto che sia lasciato al caso. Questo assolutamente no. Il fatto che siano volontari non esclude che facciano corsi (li fanno anche come scuola ai giovani), che abbiano una organizzazione, una struttura ben gestita e siano preparati. Ieri su facebook questo post è stato rilanciato molte volte, interpellando in più occasioni altri Vigili del fuoco che potessero confermare e lo hanno fatto. Forse questa è l’unica caserma in Italia interamente di volontari? non lo so. Per il servizio che coprono, per l’importanza che ha questo servizio mi sembra già notevole che non abbiano permessi. Non so se qualcuno gli copra l’assicurazione. Questa caserma è tutta solo di volontari: c’è un caposquadra, i compiti si dividono in base all’esperienza e alla preparazione, come è giusto che sia. Non ho fatto solo le domande che ho riportato. Ci sono stata molto: anche a me sembrava incredibile, ma me lo stanno confermando.

  8. Sybille

    L’Alto Adige senza gli oltre 300 corpi di vigili del fuoco volontari non esisterebbe piú (faccio notare che siamo in zona alpina, cioé é pieno di alberi, case di legno ecc, insomma il rischio di incendi é alto)… se non ci fosse questa struttura in ogni paese e in ogni valle, non si riuscirebbe mai a intervenire in tempo quando serve. Se ti interessa, qui i vigili del fuoco volontari sono organizzati cosí: http://www.lfvbz.it/it/informazioni/il-servizio-antincendi/324-0.html

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