Perchè la scuola non riesce a crescere dei lettori e la famiglia invece sì?

P1170525La scuola non insegna ad amare i libri: insegna ad analizzare testi, a riconoscere stili e a elaborare riassunti ma non ad amare i libri. La famiglia invece ci riesce. “Facile!” direbbe qualcuno, pensando che accontentiamo i bambini su ogni richiesta o che spacciamo due righe al giorno come “lettura intensa”. Ma non è così! E’ una battaglia aperta e quanto ti sembra di aver vinto, basta poco (normalmente non scopri cosa sia stato) e di fronte a un nuovo libro ti rispondono: “Non mi piace!” prima ancora di aprirlo. La lettura come altre cose è un amore che cresce in famiglia e che cresce con la famiglia. Vi racconto cosa ci è successo.

Servirebbe una premessa sul titolo scelto, che lo dico subito è Peter Pan. E’ il primo libro che ho comprato con una mancia prima ancora di saper leggere. Fu una scelta difficile, perchè la mamma non mi lasciava mai comprare le cose a prima vista, dovevo pensarci e poi tornare se ero sicura. Avevo scelto un libro in versione Disney di Peter Pan, letto e riletto, arrivato fino ai miei bambini che ne apprezzavano solo la parte con la mappa dell’Isola che non c’è.

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Relegato a libro per bambini, mi sono incuriosita nuovamente a questa storia dopo aver visto il film Neverland che la presenta quasi come una storia d’amore tra l’autore e una vedova, madre di cinque figli, per la quale vorrebbe che il tempo non passasse mai perchè è malata.

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Complice uno dei nostri viaggi Trento-Milano, dovendo fare una strada un po’ più lunga del solito, ho messo il cd dell’autodiolibro che avevo trovato in biblioteca. E’ così che questo lungo viaggio in auto, tra le nuvole, le curve e gli orridi ha incantato tutti. Strano ma vero nessuno si è lamentato del mal d’auto e nemmeno della noia.

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Farsi leggere un bel libro è un piacere che sto riscoprendo anch’io. Mi piacciono le storie raccontate, soprattutto mentre fuori vedo la neve, il tempo che cambia e il paesaggio che mi incanta.

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Avremmo mai letto tutto il libro a casa? Forse non adesso, però lo abbiamo. L’audiolibro dura 5 ore. Noi dopo tre ore eravamo già a casa, ma la storia era arrivata solo a metà. Cosa poteva succedere? L’inevitabile: che la sera il maggiore dei miei figli nascondesse sotto il cuscino il libro per proseguire la storia, che ieri non si potesse uscire di casa perchè doveva sapere il finale e anche una volta convinto a seguirmi per fare la spesa è tornato a casa di corsa per finire il racconto.

Abbiamo ascoltato “Peter Pan letto da Alessio Boni” – Emons Editore ed è il mio consiglio per questo venerdì.

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Perchè la scuola non riesce a crescere dei lettori e la famiglia sì? Semplice, perchè non ha tutte queste occasioni, noi invece sì, quindi che dire? mi dispiace questa volta la partita l’ho vinta io!

P.S: Non solo abbiamo incontrato una casa che aveva alzato in giardino una tenda indiana per i bambini, ma anche un pub di nome “Peter Pan”. A volte mi va proprio di lusso!!

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18 pensieri su “Perchè la scuola non riesce a crescere dei lettori e la famiglia invece sì?

  1. mammadifretta

    e’ vero che la scuola non ci riesce, specie se qualcuna si inventa il libro da leggere ogni mese e di cui portare il riassunto.
    Come sì, ti va proprio di lusso.

  2. Jessica

    Senza la famiglia il lavoro della scuola diventa davvero difficile, anche se nel mio caso ad esempio, che a casa venivo invitata a non leggere troppo velocemente e “a farmi durare” un libro, la scuola ha quasi tutto il merito, o meglio non la scuola in sé, ma l’incontro diretto con i libri grazie agli infiniti elenchi di letture consigliate dai prof che divoravo nelle lunghe ore estive 🙂

  3. perfectioconversationis

    Sono assolutamente d’accordo sul ruolo strategico della famiglia in questo ambito. Noi leggiamo ad alta voce, e poi ancora e ancora e ancora. I miei figli coprono tutte le varianti da lettore accanito e maniacale a buon lettore, ognuno con gusti e stili ben definiti. In casa nostra i libri sono davvero ovunque, anche se non abbiamo mai provato gli audiolibri. Secondo me la propensione alla lettura ha un coefficiente personale, ma si può incrementare con pochi mezzi:
    1. lettura ad alta voce, non solo quando sono piccolissimi;
    2. tanti libri, di vario genere, a disposizione;
    3. essere in primo luogo noi genitori dei buoni lettori;
    4. lasciare del tempo libero;
    5. proporre libri, parlarne, andarli a cercare insieme.
    Ultima nota, i vari insegnanti che hanno avuto i miei figli hanno proposto la lettura in modi diversi, alcuni efficaci, altri a mio avviso controproducenti: il migliore è sicuramente il maestro del novenne, che sin dalla prima ha costantemente un libro da leggere in classe ad alta voce , ha letto libri di Dahl, Piumini, Rodari, una riduzione del Cyrano de Bergerac… così, per il puro piacere, senza compiti, senza riassunti, lentamente e continuativamente. E son tutti libri che mio figlio ricorda in maniera vivida e con piacere!

  4. libera mente

    Ciao Daniela, ultimamente penso che la scuola faccia passare la voglia di leggere perché slega il significante (le lettere, le parole) dal significato (il contenuto, l’interesse). Sfogliando alcuni libri della prima elementare ho visto che, per insegnare a leggere, in alcuni casi (non voglio generalizzare) si propongono frasi prive di senso e di interesse tipo : L’APE PIA VA A SCUOLA…. davvero non si può fare di meglio? Corro a procurarmi l’audiolibro che ci consigli. Grazie!

  5. Mammozza

    Primo: mi cerco subito l’audiolibro perchè Alessio Boni ha il suo perchè (scusa la ripetizione) e di viaggi ne facciamo, anche solo per andare a scuola nel paese vicino.
    Secondo: maestro che legge in classe bello, ma soprattutto che lo fa solo per il gusto di leggere, senza correlare il piacere ad una scheda spesso noiosa.
    Terzo: mi ricordo la seconda media, un’ora di sostituzione, prof di Italiano ci legge Buzzati (Il colombre, Sette piani d’ospedale), silenzio pazzesco in classe (compresi il destruction team), suona la campana, lettura non finita, suppliche a iosa per finirla ….
    Quarto: concordo pienamente con pentalogo di perfectio conversationis. I libri devono essere vari, alla portata (bagno, cucina, auto e non solo comodino). Aggiungo che siano considerati come un dono prezioso (nel senso di valore).

  6. Daniela Autore articolo

    Voi parlate di maestri che leggono e mi viene in mente Pennac che convinceva i suoi alunni a non spaventarsi dei libri lunghi calcolando la velocità di lettura giornaliera: se riuscivano a leggere 30 pagine, un libro di 300 sarebbe finito in 10 giorni e detto così sembrava accessibile.

  7. Catia

    “I libri devono essere vari, alla portata (bagno, cucina, auto e non solo comodino).”
    In questo ci siamo alla grande. Li abbiamo veramente dappertutto!!!
    A me piace molto leggere ad alta voce a mia figlia, alcune volte glielo propongo e lei mi dice “No mamma! Stasera leggo da sola”. Ci sta! Capita poi che io, di mia spontanea volontà entri nella biblioteca comunale e prenda un libro che mi sembra adatto a lei e acc… non azzecco!!!
    Andare in biblioteca insieme è sicuramente la cosa migliore e non solo a cercare e prendere libri, ma fermarsi a consultare, leggere, cercare, insomma “perderci” del tempo.
    La nostra amica Sybille come sapete è un’amante degli audiolibri e proprio in uno degli ultimi commenti ad un mio post in cui consideravo che Matilde crescendo non condivide più alcuni momenti passati insieme a fare lavoretti o altro, mi suggeriva di “pasticciare” ascoltando un audiolibro. Momenti preziosi da trascorrere insieme, magari facendo ognuno ciò che più ci piace ma ssaporando il piacere della lettura ascoltata.

  8. Pingback: recensioni libri per adulti e bambini | Homemademamma

  9. Federicasole

    Anche io ho scoperto solo dopo la scuola il piacere della lettura perchè nell’estate della prima media ci dettero 10 libri da leggere con scheda dei personaggi e riassunto, li odio ancora quei titoli…..dopo per fortuna e grazie alla famiglia, mi sono riavvicinata alla lettura con piacere, ma mi mancano ancora molti classici……..devo rimediare!

  10. Pingback: Come stimolare la lettura nei bambini | La scuola in soffitta

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