La perduta leggerezza

leggerezzaSe vi proponessi di parlare del concetto di essenziale ai bambini, forse mi rispondereste che è troppo astratto, troppo filosofico e non ci riuscirò senza annoiarli. Guardiamo allora queste nostre giornate estive: nel cambio armadio scartiamo quello che non serve, nel mettere via i quaderni di scuola appena finita teniamo solo ciò che è importante, per fare spazio in camera e giocare di più per terra abbiamo scelto i giochi da tenere e quelli da regalare o scartare. La filosofia nella vita dei bambini entra da qui, come la splendida storia di “la perduta leggerezza”.

Il mio consiglio di lettura per questo venerdì del libro è un titolo di Topipittori, La leggerezza perduta di Cristina Bellemo e Alicia Baladan.

C’era una volta, tanto tempo fa, un castello. Un castello di quelli che c’erano una volta, per l’appunto. Dentro al castello ci stava un borgo intero e a capo del borgo, e anche del castello, come si conviene, stava un re. Ma a guardarlo bene, quello non era mica un castello come gli altri.

Era un castello su una nuvola.

Leggerezza1

Tutto sembra semplice in questo bellissimo castello che nessun nemico può minacciare. L’unico problema sembra il governo di un re distratto, Re Celeste Centoventitre, che non si era accorto di quanto il castello fosse in pericolo. Diversamente dalle storie classiche, qui il pericolo non sono i nemici che non saprebbero come raggiungere la nuvola, qui il problema è il peso del castello. Ci sono troppe cose, troppi oggetti inutili: si rischia di fare un buco nella nuvola e cadere di sotto! Bisogna correre ai ripari: che ognuno guardi tra le sue cose e getti dalla torre più alta quello che è superfluo.

Leggerezza2

Cade di tutto da quella torre! Qui devo dire che l’abilità delle allegorie è un premio alla fantasia: l’indifferenza è rappresentata con i pattini supersonici che fanno passare davanti alle persone così veloci da non salutare. Ogni oggetto scartato è un invito per i bambini a chiedersi cosa possa rappresentare: l’amore assente, l’ossessione per la bellezza, i fanatismi, ecc.

Tutti gli oggetti vengono raccolti dalle guardie del re, portati su un’altra nuvola,  dove lui va in vacanza e dove si allestisce un Museo del Superfluo. Tutti lo vanno a vedere, ma qualcuno entrando scopre che…

Non vi svelo cosa scopre, perché se quello che vi ho descritto fino a qui vi è sembrato bello, il pensiero finale lo è ancora di più. Leggetelo! leggetelo con i bambini, magari di sera quando gli chiedete come è andata la giornata.

Buona pulizia! perché so che alla fine vi verrà voglia di leggerezza.

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10 pensieri su “La perduta leggerezza

  1. Catia

    Bellissimo!
    Inseguo la leggerezza da tempo e cerco faticosamente di trasmettere questo pensiero a Matilde. Mica sempre di riesco. Anzi ho ancora tante ricadute purtroppo!

  2. Daniela Autore articolo

    Non è un concetto semplice. Poi dipende anche con cosa ti devi scontrare. Ad esempio, il mio maggior nemico non sono i giocattoli vecchi che rimangono in giro nella stanza, ma le fisse che arrivano dai compagni di scuola su cosa sia necessario (cellulare, maglietta con personaggio, scarpe-pattini ecc). Però prenderla alla larga aiuta. Catia, mi consola sapere che non è semplice nemmeno per altre mamme. Grazie

  3. Daniela Autore articolo

    Hai avuto la mia stessa impressione: i bambini prendono per divertente l’elenco di oggetti strani, i grandi li aiutano a capire cosa simboleggiano. A me piace tanto

  4. Irene

    Bello, il concetto di essenzialità. Io credo che in realtà i bambini lo abbiano estremamente chiaro, che siamo noi -la società adulta- a farglielo perdere. Bella la metafora del castello messo in pericolo dall’eccesso di possesso… Mi segno il libro nella wish list!

  5. Beat

    Il mio piccoletto è ancora troppo piccoletto (ha 3 mesi e mezzo…) quindi per il momento mi limito a leggergli filastrocche tanto per fargli sentire il suono delle parole e vedere le figure ma mi ha incuriosito il titolo del libro, trovato sul “venerdì del libro” e comunque anche la descrizione della storia e le illustrazioni mi piacciono…
    Considera che anche prima di diventare mamma collezionavo libri per ragazzi, da quando sono piccola non ho mai potuto fare a meno di smettere di comprare quelli con le illustrazioni migliori o il testo più romantico…

  6. Pingback: Il ruggito della mamma tigre recensioni | Homemademamma

  7. mammozza

    Lo cercherò senz’altro. Sono un’accumulatrice spesso di tesori poveri: conchiglie, rametti, vestiti che non metto più e la canaglietta sta imparando a seguire il mio esempio. Questa lettura potrebbe aiutare entrambi a fare scelte diverse.

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