Lettera da una mamma: Scuola o homeschooling?

ID-10046758Ho ricevuto questa bella mail da una mamma che mi chiede uno scambio di opinioni. D’accordo con lei, la pubblico perchè ci piacerebbe conoscere anche altri punti di vista.

Ciao Daniela,
sono Chiara e ti seguo “silenziosamente” da diverso tempo ormai. Amo moltissimo il lavoro che fai sul sito, la tua ironia e tutto ciò che riesci a fare con i tuoi bimbi. Ti seguo silenziosamente perché non ho l’abitudine di commentare, forse mi sento di entrare troppo nelle vite delle persone.
Comunque… io ho 3 bimbi, una di 11 anni, che oggi ha iniziato la prima media, uno di 5, che frequenta i grandi alla scuola dell’infanzia ed uno di 2. La grande è in affido con noi da quattro anni e quando è arrivata io non avevo particolari pensieri sulla scuola ed è stato naturale iscriverla. Ha trovato maestre di buon senso e questo per il suo sviluppo è stato importante. Il secondo va a scuola con un po’ di mal di pancia, scuola bellissima, percorsi didattici davvero ottimi, l’anno scorso per alcuni motivi abbiamo attraversato un periodo davvero difficile.
Ti scrivo perchè sono molto dubbio sulla scuola non so se iscriverlo l’anno prossimo o tentare dei percorsi formativi alternativi. Sono una pedagogista, molto affascinata dal metodo Montessori, lavoro quotidianamente con le scuole e ne conosco limiti, risorse e sforzi.
Credo profondamente nella partecipazione attiva dei genitori e vorrei creare un bel dibattito serio e non fazioso su questo argomento. Ma in rete non trovo niente, perchè o sono tutti a demonizzare la scuola, che sembra un campo di concentramento, o a demonizzare gli homeschoolers, che sembrano dei pazzi sciamannati figli dei fiori…
Siccome tu, nei tuoi interventi, mi sei sempre sembrata equilibrata, chiedo a te e per questo ti scrivo: cosa ne pensi? Perchè hai scelto di mandare i tuoi a scuola?Grazie infinite, spero di non averti disturbata.
Grazie infinite.
Chiara

Ciao, Chiara.
Che bella mail! grazie.
Nel gruppo Schoolmommies ci sono molte altre mamme che hanno fatto la mia scelta: scuola tradizione + attività extra senza stress.

La nostra attività di homeschooling è iniziata su uno spunto della maestra di mio figlio maggiore, quando lui era in prima elementare. Alla prima riunione con i gentiori lei ha spiegato le difficoltà della scuola e ci ha chiesto di essere molto presenti perchè i bambini in classe erano tanti. “Cosa possiamo fare?” le hanno chiesto e lei ha risposto: “Il programma in prima elementare è un percorso per apprendere delle abilità più che nozioni, queste abilità serviranno per tutta la loro carriera scolastica, a volte di più a volte di meno. Potete trovare delle attività da fare con i bambini, dei giochi”.
Tornata a casa ho iniziato a pensare a questo suggerimento. Sono sempre stata una mamma su internet: cercavo idee, giochi, consigli sui pannollini lavabili, sull’allattamento, viaggi. Ho scoperto così cos’è l’homeschooling e quante possibilità offriva. Mio figlio però stava già frequentando la scuola.
Io avevo un lavoro fisso e – per dirla alla Montessori – la scuola era utile per “parcheggiare” i bambini (non ricordo in quale libro lo scrive).
Ti confesso che ogni estate a settembre ho mille dubbi. Lontani dall’ambiente scuola i bambini crescono tantissimo. Io ho due figli: 9 anni e 4. Il grande quest’estate mi ha stupito per come ragiona da solo, cosa che vicino ai compagni a volte è difficile. Il piccolo ha imparato a parlare molto molto meglio.

Noi viviamo tra Milano e Trento (valli, non città). Se abitassimo in montagna, sceglierei l’homeschooling senza dubbi. In città mi sembra una scelta troppo complicata per molti motivi, poi magari è un difetto di come vedo io questa città sempre di corsa.

Come molte altre decisioni che riguardano i propri figli, devi sentirla dentro di te. Metti in conto l’impegno, il ritmo, il confronto con gli altri, come reagiscono i tuoi bambini a stare “isolati”.

Per concludere con la domanda che mi hai fatto, ti voglio dire che io non sarei stata in grado di impostare le basi dell’apprendimento, quelli che nell’ambito scolastico sono “i prerequisiti” perchè non ho fatto studi da insegnante. Ad esempio, se tu mi dici di insegnare i mesi, io parto e te glieli faccio imparare a memoria. O almeno questo è quello che avrei fatto. Dopo aver visto i quaderni di mio figlio, invece, so che va costruita l’idea di tempo, di sequenza temporale che non serve solo per capire il discorso dei mesi ma anche per raccontare un evento in modo coerente (e qui penso ad alcuni adulti che raccontano e non si capisce niente). Un altro esempio classico è insegnare a scrivere. Molte persone credono che si possa imparare facendo le schede di prescrittura fino ad arrivare a tracciare bene una lettera dopo l’altra. Questo a volte lo pensano le mamme di bambini piccoli, che non hanno ancora visto cosa succede quando passano dalla matita alla penna o dalla scrittura libera a quella veloce.

Se è al rapporto con i figli che pensi, quello che ti permette di costruire con tuo marito un progetto educativo per loro, sappi che anche entrando a scuola non è perso. Il tuo ruolo di mamma sarà sempre invocato e chiamato in causa.
Io ho scelto di mandarli a scuola per apprendere le basi da una persona diversa da me. A casa io faccio la mamma con quello che serve. Spero di esserti stata d’aiuto.

Avete un consiglio da dare a Chiara per aiutarla a mettere sul piatto tutte le variabili e fare la sua scelta?

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10 pensieri su “Lettera da una mamma: Scuola o homeschooling?

  1. MammaElly

    Che bello, questo scambio!
    Mi piace la pacatezza e la lucidità con cui entrambe avete analizzato la cosa.
    Che dire, è tutto molto personale: dipende dalla nostra storia, dal nostro modo di pensare, ma anche e soprattutto dal nostro modo di vivere la genitorialità.
    Noi viviamo l’home-schooling come un’opportunità, come un bel modo di apprendere in maniera naturale e spesso giocosa, oltre che di stare insieme tra noi.
    L’importante è la motivazione, che è una molla sempre speciale per far bene le cose e scegliere con consapevolezza.e procedere serenamente, al di là di intoppi e fatica.

  2. mammadifretta

    mia figlia ha iniziato ora la prima elementare. L’anno scorso ha fatto metà anno alla materna causa trasloco, ci abbiamo dato dentro con l’homeschooling, ha imparato moltissime cose. Però a mio avviso, e nonostante i dubbi sull’efficacia e la difficoltà della scuola, a mio avviso è meglio che frequentino la scuola. Magari non il tempo pieno se non è necessario, però la scuola come istituzione li aiuta anche a interagire in contesti “rigidi”. E permette alle mamme di avere un pò di tempo “libero” attutendo anche il rischio di creare situazioni in cui si “prende possesso” (nota le virgolette) della vita del figlio, si diventa onnipresenti, cosa nociva, sia per la mamma che per il bambino. Insomma credo che vada cercato un certo equilibrio, anche perchè la scuola crea volente o nolente anche relazioni interfamiliari, che a volte anche se conflittuali, aiutano il processo di crescita dei genitori. La scuola non insegna solo a leggere e scrivere, ma anche ad avere a che fare con amicizie e conflitti, che aiutano a crescere. Io sono per lì’homeschooling part time, pur rispettando le scelte dei singoli genitori. Magari il mio ragionamento potrà sembrare egoistico, ma la scuola fa bene anche ai genitori.

  3. Daniela Autore articolo

    Mammadifretta, è giustissima la tua osservazione che riporta in causa anche i genitori nella loro crescita. Ci sono delle insegnanti da cui ho imparato tanto. Andare sempre d’accordo con gli altri genitori è difficile, ma il confronto è un grande aiuto. la comunità di homeschooler organizza spesso eventi e occasioni di confronto, ma (così mi hanno scritto alcune mamme) è molto complicata la gestione “in solitaria”. Il rischio di essere invadenti nella vita dei figli, a ben guardare ci può essere anche mandandoli a scuola. Ho in mente qualche esempio poco felice. Grazie!

  4. MammaElly

    MammaElly, intanto grazie. Ci dici il tuo segreto per tenere sempre alta la motivazione?

    Personalmente, è la scintilla che brilla negli occhi dei miei figli quando imparano qualcosa di nuovo, soprattutto quando è frutto di un loro interesse spontaneo.
    Poi, ci sono i giorni in cui è più dura, soprattutto con le materie a loro meno congeniali. Ma con dei buoni collegamenti interdisciplinari, si può spesso ovviare anche a questo.

    Sul processo di crescita come genitori… vi posso assicurare che avviene comunque, anche senza distacchi forzati ed orari rigidi!

  5. danipa75

    Mia figlia maggiore ha frequentato la prima a scuola e ora invece faremo hs.
    Noi veniamo anche da una saltuaria frequenza della materna, con la grande, e nulla x gli altri due.
    La scuola in termini di amicizia, esperienza di gruppo ha dato molto a lei ma ha anche tolto molta serenità, specialmente quella di imparare divertendosi, di sentire quella passione per un argomento ecc…
    La rigidità, le regole (che ionon trovo come capisaldi della crescita, ne come indispensabili nella vita..) le hanno fatto tanto male…così tanto da rinunciare almeno per quest anno alla classe.
    Appena finita la scuola in lei è rifiorita la curiosità: da sola ha tentato la lettura di un testo come “la storia infinita”, ha esplorato la matematica e il mondo animale…
    Non posso negare che approcciarsi agli studi in maniera spontanea, seguendo le naturali inclinazioni sia il metodo ottimale x i miei figli, il mezzano di 5 segue a ruota la sorella su tante cose e io non faccio altro che procurare il materiale e dipanare ev dubbi…
    Non nego che se nella mia zona esistesse una scuola libertaria o che si muova in questo senso non faremo hs, appunto perchè la classe ( libera però, dove i bambini possano frequentare età diverse!) è un elemento importante.
    La pubblica del mio paese ha insegnanti motivati ma non basta: l’orario di scuola è troppo lungo, i compiti gravosi, noiosi e ripetitivi, le risorse nulle, il contatto con la natura inesistente….
    No, non va bene….

  6. Pippi

    Non mi sento in grado di dare un consiglio, sono troppo schierata perché mi riesca bene 🙂 , però mi è piaciuta molto la tua risposta (anche se a mio parere -ma logicamente facendo hs sarebbe strano che non la pensassi così- “non aver fatto studi da insegnante” non preclude affatto la possibilità/capacità di fare hs).

  7. silvia

    Ciao a tutte, dopo aver letto questo scambio ho voglia anch’io di dire la mia. Ho una bimba che ha iniziato la scuola elementare proprio ieri e la scelta su dove mandarla ci ha impegnati per tutto l’anno scorso. La mia bambina è introversa e molto sensibile e il mio desiderio di proteggerla mi bloccava quando pensavo all’iscrizione alla scuola pubblica vicino a casa. Ne ho sentite veramente di tutti i colori sulle scuole, le maestre, i compagni, la mensa, ecc. certo è che noi mamme non siamo mai contente!!! Alla fine abbiamo deciso di continuare con la scuola montessoriana (dove ha fatto anche la materna) perché ci è sembrata un buon compromesso tra il rispetto del bambino e della sua personalità e la voglia e il diritto di ogni bimbo di fare le sue esperienze e cominciare a cavarsela un po’ da solo.
    Silvia

  8. twinsbimamma

    a me piace molto trovare spunti di apprendimento per i twins sul web ma per HS non penso di averne capacità, tempo e sufficenti motivazioni a lungo termine. Penso che possa essere positiva la scuola e l’attività di appoggio da parte dei genitori soprattutto se si trovano insegnanti a scuola che possano poi incoraggiare stimoli esterni segnalando ai genitori come al meglio relazionarsi nella fase di apprendimento dei figli. Io cerco di trovare sempre nuovi stimoli e mi sento in colpa quando a volte li trascuro un pò per stanchezza, impegni lavorativi ma spero di essere una mamma capace di stargli accanto efficacemente in questa fase di crescita. Ammiro molto le mamme HS ci vuole anche molta tenacia e spirito di iniziativa. Barbara

  9. angelaercolano

    credo che la scuola oltre all’insegnamento inteso in modo “classico” insegni anche a relazionarsi con gli altri, le amicizie cono importanti, così come il lavoro di gruppo cosa che un homeschooler non può avere (a meno che non abbia tanti fratelli) anche da adulti continueranno a lavorare in gruppo e credo sia importante imparare a gestire, i conflitti, le opinioni differenti, sin d apiccoli.

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