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Abecedario vintage

abecedario_vintageIl nostro homeschooling inizia a comprendere le attività per prepararsi alla scuola primaria del piccolo. In realtà sto solo facendo da paletto di sostegno di questa piantina che cresce da sola: lui curiosa, esplora, ipotizza e io controllo soltanto che non prenda per vere nozioni che non lo sono o che impari abitudini sbagliate come impugnare male la matita e piccole cose di questo genere. Inizia a voler leggere da solo, come molti bambini della sua età. Mi chiede le lettere, alcune le ricorda altre le confonde. Nella mia ricerca di materiali belli da presentare ai bambini ho trovato in rete questo abecedario vintage che mi piace molto.

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Come aiutare i bambini a scrivere bene un riassunto

I primi riassunti sono un compito che può creare qualche difficoltà. Riassumere è una capacità che i bambini hanno naturalmente, ma la sola idea che sia un compito è sufficiente a mandarli in confusione e il risultato più che un riassunto è un testo lunghissimo. Per Mammenellarete-Nostrofiglio.it ho scritto una lista di consigli per aiutare i bambini a scrivere bene un riassunto. Potete leggere il testo qui.

Come si scrive un tema

Come si inizia? Come si raccolgono le idee? Come si imposta la scrittura? Senza dimenticare l’autocorrezione: due trucchi per insegnare ai bambini a trovare da soli i propri errori di ortografia. Potete trovare i consigli su come aiutare i bambini nella scrittura dei primi temi a scuola in questo mio post su Mammenellarete-Nostrofiglio.it –  qui.

Carte per giocare con le parole

carte_rime

Per aiutare il mio 5enne a migliorare la pronuncia di alcune parole, ma soprattutto ad affinare l’ascolto in preparazione della scrittura, è da un po’ di tempo che sto preparando delle carte gioco che usiamo in vari modi. Mi sono accorta che ai bambini della sua età, quindi all’ultimo anno di materna, risulta semplice e divertente cercare le parole in rima. Trovano rime nelle canzoni, nelle filastrocche, nelle conte. Ho pensato di usare questo interesse per iniziare un lavoro diverso sulle parole. Continua a leggere

Imparare a scrivere

prescrittura

Il piccolino di casa ha deciso che andrà a scuola a settembre. Lui è un tipetto molto determinato: se decide di arrivare a un obiettivo non demorde. Non pesate ai capricci, parlo di riprendersi un gioco dallo scaffale più alto dell’armadio con una piramide di sedie o di nuovi metodi per riuscire a spremere il dentifricio, tenere lo spazzolino e aprire il rubinetto (tre azioni contemporaneamente con due mani, l’ho detto che non si arrende). Bene, lui ha deciso che andrà a scuola, quindi cara mamma archivia tutte le tue considerazioni sull’essere pronto oppure no, tanto ha già deciso. Dall’esperienza del primo figlio mi è rimasta la convinzione che i bambini devono arrivare a scuola con una buona proprietà di linguaggio. Più che convinzione si parla proprio dei ricordi dei consigli di classe in cui le maestre ci raccontavano con stupore (leggete pure: scandalo al posto di stupore, che è meglio) cosa non conoscevano i nostri figli.  Questa volta mi preparo, o meglio lo preparo. Devo ancora decidere se nascere per secondo sia un vantaggio o uno svantaggio, ma è più probabile che non me lo chiederò nemmeno. Gli ho chiesto cosa si aspetta di fare a scuola e lui ha risposto: “Imparare a scrivere”, benissimo! Allora prepariamoci con la prescrittura, ma a modo nostro. Continua a leggere

Il quadernino delle regole di italiano

quaderno_delle_regole

Ortografia, analisi grammaticale, tempi dei verbi… non posso dire che la grammatica sia sempre divertente. Se in matematica sembra tutto più semplice perché la prova aiuta a verificare se il risultato è corretto, la grammatica appare ai bambini come una collezione di regole che solo l’insegnante, correggendo, può giudicare se sono state applicate correttamente o meno. Quando arriva l’analisi grammaticale, si vanno a riprendere concetti imparati parte in seconda e parte in terza (un giochino di 25-30 quaderni come ridere). Come si può ripassare in un modo più semplice? Continua a leggere

Geniale…anche tu!

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Imparare a pensare come Picasso, Einstein, Leonardo da Vinci o altri geni che hanno regalato grandi opere alla storia dell’umanità. Sembrerebbe una sfida ambiziosa, o quasi impossibile, ma in fondo lo scopo del libro che vi consiglio questo venerdì non è crescere piccoli geni, ma bambini in grado di pensare. Mi è piaciuto tanto che ho già preparato una attività per esercitarsi e ve la propongo da scaricare. “Geniale…anche tu!” di Philippe Brasseur, edizioni Lapis. Continua a leggere

Primi voli – Camillo Bortolato

Tutti i genitori che conosco con figli che vanno a scuola e altri più piccoli mi dicono la stessa cosa: “Quando il grande fa i compiti, li vuole fare anche il piccolo e non è detto che si accontenti.” I secondi sono sempre belli tosti: in casa non si fanno differenze? allora vogliono anche loro un astuccio, un diario, un quaderno e dei compiti e se non vanno ancora a scuola, i genitori si devono inventare qualcosa. Qui arriva il dubbio: va bene non anticipare i tempi, ma li dobbiamo intrattenere, depistare o educare? Continua a leggere

Scrivere bene è un gioco da ragazzi

scrivere_beneIl libro che ho scelto per il consiglio di questo venerdì è una bella scoperta tra la novità di Feltrinelli Kids, un romanzo per ragazzi che spiega in forma di avventura, o meglio di videogioco, come imparare a scrivere bene: “Scrivere bene è un gioco da ragazzi” di Massimo Birattari.

Imparare a scrivere un testo corretto del punto di vista ortografico e sintattico, che sia anche chiaro e scorrevole, è una delle competenze che i bambini devono acquisire durante la scuola primaria. Molti testi sulla scrittura creativa sono dei manuali, l’originalità del libro di Birattari è nella forma, nel coinvolgimento della storia e nella proposta di suggerimenti utili non solo alla scrittura creativa in generale ma alle prove didattiche che i bambini effettivamente incontrano a scuola. Continua a leggere

Chiacchieriamo: io attacco bottone e tu perdi il filo

cucire1A volte funziona così: tu parti bella seria, finalmente hai trovato la voglia di fare l’orlo ai pantaloni in attesa da secoli (speriamo che ti vadano ancora bene) e i tuoi figli ti guardano come un’aliena, osservano, silenziosi e poi..zac! “All’attacco! facciamolo anche noi!” Continua a leggere