Archivi tag: riciclo creativo

Realizzare il sistema solare da passeggio

sistema_solare_DIY4Tra i compiti di qualche settimana fa c’era da studiare il sistema solare, tristemente riassunto in lunghe pagine del libro senza illustrazioni. Che noia! Era un peso anche per me, così ho pensato di realizzarne uno con i bambini, utilizzando il didò e un barattolo di vetro. Grande orgoglio di mio figlio che lo ha voluto far vedere a tutti, per questo lo abbiamo ribattezzato “sistema solare da passeggio”. Di seguito le foto con le istruzioni passo passo.

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Costruiamo la foresta preistorica!

terrarium preistoria 1bVolevamo studiare storia in modo divertente. Cosa facciamo? Ai bambini piacciono i dinosauri… Costruiamo una foresta preistorica con quello che abbiamo a disposizione! Non lo avevamo previsto, ma alla fine abbiamo avuto una grande sorpresa! Continua a leggere

Prepariamo un album da colorare che non finisca mai

album_colorareDove facciamo disegnare i bambini? Loro che sono artisti insaziabili, dalla fantasia infinita, produttori instancabili di ritratti, paesaggi e macchine fantastiche hanno sempre bisogno di carta. La carta non è infinita, anche l’idea di usare sempre fogli di recupero mi piace poco: potrebbero essere riutilizzate nelle stesse stampanti che li hanno prodotti. Inoltre mi piace l’idea che, come i veri artisti, i bambini producano un disegno sapendo che se ne dovranno separare. Abbiamo realizzato un semplicissimo album che non finisce mai. Continua a leggere

La “Economia felice” spiegata e realizzata con i bambini

decrescitaPerché spiegare l’economia ai bambini? Per gestire la paghetta? Non solo. Per vederli indipendenti appena finita la scuola? Non solo. Seppur piccoli, l’economia fa già parte della loro vita, vengono anche rimproverati quando agiscono in contrasto con i suoi principi, quindi è giusto che abbiamo l’opportunità di capire esattamente di cosa si tratta quando si parla di economia, che non vuol dire solo “risparmio”.
Economia felice – Educare i bambini a uno stile di vita consapevole” di Carlo Carzan e Sonia Scalco – edizioni la meridiana Continua a leggere

Il vocabolario del castello

castelloQuest’estate abbiamo visitato il bel Castello di Beseno, vicino a Trento. La bravissima guida che ci ha accompagnato nell’esplorazione insisteva molto sul vocabolario legato al castello. Durante le vacanze di Natale abbiamo creato un castello con i ritoli della carta da cucina per ripassare i termini. Continua a leggere

Renoir – pioggia di luce in un pomeriggio d’estate

RenoirE’ in corso a Pavia, fino al 16 dicembre 2012 una mostra su Renoir e noi ci siamo preparati con una bella attività suggerita dal libro “Renoir – pioggia di luce in un pomeriggio d’estate” edito da Lapis nella collana “Arte tra le mani”. Continua a leggere

La linea: che passione!

Da piccola adoravo questo cartone animato e oggi sono convinta che avesse il suo significato.

Iniziamo dicendo che ho scoperto solo adesso che ognitanto parlava in milanese. Il che la dice lunga su quanto il mio amore per la linea fosse totalmente disinteressato dal senso delle parole. La magia con cui tutto si creava semplicemente alzandosi dalla linea orizzontale era una meraviglia.

Ci ha fatto venir voglia di giocare con i contorni e creare delle figure solo con una cordicella!

Come si gioca: basta prendere una cordicella, un nastro avanzato da un pacchetto, oppure del filo di lana. Se ne possono lasciare diversi a disposizione dei bambini, già tagliati in varie misure e di colori diversi. Lasciati liberi i bambini li useranno per disegnare immagini di fantasia, per disegnare o realizzare piccoli quadri.

E’ una attività che punta molto sulla libera immaginazione e stimola la creatività con materiali semplici e ri recupero. Si può usare una cordicella per disegnare, per creare un effetto di colore, per inventare un gioco nuovo, oppure come rompicapo esattamente come nell’esempio qui sotto in cui avevamo deciso di realizzare un fiore utilizzando una sola cordiacella.

Mitologia familiare

Dopo il film che abbiamo visto nel week-end in cui si parlava dell’antica Grecia, ho spiegato a mio figlio cosa e chi erano i miti e abbiamo cucito il nostro piccolo “oracolo” per il coniglio dei sogni.

Per un bambino di 6 anni che ha sentito parlare di fatti e persone che sono esistiti tanto tempo fa, ma ancora non ha imparato come affrontare la storia, non è tutto semplice. Per spiegargli il passato iniziamo da noi, il nonno, il papà del nonno, il nonno del nonnno e andando indietro così lui si rende conto che deve essere passato proprio molto tempo. Arrivare agli antichi Greci con il nostro albero genealogico è un po’ dura, così gli abbiamo detto che erano sulla terra prima che inventassero la televisione, quando ancora non c’era il telefono e via di sottrazione. Sembra poca cosa, ma si divertono a immaginare per sottrazione.

Quando non ancora non avevano capito come funzionavano tante cose, pensavano che ci fossero degli uomini e delle donne con poteri speciali in alto nel cielo, sulla punta della montagna più alta che si chiamava Olimpo. Questi uomini erano gli dei, ognuno era il guardiano di una cosa diversa: uno del sole, una della luna, uno del mare e via dicendo. Se ad esempio volevi pescare tanti pesci, dovevi chiederlo al dio Nettuno...”

Giocava a chiederci chi era il dio delle cose che piacciono a lui: le piante, gli animali, la terra. Gli ho raccontato le leggende che mi ricordavo sulla nascita delle divinità, poi abbiamo pensato a quali divinità abbiamo oggi. Questa parte farei meglio a non scriverla, per conservare un minimo di rispettabilità, però ha un suo perchè (comico? sulle dificoltà dell’homeschooling? sul rodaggio che devo ancora fare?).

Era appena passato il prete a benedire la casa per Natale, ma vuoi che prima ha preso la busta con la mancia e poi il breviario, vuoi che non ci ha nemmeno fatto fare il segno della croce, vuoi che la mia fiducia nei preti vacilla un po’, che dire? abbiamo lasciato perdere il discorso sulla religione e siamo passati a parlare solo di divinità pagane e profane.

io: Quali sono i nostri dei oggi secondo te? Ad esempio, se ti cade un dente e ne vuoi uno bello nuovo al suo posto a chi lo chiedi? (io pensavo al topolino del denti che domenica ha lasciato un soldino)

lui: Al dentista! (segue spiegazione del topolino e si ricorda che il topolino ha già portato due euro per la causa)

io: Se vuoi tanti dolci tutti in una volta a chi li chiedi? (la risposta giusta era: alla Befana e invece lui ha risposto….)

lui: Al pasticcere!

Mentre mio marito faceva segnali di fumo per suggerire, io insistevo.

io: Se vuoi dei giocattoli, ha chi li chiedi?

lui: Al negozio!

Perfetto! è tutto da rifare! in fondo questi falsi idoli dell’immaginario infantile mi piacciono poco  e  ce ne inventiamo uno noi.

SE VUOI FARE DEI BEI SOGNI (e io voglio trovare un posto agli innumerevoli disegnini che mi lasci sul comodino e regolamente perdo dietro il letto appena apro la finestra), LI METTI SOTTO IL CUSCINO, NEL CONIGLIO DEI SOGNI DALLA CRAVATTA ROSSA E LUI TE LI RACCONTERA’ DURANTE LA NOTTE.

Come produrre un piccolo acchiappasogni:

si prende del tessuto a piacere o, come nel nostro caso, si recupera la manica di un grembiulino che ha già finito la sua carriera, si disegna sul rovescio della manica la testa di un coniglio, si ritaglia oltre la linea del disegno, si cuce e si rigira.

Siamo indecisi se ci piace di più con la cravatta o con il farfallino.