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Imparare a descrivere

Durante la crescita il linguaggio dei bambini si modifica a volte il meglio, aggiungendo vocaboli, a volte in peggio, dimenticando che esistono dei sinonimi. Omologazione al gruppo? Pigrizia? Non saprei, noto però che mentre i bambini piccoli sfoggiano con orgoglio la parola appena imparata inserendola in tutte le occasioni, i grandi invece riducono tutto a “bello”, “buono”, “non lo so”, “Boh”. Com’è la torta? “Boh”.Inutile insistere a spiegarsi meglio, diventa subito una minaccia. Ho pensato invece di appendere un cartello, molto semplice così partecipano tutti senza distinzione di età o classe frequentata. Ci sono due disegni: una bella torta e una decisamente poco invitante. Nelle linee sottostanti scriviamo tutte le parole che ci vengono in mente per elogiare un dolce ben riuscito e per scusarci se non finiamo la nostra fetta. Aggettivi e buone maniere. Superato il panico iniziale (il brainstorming non funziona a comando) abbiamo scritto qualche aggettivo e la lista si è allungata giorno dopo giorno. Quali altri gruppi di aggettivi potremmo raccogliere? Forse far una lista per i libri, per i film?

Errori di ortografia

MontessoriEcco la prima proposta che le Schoolmommies in età primaria riceveranno da valutare e provare.

La definizione “ortografia omeopatica” è made-in-scuolainsoffitta. Tempo fa avevo letto un articolo sull’omeopatica applicata alle piante: se facciamo un macerato di foglie malate e lo somministriamo alla stessa pianta poco alla volta, questa guarirà. Non entro nel merito nè della teoria botanica, nè dell’omeopatica, prendo solo spunto da questa idea per insegnare ai bambini ad autocorreggersi.

La logica è questa: sbagliando si impara, ma se riaffronto i miei errori, quando li supero diventeranno la mia forza. Sento alcuni bambini che in questo periodo dell’anno, stemati dalle verifiche a tappeto e dalla ricerca del voto finale, cedono al peso degli errori nei compiti e si creano la falsa idea di non essere bravi.

Il bambino che scrive correttamente una parola ha indovinato o ha capito davvero? Dopo quanti tentativi si memorizza  e si supera l’errore?

If you want to try this worksheet for spelling and the project related, write me (lascuolainsoffitta@gmail.com).

Coltivare i ricordi

Uno degli aspetti che più mi piace dell’homeschooling è creare i libri che ci servono. Sto iniziando a tenere un quaderno con i bambini sui nostri viaggi.

Quest’estate ho scoperto che bimbo1 non si ricorda di quando ero incinta del fratello. Confonde le località di mare dove siamo stati, ma alcuni viaggi sono stati memorabili e faranno parte dei racconti di famiglia. Così ho deciso di prendere un quaderno (di tipografia, piccolo lusso da pochi soldi) e iniziare a scrivere con loro dove siamo stati. Mi aiutano a scegliere le fotografie, le stampiamo in formato ridotto, scegliamo dove incollarle (belle storte così è più divertente) e cosa scrivere.

Mi piace questa attività con loro, ci aiuta a tenerci stretti i bei momenti insieme, a costruire la storia delle nostre storie (e fare un po’ di esercizio di scrittura e riassunti, ma questo lo lasciamo tra parentesi).

Lezioni di Calligrafia: servono ancora?

Dopo aver letto il libro “I bambini non sono pigri” (nella sezione libri per genitori), la mia risposta è sì. Perchè? Come fare?

Nel libro è ben spiegata la relazione che esiste tra capità grafo-motoria e difficoltà nello studio. I grafologi interpretano la scrittura degli adulti, quando la persona la usa quindi da molti anni, leggendo la chiarezza di pensiero, la stabilità emotiva ecc. Impostare una buona scrittura non significa cambiare la personalità, ma aiuta a esprimersi senza ostacoli. Pensate a tutte quelle persone che appena possono evitano di scrivere perè sanno che questa azione per loro è una difficoltà su più livelli. Magari non ottengono un risultato leggibile, hanno difficoltà a usare il corsivo, temono di fare errori. Riunciano al beneficio di mettere per iscritto le loro opinioni.

Fino agli anni ’70 si insegnava “calligrafia”, la bella scrittura, con un metodo che faceva forza sulla rigidità come scopo educativo. Restare dentro i margini, evitare gli svolazzi, legare sempre le lettere all’interno della parola, rispettare l’ordine e la leggibilità sono tutti aspetti che dovevano formare le giovani menti e che infatti si possono leggere come istruzioni per una vita in società.

Dagli anni ’70 è cambiato l’approccio, utilizzando un metodo universale di stampo anglosassone, abbandonando le lezioni di calligrafia.

Oggi nelle scuole non si insegna più a “scriver bene” ma solo a scrivere. Tralasciando tanti passaggi (la corretta impugnatura, il percorso per tracciare una lettera, ecc), si favorisce un abuso del pc in età matura, una diffusa incapacità di ordine nel foglio e l’uso di un carattere per moda (molto diffuso tra gli adolescenti lo script).

La maestra di mio figlio insiste molto perchè a casa si insegni la corretta scrittura ( a scuola c’è tempo solo per presentare le lettere). Molti bambini scrivono dal basso verso l’alto per tracciare la i ad esempio, delineano dei cerchi imprecisi (lo zero che diventa una D), creando una serie di equivoci e difficoltà che se non vengono corretti subito, si trascinando per la vita.

Ho cercato in internet qualche indicazione per insegnare la calligrafia, ed ecco cosa ho trovato.

Per verificare l’impugnatura corretta: http://www.peav.it/impugnature.html e http://www.peav.it/imp_corretta.htm

Alcune schede di grafia con movimento della penna: http://www.lannaronca.it/schede%20classe%20prima%20p.htm#Schede di grafia

Per realizzare voi delle schede: in corsivo puntinato http://www.bvfonts.com/fonts/details.php?id=76 in inglese con disegni: http://www.toolsforeducators.com/writing/

Monica Dengo ha scritto libri sulla scrittura proposta ai bambini. I titoli dei suoi libri e un’intervista sono qui: http://www.freehandwriting.net/kids_ita.html mentre qui ci sono delle schede da scaricare:  http://www.freehandwriting.net/educational_ita.html per vedere come la calligrafia può diventare arte, guardate qui: http://www.jardingalerie.org/artforchildren/monicadengo/monica.html

Esperienza di un corso per adulti sul blog di Annaelle: http://annaelle-it.blogspot.com/2010/06/corso-di-calligrafia.html

Molti anni fa negli Stati Uniti si usava il Metodo Palmer, un corso inteso come scrittura commerciale (vi ricordate come scrivevano i vaglia fino a 15 anni fa alle poste?). Ho trovato un libricino con il metodo in spagnolo. Gli esempi sono chiari anche per chi non conosce la lingua: http://www.filecrop.com/metodo-palmer.html

Aggiornamento:

Flip book realizzato dall’Associazione Calligrafica Italiana sull’importanza della scrittura a mano: http://www.stampationline.it/showflipbook.php?book=118#page/6