Come si impara a leggere e scrivere

Avrete notato la presenza di un banner nella colonna di destra della homepage in cui si legge che questo blog è commentato da un’esperta. Ho scoperto che tra i frequentatori di questo blog c’è una logopedista, si firma LOGOER, le ho chiesto di commentare e giudicare la validità formativa dei miei esperimenti. La Scuola in Soffitta non perde la sua anima ludica e creativa, viene semplicemente confermata la validità degli esercizi proposti. Difendendo il mio ruolo di mamma, ma ne riconosco anche i limiti. Gli esercizi che propongo su questo blog sono spesso frutto della mia fantasia o di un gioco dei miei bambini e vorrei la certezza che fossero davvero validi per lo scopo con cui vengono inventati.  Sia ben chiaro che tutti i vostri commenti per me sono importantissimi e non importa con quale titolo li scriviate; il ruolo di Logoer è solo una garanzia per voi che magari ogni tanto leggete le imprese di casa nostra e vi chiedete: “Oddio, ma li rovinerà i bambini?” Se avete di questi dubbi, cercate il commento di Logoer: se lei approva, va tutto bene, diversamente…distribuirò abbracci e caramelle mentre modifico il testo.La risposta di Logoer è stata: “La tua idea mi sembra molto buona. Penso che nulla di quello che le mamme propongono ai bimbi possa davvero rovinarli se è fatto sotto forma ludica, qualsiasi gioco va bene se viene proposto con lo spirito e le aspettative giuste, il commento ai giochi serve appunto per assumere consapevolezza di quali sono le abilità che in quel momento si vanno a stimolare e rispetto all’età del bambino quali sono le aspettative che il genitore può avere; ovviamente anche io posso sbagliarmi e accetterò volentieri le vostre osservazioni e le vostre critiche siamo qui apposta per crescere insieme…

Per confermarvi che è una Logopedista vera, leggete di seguito un estratto di un articolo che ha pubblicato sulla lettura (tema ricorrente da queste parti).

IN VIAGGIO NELLO SVILUPPO: COME SI IMPARA A LEGGERE E SCRIVERE?

Si va a scuola per imparare a leggere e scrivere, così si dice, e a volte nella frase stessa è implicito un errore, l’errore di pensare che il processo di apprendimento sia qualcosa che viene da “fuori”, dall’esterno, è la maestra che mi insegna io mi limito a imparare. Ovviamente sappiamo che non è così, sappiamo che i bambini non solo hanno una parte attiva in questo processo ma che è fondamentale conoscere quali sono le abilità che il bambino sta sviluppando e quali sono le tappe che lo porteranno ad imparare a leggere e a scrivere. Se non siamo consapevoli di tali abilità e se non conosciamo queste tappe dello sviluppo, allora ecco che si cade nell’errore di pensare che tutto viene da fuori, ecco che rischiamo di pretendere troppo da un bambino che ancora non è pronto a fare una determinata cosa e magari lo rimproveriamo o ci preoccupiamo per degli errori che sono normalissimi alla sua età; mentre chiediamo poco ad un bambino che invece dovrebbe dare di più. Ma quali sono i passaggi, le fasi, che permettono ai bambini di passare  da una totale ignoranza dei rapporti tra linguaggio orale e linguaggio scritto all’automatizzazione dei processi di lettura?

Secondo il modello di apprendimento della lettura di Uta Frith (1985) l’acquisizione dei processi di lettura avviene attraverso 4 stadi di sviluppo, ciascuna fase è caratterizzata dall’acquisizione di nuove competenze e dal consolidamento e dall’automatizzazione di quelle già acquisite.

I 4 stadi principali si suddividono in: logografico, alfabetico, ortografico e lessicale.

1.Stadio logografico: si fa coincidere solitamente con l’età prescolare. In questo stadio la parola scritta ha una corrispondenza diretta con il significato, se domandate ad un bambino in questa fase “è più lunga la parola TRENO o la parola BICICLETTA?” sicuramente vi dirà TRENO perché le parole rappresentano l’oggetto in maniera diretta,così come i disegni.

Il bambino in realtà “disegna” le parole come se fossero l’oggetto stesso, con la differenza che non vengono riprodotte caratteristiche fisiche dell’oggetto rappresentato ma che vengono utilizzati segni convenzionali , che il bambino ha scoperto come tipici di quella attività denominata scrittura: imita il gesto di scrivere, fa una serie di righe, qualche lettera a caso, qualche cerchio,un po’ di ghirigori…e ci dice “ecco ho scritto cane!”. 

2.Stadio alfabetico: si raggiunge dopo i primi mesi di scolarizzazione; il bambino scopre che quei segni chiamati lettere hanno un valore sonoro convenzionale.

Scopre che tra la forma scritta e quella orale della parola esiste una relazione indipendente dal significato, inizia così a prendere forma il meccanismo di conversione grafema – fonema, cioè suono ascoltato e lettera scritta. E’ frequente all’inizio che il bambino scriva una sola lettera al posto di una sillaba ad esempio la parola CANE è scritta CN o CE, questa fase generalmente è superata dopo le prime settimane. Non è ancora in grado di scrivere correttamente i gruppi consonantici complessi come GN,GL,ecc. In questa fase nella lettura il bambino legge le singole lettere, inizia a distinguere i diversi caratteri e le prime sillabe.

3.Stadio ortografico: in questa fase che si raggiunge di solito in seconda elementare e si consolida in terza. Il bambino diventa capace di scrivere gruppi complessi come SC, STR, GN, GL, e comprende ad esempio che alcune lettere cambiano suono in base alla lettera successiva è il caso della C e della G (CA- GA- CHE- CIA). Diviene capace di leggere suoni complessi (sillabe) rendendo così più veloce la lettura,legge le parole più piccole tutte intere e quelle più lunghe e complesse prima dividendole in sillabe e poi riunendole.

4.Stadio lessicale:  A partire dalla terza fino alla quinta elementare. Il processo di apprendimento poi continua anche da adulti. La strategia lessicale è indispensabile per trascrivere una frase pronunciata in parlato continuo, e si raggiunge in terza-quarta elementare. E’ il caso ad esempio di alcune parti del discorso che a seconda del loro ruolo grammaticale devono essere riprodotte diversamente, come “ha” oppure “a”. Il problema si pone anche per altre parti del discorso che nel parlato continuo non sono distinguibili come ad esempio loro o l’oro, oppure  luna o l’una, ecc.  In questi casi l’unico modo per scrivere correttamente la parola è quello di esaminarne il significato all’interno della frase.

Per quanto riguarda la lettura, in questo stadio il bambino riconosce e legge le parole nella forma intera,pronunciandole tutte insieme, ad una velocità tale da permettergli una buona comprensione del testo letto.

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