Gli adulti sono bambini andati a male

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Per genitori, educatori e insegnanti che vogliono imparare a non insegnare.
Come si fa a non fare andare a male i bambini? Inizia con questa domanda l’ultimo saggio di Maurizio Parodi sul mondo della scuola. Gli esempi abbondano, come in un manuale di buone pratiche alla rovescia. Ho scelto questo titolo per un esperimento di lettura sui social network, condividendo alcune delle domande che incontravo nel testo. L’autore ha proprio centrato nel segno: molti genitori hanno già sperimentato di persona ciò che toglie stimoli alla naturale curiosità infantile.

Dopo le riflessioni delle prima parte del libro, si prosegue con una raccolta di micro saggi, scritti da autori diversi, che propongono riflessioni e idee per non insegnare.

Mara Durante in “Narrare l’infanzia perché non si perda” propone i libri come possibilità di salvezza per i futuri adulti, applicando la sua tesi a un titolo entrato nella lista dei classici per ragazzi, Pippi Calzelunghe.

Gabriella Falcicchio in “Attraversa le terre di mezzo” entra in una scuola materna con il doppio ruolo di madre e di docente di pedagogia individuando le abitudini, socialmente accettate, che trasformano la spontaneità dell’infanzia nel suo contrario.

Franco Lorenzoni contribuisce con “Aprire le porte alla percezione” in cui riporta spunti di riflessione ed esperienze personali con i bambini. L’esperimento delle casette costruite nel parco è assolutamente da provare.

Sergio Manghi in “Giocare le differenze” propone un progetto di gioco già collaudato nelle scuole per non andare a male aprendosi alla altre culture e agli altri in generale.

Francesco Tonucci firma “Fare spazio ai bambini” in cui si pone la domanda: “Come possono i bambini aiutare noi adulti?”, forse anche a non rovinarli.

L’ultimo contributo è di Antonio Vigilante intitolato “Muoversi insieme” incentrato sulla necessità di costruire una comunità pedagogica.

GLI ADULTI SONO BAMBINI ANDATI A MALE
Per genitori, educatori e insegnanti che vogliono imparare a non insegnare.
di Maurizio Parodi – ed. Sonda

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